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La Giovane Italia
Editoriale

De Ligt verso Torino, ma la Juve non è a posto per dieci anni. Il Milan imita il Napoli di Sarri, ma tutte devono cedere. Higuain come Batistuta, ma chi paga? Icardi, Zaniolo, Barella e gli altri

Nato a Bergamo il 23-06-1984, vive a Firenze. Giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
05.07.2019 10:11 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 102345 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Matthjis De Ligt è forse un acquisto più importante di quello per Cristiano Ronaldo. Sembra un azzardo, ma prendere un ventenne che percepisce 12 milioni di euro annui, alzando così ulteriormente un tetto salariale già provato dall'arrivo del portoghese, dà una nuova dimensione a una Juventus che, di certo, non è giovane e dovrebbe svecchiare. Bene Bentancur, ma è l'unico sotto i 24 anni con Moise Kean. Invece l'olandese è il simbolo di quello che potrebbe essere la Juve per i prossimi dieci anni. Bisogna usare il condizionale e stare attenti: perché se è vero che Agnelli ha spiegato che i bianconeri lavoravano per prendere altri Ronaldo, ma più giovani, De Ligt è un'operazione ponderata. Perché fra un paio di anni Raiola si alzerà e chiederà un eventuale adeguamento, forte di una posizione che comprende la clausola rescissoria: molto alta, ma ci sarà, anche per lui. Quindi la Juve non è a posto per dieci anni, almeno non automaticamente e con la possibilità di fare i conti senza l'oste. E Pogba? Grande illusione, ma dipenderà anche dalle uscite. Non di soli acquisti può vivere la Juventus.

Il Milan intanto sta lavorando su vari profili, con un tetto salariale intorno ai 2,5 milioni di euro. Con Krunic e Bennacer, entrambi dall'Empoli, sembra di mutuare quello che ha fatto Sarri a Napoli, prendendo giovani funzionali e che possano crescere con un maestro di calcio. Giampaolo in questo senso dovrebbe essere una garanzia, ma giocare a San Siro - con i fischi al terzo passaggio sbagliato - è qualcosa di diverso. Soprattutto quando sei comunque abituato a calciatori di alto livello, perché è indubbio che Bakayoko, Paquetà e Kessie fosse un centrocampo di rilievo. Poi ci saranno le cessioni, perché Biglia può andare alla Fiorentina (per Veretout) ci sono quattro esterni a sinistra, più un paio di esuberi in avanti. E un Cutrone da piazzare, perché ha voglia di essere titolare inamovibile.

Intanto presentazione a Roma per Gianluca Petrachi, nuovo direttore sportivo giallorosso. Discutere Higuain è da pazzi, è vero. Parlare però di un ingaggio monstre che in questo momento in pochi si possono permettere è altrettanto chiaro. La Roma vorrebbe chiudere ma con uno stipendio alla Dzeko, intorno ai 4,5. Poco per chi ne percepisce quasi il doppio, con i bonus. Higuain può essere come Batistuta, ma ha 32 anni e altri due anni di contratto: magari spalmare con un anno in più è plausibile, ma servirà una mano dalla Juventus.

Infine la situazione di alcuni colpi che potrebbero sbloccarsi. L'Inter sta valutando che fare su Barella, forte di un accordo con il giocatore, si valutano le contropartite. Eder difficile, per l'ingaggio, Colidio rimane un nome, Bastoni sarebbe gradito ma impossibile se non in prestito. C'è ancora una distanza minima, la quadratura si troverà. Zaniolo non ha ancora rinnovato il contratto, su di lui rimane la Juventus - che non ha fatto proposte - e non è da escludere che le parole di Petrachi (che ha spiegato come non abbia ancora fatto nulla, pur volendo adeguargli il contratto) non possano smuovere qualche ingranaggio. Icardi intanto aspetta la Juve, che non ha fretta e che punterebbe a inserire contropartite: non Dybala. Mancini è molto vicino alla Roma, per Malinovskiy sono giorni caldissimi: bloccata la Samp, può andare all'Atalanta. Verdi piace al Torino, ma il Napoli chiede la cifra spesa un anno fa. Da capire la situazione Perin, che vorrebbe rimanere in Italia.


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