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La Giovane Italia
Editoriale

Disfatta europea figlia di un campionato inutile e di un sistema morto. Spalletti-Gattuso: due pesi e due misure. Gravina, servono fatti. Anche in Kosovo il mercato chiude il 31. Lega Pro, la Capotondi e il paracadute...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
17.12.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 27827 volte

Inutile girarci intorno. Possiamo dire che il PSV è diventato il Barcellona o che ad Atene il rigore non c'era ma la verità è una sola: non possiamo ridurci a tifare il Barcellona o ad attaccare l'arbitro per passare il turno in Champions League ed Europa League in situazioni di estrema semplicità. Inter e Milan vanno a casa perché si sono suicidate. Vanno a casa perché hanno fatto tanto per rientrare in Europa e si sono fatte sbattere fuori nel peggiore dei modi. I nerazzurri hanno vinto a Roma, con la Lazio, nell'ultima giornata e hanno riconquistato la Champions e sembrava l’avessero vinta. In una notte hanno distrutto tutto. Se non vinci contro l'ultima in classifica che ha un solo punto e niente da chiedere a questa fase a gironi, allora, è giusto andare a casa. Bastava una semplice vittoria. Anche brutta, sofferta e al 90'... Nulla! Questione di mentalità. Hanno pensato più al biscotto del Camp Nou che a vincere contro nessuno. Ci meritiamo questi finali, più che le finali. Non accedere agli ottavi di Champions, per Spalletti, è stato un grande fallimento. Punto. Non ci sono altre spiegazioni. E' arrivato Marotta. Ottimo dirigente ma un conto è vincere alla Juventus, un altro all'Inter che deve ricostruire. Adesso, va bene tutto, ma ricordiamoci che Marotta non ha la bacchetta magica e che alle spalle aveva un certo Agnelli e di fianco un certo Paratici. All'Inter si ritroverà con un ragazzino Presidente che è lì solo perché papà gli ha affidato il giochino del calcio e come Direttore Sportivo si ritrova Piero Ausilio che ha ampiamente dimostrato di lavorare meglio in autonomia che con un tutor. I disastri fatti da Kia li paga ancora a caro prezzo e la collaborazione con Sabatini ha portato a meno che zero.
Il Milan, ad Atene, andrebbe preso a schiaffi. Prima con una mano e poi con l'altra mano. Non è una canzone da villaggio ma vorremmo rendere bene il concetto. Non puoi uscire ad Atene in quel modo e se parli dell'arbitro significa che non hai capito nulla. Neanche devi arrivare a metterti nelle mani di un arbitro, nella bolgia di Atene. I rossoneri hanno sbagliato tutto. E, come per l'Inter, non dimentichiamoci l'ansia estiva quando si parlava di bocciatura Uefa per il Milan e rischio di estromissione dall'Europa. Se poi ti estrometti da solo non lamentarti. Una considerazione, tuttavia, va fatta. Spalletti esce dalla Champions e i tifosi chiedono la sua testa mentre la stampa resta in silenzio. Gattuso esce, male, dall'Europa e mentre i tifosi non fanno caciara i media attaccano subito la solita filastrocca e piazzano il toto-nomi per i sostituti come Conte, Wenger e.... Donadoni (guarda caso!). Gattuso vivrà sempre in bilico con una stampa così feroce nei suoi confronti. Ad ogni scivolone vogliono sbatterlo fuori da Milanello. Gli stessi giornalisti che, quando giocava, gli chiedevano magliette, biglietti e foto per i figli. La stampa, però, dimentica che Gattuso è in piena lotta per il quarto posto, dimentica che la sua squadra è priva di Caldara, Musacchio, Biglia e Bonaventura e dimentica anche che nel 2018 solo Allegri ha fatto più punti di Rino. Vogliamo insultare Gattuso per Atene? Bene, facciamolo. Noi siamo i primi. Metterlo in discussione, con un campionato così, sarebbe da folli e soprattutto da invidiosi.
Andiamo su temi politici che, però, sono fondamentali per il futuro del nostro calcio. Sinceramente è passato ancora poco per giudicare Gabriele Gravina come Presidente Federale ma, nutrendo una grande stima nei confronti dell'uomo e del professionista, ci aspettavamo già qualche miracolo. Miracoli che non ci sono stati. La prima cosa che avrebbe dovuto fare era resettare tutto ciò che aveva deciso il Commisario Montalbano, prima di lui. Invece le assurdità del Commissario non sono ancora state abolite da Gravina. Non sappiamo, a dicembre, quante squadre retrocederanno dalla B alla C e non sappiamo quante ne saliranno dalla C alla B. Siamo in Italia ma, sinceramente, Gravina doveva dare una immediata risposta. Così come avrebbe dovuto cancellare la folle scelta di chiudere il mercato di gennaio il 18 alle 20. Imitiamo gli inglesi! Evviva... peccato che non sappiamo neanche copiare. Gli inglesi accorciano il mercato estivo ma non quello invernale. Infatti la Premier chiude al 31. Come tutti gli altri Paesi del Mondo. Anche il Kossovo è più avanti rispetto all'Italia. Noi chiudiamo il 18 per dimostrare cosa? Che siamo fighi? No, siamo fessi. Gli unici al Mondo. Se ci comprano un calciatore il 20 gennaio non possiamo più acquistare un sostituto perché il nostro mercato è già chiuso. Scienziati coloro che hanno preso questa decisione, la scorsa estate, scienziati coloro che non cambiano la normativa in maniera urgente.
In chiusura una riflessione sul nuovo numero 2 della Lega Pro. Sembro un pò anacronistico, vero, ma ci ho pensato qualche settimana se scrivere o meno qualcosa. Mi sono morso la lingua e mi sono legato le mani... Alla fine ho perso. Non ce l'ho fatta a non scrivere ciò che penso. E' e sarà sempre il mio più grande limite. Dopo una estate così travagliata per B e C, la Lega Pro al fianco di Ghirelli avrebbe avuto la necessità di mettere un vice esperto ed operativo. Non una vice di immagine. Capiamo che ci siano altre dinamiche dietro. Forse dovute al fatto che, in pochi sanno, che l'attrice Capotondi è anche la compagna di Andrea Pezzi. Il DJ? Si, una volta. Oggi uomo d'affari che potrebbe sempre servire. Mettere la Capotondi a "dirigere" la Lega Pro con tutti i suoi problemi sarebbe come mettere me alla conduzione della notte degli Oscar del cinema americano. Io di cinema vi posso dire che è molto bello Narcos su Netflix, che Zalone mi fa morire e che Troisi è morto troppo giovane e avremmo voluto vedere altri 1000 film come il postino. Questo non fa di me un esperto di cinema. Sono una capra. La Capotondi mi potrebbe e mi dovrebbe insegnare tante cose di cinema. Di calcio, però, credo che il confronto non lo regga. Infatti le stanno facendo rilasciare mille interviste belle ma domande vere ancora non ne ho sentite. Più che la notte prima degli esami qui servirebbe una notte intensa di studio per capire la differenza tra il paracadute e un paracadute. Cosa è Signorina Capotondi un paracadute per le società che retrocedono dalla A alla B e dalla B alla C? Signorina Capotondi è d'accordo sull'atuale divisione della mutualità tra le varie Leghe? Come vede la regola degli Under in C? E' giusto che una società e un allenatore scelgano un calciatore perché è nato nel 1999 e non uno forte nato nel 1994? Per fare l'11 iniziale, in C, ormai gli allenatori preferiscono la calcolatrice alle lavagnette. Una nota squadra del Sud Italia ha impiegato 5-6 giovani che in un sola partita hanno prodotto 25.000 euro di premi valorizzazione. Peccato che poi abbia perso 0-4 in casa con una neopromossa dalla D alla C. Nulla contro la Capotondi, insomma, ma solo la voglia di mettere le persone giuste al posto giusto. Portatemi una sera il Vice Presidente di Lega Pro ospite a Sportitalia. Se reggerà il confronto, se vincerà la battaglia mediatica e se mi convincerà chiederò scusa pubblicamente sulla sua nomina. L'ho fatto in passato, non ho paura a farlo anche in futuro.


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