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La Giovane Italia
Editoriale

De Zerbi accende e spegne le luci al Meazza. Giallo Verona: un osservatore albanese da 1.500 euro al mese, Amministratore Unico in Lussemburgo. Napoli al bivio: trionfo o fallimento. Parma, cambia!

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
26.02.2018 07:35 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 41751 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

A 7 giorni dalle elezioni politiche, forse, più importanti degli ultimi 10 anni, il nostro Paese da tre settimane si interroga, in tv e sui giornali, su se Francesco Monte si è fatto le canne oppure no. Apri i telegiornali e c'è Monte a processo. Compri i giornali e ci sono le confessioni choc di Eva Henger (si scrive così?) che dice di aver visto Monte e compagnia farsi le canne. Voi capirete da soli che questo Paese è allo sfascio totale. Una volta c'era la fuga dal Meridione per cercare fortuna al Nord. Oggi i nostri figli scappano per andare nell'Europa ricca o negli Stati Uniti. E poi ci stupiamo se Oscar Damiani, in tv a Sportitalia, rivela che non riesce a convincere i calciatori francesi a venire in Italia perché vogliono solo la Premier. Chiamali scemi. Abbiamo una Lega e una Federazione senza Presidente, siamo il Paese della pasta, la pizza e il calcio... Bene, ci hanno tolto anche la gioia del pallone perché la prossima estate bestemmieremo in cirillico per vederci un Mondiale senza Italia. Poi pensi: vabbè ne è valsa la pena per fare un bel repulisti. Invece, no. Abbiamo perso un Mondiale e non è cambiato nulla. Ventura, il prossimo anno, troverà una panchina come se nulla fosse accaduto e il sistema è fermo agli anni 1990. Ci lamentiamo che non ci hanno assegnato più Mondiali ed Europei. Fanno bene: per Italia '90 abbiamo buttato soldi e costruito delle cattedrali nel deserto inutili. Come in Brasile. Spreco di danaro. A Milano hanno dato l'Expo, oggi se ti fai un giro sull'autostrada che porta a Torino vedi tutto vuoto e abbandonato. Un rifugio per i profughi. Siamo questi e non lamentiamoci. Siamo il Paese dove il Benevento, ultimo e retrocesso, va a dominare a San Siro e non ha neanche lo sfizio di strappare un punto che non avrebbe meritato. Uno no, tre sì. Dopo il secondo tempo del Napoli contro la Lazio, il primo del Benevento a Milano è stato uno dei tempi più belli di questa serie A, che grazie alla Spal riapre la lotta salvezza. Se il Benevento avesse avuto un terminale offensivo più preciso l'avrebbe portata a casa. Se Pairetto si fosse tolto la maglia nerazzurra da sotto alla divisa da arbitro, il Benevento non avrebbe perso. E se De Zerbi, ogni tanto, pensasse ad essere più Trapattoni e meno Guardiola avrebbe fatto punti. Lunedì scorso vi ho detto quello che penso di De Zerbi. Riassunto delle puntate precedenti... Come dicono quelli bravi di Netflix. De Zerbi ha idee, fa giocare benissimo le sue squadre ed è un grande tecnico-tattico. Dovrebbe, però, cercarsi club meno disastrati e non accettare cause perse. Sarebbe bello giudicare De Zerbi in situazione di normalità. Il Benevento gioca un calcio spettacolare. Bellissimo. Bravo a preparare la partita, bravissimo a puntare su Brignola. In categorie inferiori ci sono i professori allenatori che non farebbero giocare un '99 perché troppo giovane. Brignola ha personalità e velocità. Certo, se avesse passato un paio di volte la palla a Coda avrebbe fatto meglio. De Zerbi schiera i migliori e non guarda in faccia a nessuno. Vigorito retrocederà ma questa serie A gli è costata una barca di soldi. Ha comprato cartellini importanti ma, solo a gennaio, ha trovato gli uomini giusti. Troppo tardi. De Zerbi la doveva vincere e De Zerbi l'ha persa. Una maledizione per gli allenatori di oggi. Marcare a zona sulle palle inattive. Se ti chiami Benevento e giochi a San Siro e ti servono punti salvezza, non puoi prendere due gol in due minuti su palla inattiva marcando a zona. NO! Devi attaccarti all'uomo. Tirare la maglia, pestargli un piede e se c'è bisogno gli fai fare la fine di Inzaghi, contro il Bari, in area di rigore. De Zerbi ha acceso le luci di San Siro ma doveva dimenticarsi di spegnerle. Invece, da persona educata qual è, non ha voluto dichiarare lo stato di crisi interista a 8 giorni dal derby. Neanche due parole sull'Inter? Sì, vi accontento: non ci siamo. Ecco, sono tre. Abbondiamo.
Il Verona vince e, grazie alla Spal, torna a sperare nella salvezza. La salvezza sul campo è importante ma quella societaria è ancora a forte rischio. In un Paese normale ci sarebbero tanti controlli. In serie A, invece, tutto è consentito. Avete visto il bilancio del Verona? Io sì. Mi piace leggere i bilanci e spulciare le anomalie. Avete notato chi è l'Amministratore Unico della società anonima Falco Investments? La Falco è una società lussemburghese che controlla il Verona. Anno di costituzione 2012. I bilanci, gli ultimi due, sono stati depositati il 10 gennaio 2018. La Falco ha ricevuto soldi da terzi, circa 20 milioni in due anni. Ma siccome siamo in Lussemburgo non si possono sapere tutti i dettagli e quindi non possiamo conoscere il nome di chi sta dietro a questi regali da 20 milioni di euro al Verona. Ci sarebbero altri mille numeri da riportarvi ma so bene che non vi interessa molto. La curiosità che vorrei portare alla vostra attenzione è il nome dell'Amministratore Unico della Falco. Quindi l'uomo che in teoria sarebbe anche più in alto di Setti. Si chiama Dritan Derwishi. L'Amministratore Unico della società che controlla il Verona è un osservatore del Verona che, a bilancio, guadagna 30 mila euro lordi all'anno. Quindi prende 1.500 euro al mese. Come mai un osservatore albanese è l'Amministratore Unico della società lussemburghese che controlla il Verona? Non sono illazioni ma domande. Dovrebbero arrivare delle risposte. Non a noi ma almeno alla Lega e alla Federazione considerato che ci vorrebbe trasparenza sulla proprietà dei club.
Torniamo a parlare di calcio: Napoli al bivio. Sarri gioca stasera e deve riscattare la brutta figura europea, con conseguente brutta figura nelle dichiarazioni sue e del Presidente. Adesso il Napoli deve vincere lo scudetto. Sì, deve. Perché avendo rinunciato a Champions, Coppa Italia ed Europa League due sono le strade: o questa stagione diventerà fallimentare o resterà nella storia con lo scudetto cucito sul petto. Il Napoli ha giocato al rischiatutto. Il campionato non è alla portata perché l'avversario è un cannibale. Ma questo Napoli, in serie A, meriterebbe di scrivere la storia per quello che sta facendo.
In serie B, sembra che nessuno voglia andare in serie A. Tutti rallentano. Le marce più basse le ha messe il Parma che, per quanto investito, meriterebbe di stare molto più su. Finora D'Aversa ha deluso e la società non gli ha fatto mancare nulla: dai rinforzi alla fiducia. Ma tutto ha una scadenza. Anche lo yogurt nel mio frigorifero. D'Aversa ha scritto sull'etichetta 27 febbraio. Se nessuno lo consumerà prima, anche lui sarà scaduto. Come il tempo che continua a correre...


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