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La Giovane Italia
Editoriale

Di Francesco e la confusione. Gli opposti destini di Zhang e Yonghong. Media e infortuni: Gigio, Verdi, Icardi. Monchi, Sabatini e...Mirabelli

03.02.2018 07:08 di Mauro Suma   articolo letto 19018 volte

Poche settimane prima che Vincenzo Montella approdasse in rossonero, nell'estate del 2016, l'allora tecnico del Sassuolo liquidò frettolosamente il Milan, che peraltro non lo stava seguendo: "Non vado dove c'è confusione". Beh, è il classico caso in cui basta la parola...Da quel momento Di Francesco la confusione l'ha lasciata e l'ha trovata. L'ha lasciata al Sassuolo, dove fra Bucchi, Iachini, Berardi e Politano si fa in qualche caso fatica a fare l'appello fra chi c'è e chi non c'è. E l'ha trovata nella Capitale versante giallorosso, dove un esperto di Milan come il presidente Pallotta si sta "dimenticando" da qualche settimana a questa parte di dare spiegazioni ai suoi tifosi, quelli della Roma. Dove fra il capodanno romano e quello cinese di Nainggolan si fa fatica a cerchiare il calendario e dove fra la girandola di voci che hanno riguardato Dzeko e perfino Florenzi, alla fine la vittima sacrificale del mercato è stata Emerson Palmieri. Un mercato psico-drammatico, ebbene sì un po' ondivago e forse anche confuso, ma non diciamolo a Di Francesco.

Uno piace ai media, l'altro ai suoi tifosi. Con il risultato che uno dopo aver preso due giocatori sul mercato invernale, viene investito da insulti a raffica su Instagram. L'altro, dopo non aver preso nessuno, viene lasciato in pace dai media giusto perchè il Milan di Gattuso sta andando bene, ma soprattutto nei suoi tifosi continua ad avere quella immagine del presidente portafortuna del derby di coppa Italia. Se anche un interista paziente come Enrico Mentana arriva a dire, dopo il lungo e reiterato silenzio dei media "distratti" dal Milan, che Suning deve restituire l'Inter, vuol dire che il bonus Zhang sta per finire, sia verso il patron senior che nei confronti di Steven. E significa, sul fronte opposto, che il Milan sta raggiungendo il risultato che si era prefisso in linea con quanto accade con i club inglesi: tocca al management aziendale programmare e comunicare, il presidente è giusto che resti dietro e sopra la trincea. Una volta spiegato per tempo perchè il Milan doveva dare continuità alla propria programmazione estiva, i tifosi hanno capito e sono andati in 70mila allo stadio per le 2 gare con la Lazio.

Dall'infortunio muscolare all'infortunio mediatico. Un caso mediatico oggi scatena baraonde e bufere sui social. Che scavano dentro un giocatore. Che a stretto giro si fa male. Tenerne conto, please. Tutto è partito da Gianluigi Donnarumma, con l'improvvida scelta di rivangare sul un grande quotidiano in maniera forzata alcune sfumature estive, nella speranza di muovere le acque a gennaio. Ne è nata una dura reazione dei tifosi, finita bene grazie alla prova maiuscola di Antonio nel derby, ma dicembre era stato il mese delle partite non positive di Gigio contro Verona e Atalanta, prima di infortunarsi poco dopo Natale. La prova del nove ha funzionato anche ai danni di Simone Verdi: preoccupatissimo dalla reazione di Napoli, si è fatto male in campo proprio contro il Napoli. Idem come sopra per Mauro Icardi. Dopo le tante voci che lo hanno riguardato (fine corsa con Wanda? Da Wanda a Raiola? Rapporti non buoni con Brozovic? E pure con Perisic?), è arrivata puntuale l'elongazione muscolare. Attenzione: l'impasto media-social incide direttamente sui giocatori. Arma a doppio taglio pericolosissima.

Quello di oggi è il calcio delle formula magiche. Una volta trovata una, va bene per tutti i gusti. Era così per Suning proprietà certa e il Milan invece...Era, perchè forse è vicino il momento in cui riavvolgere il nastro...Ma era abusatissima anche quella di Monchi e Sabatini che sono bravi a scovare talenti a zero mentre invece Mirabelli spende a pioggia...Sicuri che la formuletta sia ancora valida? Ha fatto meglio lo spernacchiatissimo Borini in questa stagione, oppure Hector Moreno e Karsdorp? Oppure Karamoh? E per cento bocche che sputano sentenze su Andrè Silva, ce ne sarà mai una che riuscirà a pronunciare, anche lentamente, il nome di Dalbert? O serve il logopedista? Ma Monchi e Sabatini sono consolidati, sono navigati, conoscono e blandiscono il sistema con le sue regole e i suoi rapporti, mentre Mirabelli è visto ancora come naif. Ecco perchè anche in settimana gli hanno indirizzato battutine, messaggi e sorrisini. Circondati dal solito codazzo degli altrettanto convinti sorrisini di chi ascoltava...


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