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La Giovane Italia
Editoriale

Di Biagio, un Ventura bis. Billy, liberaci dal male. Cairo, questo Toro ha solo le corna. Giampaolo si perde sempre sul più bello. C'era una volta il Torneo di Viareggio...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
19.03.2018 13:54 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 25063 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Lo avevano detto e scritto tutti, dopo la notte di San Siro. Non andremo al Mondiale, assurdo, ma almeno che ne valga la pena per resettare tutto il mondo del calcio. Il problema sembrava Tavecchio, che avesse la peste, responsabile di tutti i mali del mondo. Liberiamoci di Tavecchio e tutto sarà risolto. Invece no. Giusto che Tavecchio pagasse, come era giusto spedire a Bari con un calcio Giampiero Ventura che per il disturbo si è fatto pagare anche fino all'ultimo centesimo. Ma oggi è ufficiale: non è cambiato nulla. Anzi, forse siamo messi peggio di prima. Non c'è un Presidente in Federazione, non c'è un Presidente in Lega di serie A e la prima cosa da fare non è stata ancora fatta: trovare un vero Commissario tecnico. Nell'anno peggiore della storia dell'Italia vi sembra il caso di prendere tempo e di ripartire con Gigi Di Biagio? Dico, ma almeno dategli una mano a fare le convocazioni visto che non è mai stato un allenatore e che ha dimostrato subito di non capire che ruolo ricopre. Devi rifondare la Nazionale, Gigi. Non devi convocare i calciatori degli amici procuratori, oppure, fai le convocazioni per meritocrazia. La Nazionale deve essere rifondata e su queste basi non rifondiamo nulla. E' solo il prosieguo del disastro iniziato, ma non concluso, da Giampiero Sventura. Non chiediamo molto ma ci affidiamo a Billy Costacurta che, per questo progetto, ha lasciato circa 500.000 euro all'anno a Sky. Allora Billy (scusa se ti chiamo così) intervieni. Non sei un pupazzo, tu fai calcio, sei del calcio e devi intervenire. Metti fine a questo scempio. Di Biagio non può sedere sulla panchina della Nazionale neanche per un'amichevole del 15 agosto. Poi non lamentiamoci che dell'Italia non interessa nulla agli italiani. Non la amiamo perché non ci fa vivere emozioni. Non la amiamo perché ci ha tradito troppe volte, dal 2006 ad oggi. Non c'è una bozza di progetto per ripartire e riportare il calcio italiano dove merita. La soluzione non può essere chiudere il mercato il 18 agosto e il 19 gennaio. Vedrete che sarà un altro boomerang per il nostro calcio, vista la chiusura invariata di diversi mercati europei. E' stata la battaglia di Marotta. L'ha vinta perché oggi Marotta è il vero Re del calcio italiano. Quello che dice lui si fa anche se, come nel caso del mercato, ha detto e voluto una cosa senza senso. Vedrete...
Parliamo di calcio: cosa ci lascia questa domenica? Un Milan cinico, non brilla ma vince e l'oggetto del mistero, quel portoghese con la maglia numero 9, inizia ad avere fiducia e fa gol. L'Inter che passeggia e il Torino inguardabile. Questo Toro ha solo le corna. Per il resto non c'è nulla del cuore Toro che vorrebbero i tifosi. I veri delusi sono loro. Doveva essere l'anno della svolta, invece, è l'ennesimo anno dell'agonia. Quando finisce questo campionato? E' l'unico pensiero dei tifosi. 4 sconfitte consecutive, Europa Lontana, calciatori bolliti e gioco paragonabile ad una media squadra di serie B. In questa serie B così povera non potrebbe esserci offesa più grande. Urbano Cairo ha un patrimonio tra le mani ma non si è reso conto, dopo tanti anni, cosa vuol significare fare il Toro. Petrachi ha idee, fa plusvalenze e ha fatto i miracoli con l'autogestione ma così non si crescerà mai definitivamente. Eterni incompiuti. Le colpe vanno suddivise ma partono sempre dall'alto. Cairo tiene i conti a posto, ha sistemato il Torino ma adesso deve alzare l'asticella. Sarà in grado di farlo? Ma soprattutto è suo interesse? Il calcio è un'azienda ma che purtroppo non chiude al venerdì sera. Se così fosse saremmo tutti più bravi e tutti più felici. Il week end è infame. Puoi progettare, puoi tenere i conti a posto, puoi essere un'azienda modello ma quel maledetto rettangolo verde è infame e ti ribalta tutto in 90 minuti. Cairo l'ha capito ed è per questo che non ne viene a capo. Non basta abbattere i costi, come in Rcs, non basta tagliare tutto, come a La7 e prendere Giletti e gli fai fare quello che faceva in Rai. Non basta fare una riunione tutti i lunedì sera al Four Season con gli agenti commerciali per ottenere maggiore produttività. In campo vanno spesso ragazzi che pensano solo a tre cose: lo stipendio a fine mese, la macchina bella e la domenica sera in cerca di belle tipe. Non puoi entrare nella testa dei calciatori anche se ti chiami Urbano Cairo e sei il nuovo Berlusconi. Tiè, con questa frase Cairo adesso volerà 3 metri sopra il cielo per tutta la settimana.
A Genova, Giampaolo sta sprecando quanto fatto di buono fino a due mesi fa. Non sono mai stato un estimatore di Giampaolo ma sono abbastanza lucido e onesto con me stesso da dire sempre la verità. Quest'anno, come lo scorso anno, ha fatto molto bene. La storia, però, parla di 10 esoneri in 13 anni. Più o meno. Se ho sbagliato a fare i calcoli mi scuso. 5-6 anni fa Giampaolo mi chiamò al telefono perchè, in questo spazio, spesso lo criticavo. Si presentò... "Sono Marco Giampaolo". Io, quasi in doccia, risposi: "Qual è il nome e quale è il cognome?" Da lì spiegai il mio pensiero. Tutti dicono che a Coverciano esiste un mostro di bravura. Un tattico perfetto. Si tratta di Giampaolo. Poi vedi le partite alla domenica e sembra mandi il fratello ad allenare. Semplicemente, Giampaolo è sempre stato un grande teorico e un pessimo pratico. Era ad un passo dalla Juventus. Poi non lo presero e psicologicamente fu dura da mandare giù. Quest'anno stava facendo benissimo. Si era parlato di lui, come erede di Sarri a Napoli. Sono due mesi, però, che la Samp è crollata. La difesa è da incubo e se subisci così tanti gol con Benevento, Crotone e Inter sembra che Marco abbia rimandato in panchina suo fratello. La Samp sta crollando e una vera spiegazione non c'è.
In chiusura un'analisi sul Torneo di Viareggio. Di Viareggio è rimasto solo il nome. Un Torneo che per anni è stato una grande vetrina per i giovani calciatori, oggi è diventato motivo di affare dove l'importante è portare a casa i soldi delle iscrizioni e hanno aperto a squadre improponibili, giocando in giro per l'Italia e le squadre di serie A per arrivare a 18 elementi chiedono di prendere calciatori in prestito da altre squadre. La colpa non è del Torneo di Viareggio ma delle società che ancora accettano di partecipare, seppur di fronte si trovino avversari imbarazzanti e "obblighino" la Lega a sospendere per due settimane il campionato Primavera. Sul più bello. Dal prossimo anno la musica deve cambiare. La Lega non può sospendere più il campionato per un Torneo privato che non porta più alcuna novità né calciatori emergenti. Ormai giocano tutti e su tutti i campi. L'altro giorno sotto casa mia stavano giocando. Ho chiesto ai ragazzi che torneo fosse. Mi hanno risposto... Il Torneo di Viareggio. Prendete la Rappresentativa di serie D che partecipa al "Viareggio in Tour". Gentilini è un mio amico ed è un ottimo allenatore. Barbiero è un grande professionista ed è il vero valore aggiunto della Lega Nazionale Dilettanti. Ma, tornando a quanto scritto sopra, diciamo sempre la verità. Arrivo al punto, calmi: in D c'è l'obbligo di giocare con 4 under. Quest'anno un 97, due 98 e un 99. Prossimo anno fuori il 97 dentro il 2000. Ogni stagione così via. Poi andiamo al Viareggio con la Rappresentativa, che non può convocare calciatori under in prestito dai professionisti in D. Contro il Livorno, ho fatto il conto, la Rappresentativa di D aveva 6 titolari su 11 stranieri. L'italiano in prestito non può giocare, poi però possiamo andare con tutti stranieri di proprietà. Omohonria terzino destro, Njie difensore centrale con Dumancic. Baba in mezzo al campo. Gassama e Diarrasouba dietro la punta che è italiana, Alberti. Evvai... Ripeto: Gentili è bravo e segue le regole ma sono proprio le regole ad essere scritte male. Prendete, sempre in D, la corsa a non fare i play off. Gravina bloccherà i ripescaggi, i play off non contano nulla perché anche chi li vince li perde e come unico "s"vantaggio ha quello di pagare una mensilità in più a squadra e staff. Quindi, di media, per partecipare agli inutili play off di D devi tirare fuori altri, circa, 30.000 euro.
Pensiamo a Di Biagio va. Zitto zitto ci porterà a disputare la prossima Confederations Cup.


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