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Calciomercato chiuso: quale big s'è mossa meglio?
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Editoriale

De Laurentiis, 5 giorni per dare un senso a questo mercato. Milan, sessione intelligente. L’Inter dietro la Juve. Volevate il Commissario? Era meglio Montalbano…

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
13.08.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 68203 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Cinque giorni e poi sarà tutto finito. L’assurdità di chiudere il calciomercato il 17 agosto, alle ore 20.00, lascerà tanti cadaveri sulla riva del fiume. Lo scriviamo da mesi, adesso, molti club di serie A iniziano a capire la fesseria di seguire Marotta nell’unica sciocchezza fatta, in questi anni, dall’Amministratore Delegato della Juventus che si è fissato, insieme a Malagò, di fare questa mossa all’inglese. Ma ne riparleremo a fine editoriale. Più giù. Il tempo per fare le grandi operazioni sta finendo. Il 15 agosto Milano sarà vuota. In giro non troveremo un ristorante aperto ma sarà una città gremita di addetti ai lavori. Qualcuno dovrebbe spiegare a De Laurentiis che, quest’anno, il mercato chiuderà il 17. Se il patron del Napoli si è convinto che la chiusura è rimasta alle 23.00 del 31, qualcuno per favore dovrebbe dirglielo. De Laurentiis vorrebbe scriversi da solo le regole del gioco. Basta vedere il caso Bari, non è detto che nella sua testa non si sia autoconvinto che il mercato del Napoli andrà avanti fino a fine mese. Ad oggi è una grande delusione. Dopo aver preso Ancelotti, con un colpo da cinema, ci saremmo aspettati tutti un mercato decente. Invece nulla. Poche operazioni secondarie per un allenatore abituato ad allenare e a vincere con i top player. La filosofia e i metodi di Ancelotti sono completamente diversi da quelli di Sarri. Senza tralasciare che le dirette concorrenti si stanno rinforzando pesantemente. La Juve era più forte e lo sarà sempre di più, l’Inter non è più una squadra improvvisata come negli ultimi anni ma ha doppie e triple soluzioni in ogni zona del campo e lo stesso Milan sta iniziando a prendere seriamente forma. De Laurentiis aveva il dovere di provare a rinforzare questa squadra. Dovrà competere su due fronti e, se ha deciso solo di partecipare, è un conto ma se pensa di voler giocare per vincere, questo Napoli non è assolutamente attrezzato. Dopo aver sfiorato lo scudetto, e dopo aver ingaggiato Ancelotti, la logica ti porta a pensare ad un rilancio per il tricolore. Invece il Napoli non si è rinforzato e, almeno sulla carta, passa da essere l’anti Juve ad una delle 4 pretendenti alla zona Champions. Spiegarlo ad un tifoso del Napoli non è semplice. Va bene i conti in ordine che vengono, giustamente, prima di tutto ma le ambizioni di una piazza vanno coltivate anno dopo anno. C’è anche troppa confusione interna. Il mercato dovrebbe farlo il Direttore Sportivo, invece, lo fa in prima persona il Presidente che spesso sconfessa anche il suo stesso DS, sull’orlo di una crisi di nervi. Nel frattempo prende il Bari per rilanciarlo ma non si preoccupa di come deve tenere ad alta quota il suo primo club. Insomma, finora, non si è rivelata un’estate esaltante per De Laurentiis. Ha a disposizione ancora cinque giorni per sorprenderci. Ferragosto si avvicina e l’assalto a Belotti sarebbe l’unica risposta a tante chiacchiere.
Il Milan sta operando con intelligenza. Non è facile fare mercato quando subentri in corsa e ci sono solo pochi giorni per lavorare. Leonardo si sta muovendo bene. Ottimo il doppio colpo dalla Juve, benissimo Bakayoko e adesso spazio all’esterno offensivo. Ceduti Andrè Silva e Kalinic, il Milan deve difendersi dagli attacchi per Suso. Il Milan è da scudetto? Assolutamente no. Ma può competere per le prime 4 posizioni e può giocare a costruire una squadra vincente per crescere nei prossimi 24-36 mesi. Higuain e Cutrone da soli, lì davanti, sono numericamente pochi. Non discutiamo la qualità, ci mancherebbe, ma con la probabile partenza di Bacca serve almeno un’altra punta. Dovrai giocare in campionato, coppa Italia ed Europa League. Due punte centrali sono poche. Per questo Gattuso voleva Martial. Un attaccante che possa ricoprire il ruolo di esterno offensivo e di punta centrale. Non sempre i sogni si realizzano. La difesa è il punto di domanda. I centrali sono giovani e forti, gli esterni giovani e acciaccati. Puntare tutto su Conti, dopo un anno di ospedali, è un azzardo. Calabria non è Tassotti e tra Strinic e Rodriguez bisogna capire chi sta meglio. Il problema di Leonardo è anche un altro: velocizzare, il più possibile, il mercato in uscita. Oggi sta vendendo, forse svendendo, ma il tempo impone una certa velocità nel liberarsi di tanti paracarri presenti a Milanello.
L’Inter sognava, o sogna, Modric e ne avrebbe bisogno come il pane dopo una pasta al pomodoro. Un discorso è fare il centrocampo Modric-Brozovic, un altro è fare Brozovic-Gagliardini. Ausilio tenta il colpo della vita. Non c’è un piano B ma qui sbaglia. Perché Modric o non Modric, Spalletti in quella zona del campo necessita di un rinforzo di qualità. Sicuramente, da quando lavora all’Inter, questo è stato il miglior mercato di Piero Ausilio. Intelligente, economico e strategico. La difesa è la migliore del campionato. Sulla carta. Spalletti ha uomini per giocare con 4-5 moduli diversi. Dietro puoi giocare a 3 o a 4 in base all’avversario, al meteo o al giorno della settimana. Ausilio ha comprato giocatori forti spendendo poco e giocatori fortissimi spendendo nulla. Più di questo non avrebbe potuto fare. Quando ha cannato le operazioni lo abbiamo detto ma adesso gli va dato il merito di aver condotto un grande calciomercato. Certamente chi dovrà emettere il verdetto sarà il campo ma parlare prima non è da tutti, parlare dopo basta leggere i risultati della domenica.
A cinque giorni dalla chiusura del mercato e a, non sappiamo quanti, giorni dall’inizio dei campionati di serie B e serie C stiamo vivendo un’estate surreale dove non esiste una giustizia sportiva e neanche una giustizia divina ma solo una giustizia ad orologeria. Capirete bene che avere fiducia in questo sistema è come sperare di fare 6 al superenalotto. E’ l’estate più vergognosa del calcio italiano degli ultimi 12 anni. Non fa rumore perché non sono coinvolte Milan, Inter, Juve, Roma o Napoli ma se al posto di una squadra di serie B ci fosse stata una big sarebbero arrivati carabinieri, polizia, guardia di Finanza e cinofili. Abbiamo preso per il culo Tavecchio perché parlava di banane, opti pobà e perché è stato un folle a fidarsi di Ventura. Abbiamo invocato il Commissario e il Commissario ci meritiamo. Se ci fosse stato Montalbano avremmo risolto tutto ma abbiamo sbagliato Commissario e siamo finiti nel peggior incubo di sempre del calcio italiano. E’ la grande sconfitta del sistema. La grande vittoria a distanza di Tavecchio che, da Ponte Lambro, si sta ammazzando di risate con la classica frasettina “ve lo avevo detto…”. Il Collegio di Garanzia del Coni, il TFN, primo grado, secondo grado… quarto grado in onda tutti i lunedì su rete4. Siamo alla follia totale. Sentenze scritte in due ore da quelli che dovrebbero essere Giudici garanti della giustizia. Leghe che decidono i format dei campionati con la Federazione muta e assente. Leggi Noif trattate come carta igienica e bandi triennali per i diritti televisivi ignorati come se mai esistiti. Criteri di ripescaggio, con soldi per emettere fideiussioni già spesi, per finire poi al classico “abbiamo scherzato”, conferenza stampa di minaccia e sentenze rinviate al 7 settembre quando dovremmo preparare la terza giornata di campionato. Follia totale! Hanno distrutto il calcio e non ce l’hanno detto. Lo abbiamo capito da soli. Ci hanno chiuso il mercato il 17 agosto perché il problema era iniziare i campionato con il mercato aperto. Ma quando inizia? Se inizia… Abbiamo voluto copiare gli inglesi con la chiusura del mercato anticipato. Peccato che in Inghilterra sanno il calendario due mesi prima, conoscono le date un anno prima e hanno una Federazione che funziona come un orologio svizzero sulla organizzazione dei tornei. Noi non possiamo copiare gli inglesi se non sappiamo neanche chi porta il pallone e quando lo porta. Abbiamo parlato 6 anni delle seconde squadre. Dovevamo copiare gli spagnoli. Olè! Ci presentiamo con il maxi progetto delle seconde squadre con la Juventus B, inserita, in uno dei tre gironi di serie C. A Cosa serve? A Chi serve? Ma soprattutto credete che uno dei giocatori della Juventus B, entro 24 mesi, possa finire nella Juventus di Ronaldo e Dybala? Ma non scherziamo. Costacurta dove sei? Elegante con gli abiti di Nervesa, stile da vendere, parlantina eccezionale ed ex campione di lusso. La politica del calcio, però, è un’altra cosa… Ora dovrebbe intervenire e dire che fa tutto schifo e dimettersi. Una poltrona a Sky sarebbe ben occupata. Più comoda e prestigiosa. Bravo Pirlo che ha preferito Sky alla Figc. Nulla contro la Lega di serie B che prova a fare i suoi interessi (anche se non è così che si fa sistema) ma perché la FIGC non scrive? Perché Fabbricini non chiude il suo ombrellone in spiaggia e non prende una decisione, sentendo gli avvocati della Federazione? Il calcio perde consensi e spettatori non per lo spettacolo che offre ma per la credibilità che perde ogni anno. Fossimo in DAZN (si legge dasooooon) ci faremmo sentire. La B perde 3 grandi piazze come Bari, Cesena ed Avellino. Bacini di utenza, uguale abbonati. Abbonamenti, uguale soldi. Passare a 19 o 20 ti fa perdere numero di partite, città, società ed abbonati. Sostituire Bari con Catania ha un senso. Cancellare Bari e perdere tre piazze è un colpo duro anche nei confronti di chi ha creduto, per il prossimo triennio, in una Lega che è ancora in tempo per salvare capra e cavoli. Le capre sono tante. I cavoli sono degli avvocati…


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