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Editoriale

Dybala, tre mesi per decidere il futuro. O cambia o va via. Psg, Manchester e Barcellona lo vogliono. Emre Can, ora si tratta. Inter tra Pastore e Delofeu: vertice Spalletti-Sabatini

29.12.2017 09:06 di Enzo Bucchioni   articolo letto 31286 volte
© foto di Federico De Luca

Domani Dybala tornerà titolare contro il Verona. Gli indizi ci sono, le prove arriveranno perché Allegri sa benissimo come dosare i comportamenti nei confronti di quei giocatori che non sono in sintonia con lui. Ed è ormai chiarissimo a tutti che l’armonia fra Dybala e la Juventus è finita da un pezzo. In sostanza e per sintetizzare, i bianconeri contestano all’argentino di essersi montato la testa. Per settimane non si è allenato con l’attenzione e l’intensità dovuti, ha perso l’umiltà e la voglia di lavorare, forse ha creduto troppo in fretta di essere un campione e certi atteggiamenti alla Juve non sono mai stati tollerati. Anzi, la regola numero uno prevede esattamente il contrario. I giocatori della Juve devono dimenticare la parola io e usare soltanto il noi. Fuori, ma soprattutto in campo. Ma non c’è solo questo. Qualche appunto è stato fatto anche sul comportamento personale, in particolare da Nedved. Dybala fa vita da atleta? Certe foto circolate nei giorni scorsi sui social lo descrivono ingrassato, ma la pancetta potrebbe anche essere un prodotto dell’abbigliamento da allenamento. Comunque il caso è aperto e il problema esiste. Il tutto ingigantito da un incontro fra il fratello-manager e il Paris Saint Germain interessato a Dybala qualora dovesse perdere Neymar corteggiato dal Real Madrid che pensa di sostituire Benzema e Bale. Anche queste cose per la Juve sono inaccettabili.

Mettete assieme il tutto e rispondete alla domanda più banale: Dybala resterà alla Juve o finirà sul mercato?

Ricordiamo che il giocatore ha rinnovato fino al 2022 pochi mesi fa con un adeguamento (bonus compresi) che lo avvicina ai sette milioni di euro di ingaggio. Tanta roba.

Ora però è evidente come il rapporto fra Dybala e la Juventus abbia bisogno di verifiche e di conferme. La Juve si aspetta una pronta reazione, spera che il giocatore abbia capito la lezione, spera di poter riprendere il percorso felice interrotto qualche mese fa. Se così non fosse, è chiaro che a fine stagione Dybala se ne andrà.

Nelle ultime ore è arrivata un’offerta di Mourinho che lo vorrebbe per una settantina di milioni. Poca roba, offerta da non prendere in considerazione. Ma l’interesse c’è. Del Psg abbiamo già detto e lo sceicco non ha certamente problemi di soldi, qualora decidesse l’attacco, ha di sicuro armi convincenti. Ma anche l’attenzione del Barcellona non è mai calata. Subito dopo il rinnovo del contratto di Dybala, indiscrezioni mai smentite parlavano di una sorta di clausola o gentleman agreement fra i dirigenti bianconeri e l’argentino per fissare una clausola pro-Barcellona attorno ai 120 milioni di euro. Insomma, se l’amore fra Dybala e la Juve è finito o c’è stata soltanto una crisi lo diranno i prossimi tre-quattro mesi, poi nel caso le cose non si sistemassero, la Juve passerà all’incasso con un’altra plusvalenza non da poco.

Marotta, intanto, si guarda attorno per rinforzare il centrocampo e l’oggetto del desiderio è sempre Emre Can del Liverpool. Il tedesco, 23 anni, in scadenza a giugno, può ricoprire anche il ruolo di difensore centrale oltre a quello di mediano davanti alla difesa o interno di centrocampo. Il giocatore ideale. Marotta ha già mandato una lettera al Liverpool per informare la società inglese che da gennaio tratterà con il giocatore come da regolamento. Qualora il Liverpool fosse disposto ad accettare 4-5 milioni invece di perderlo a zero a giugno, ci può stare che Marotta provi il colpo già a gennaio. Nel mirino resta anche Barella del Cagliari che però dovrebbe rimanere ancora un altro anno sull’isola sul modello Caldara.

La società che più di ogni altra deve colmare un paio di vuoti in organico è però l’Inter. Nessuno si è illuso che i sedici risultati utili potessero bastare a mascherare un organico non competitivo con le primissime della classifica. E’ evidente che l’Inter abbia fatto un miracolo e le tre sconfitte fanno parte di un momento di appannamento, ma è altrettanto evidente che questa squadra manchi di fantasia e imprevedibilità. Nel mercato estivo, per il fair play finanziario e il blocco cinese, non arrivò quel tipo di giocatore che Spalletti avrebbe gradito dietro a Icardi. Ieri c’è stato un vertice alla Pinetina fra Sabatini, Ausilio e Spalletti, è stata focalizzata l’attenzione sulle necessità più urgenti. Pastore è un giocatore che a Spalletti piace. Non ha grande potenza fisica, ma classe sopraffina e imprevedibilità. Piace anche Deloufeu, uno che salta l’uomo e da la superiorità numerica. Potendo, servirebbero entrambi. Sabatini proverà a prendere lo spagnolo in prestito dal Barca, mentre con il Psg si può ragionare mettendo sul piatto Joao Mario. Ma si guarda anche alla possibilità di prendere un difensore centrale e l’ex Roma Yanga Mbiwa, pallino di Sabatini, potrebbe arrivare dal Lione, sempre in prestito.

Il Milan, invece, dovrebbe rimandare tutto a giugno sperando nel risveglio di qualche big deludente, a meno che non arrivi una super offerta per qualcuno di loro. Con Donnarumma e il Psg c’è sempre da stare in campana, Fassone ha più volte detto che se il Milan non andrà in Champions qualche sacrificio andrà fatto. Vedremo.

Nel frattempo i rossoneri risparmiano sul contratto di Montella che è finito al Siviglia dopo aver rescisso ieri. E’ contento anche Gattuso, ora non esiste più l’ipotesi di un ritorno di Montella sempre nell’aria prima della vittoria nel derby. Montella faceva giocare in Italia un calcio spagnoleggiante, si troverà bene. Curiosità: è stato sponsorizzato da Ancelotti. Carletto, contattato nei giorni scorsi dal Siviglia, ha rifiutato l’offerta ma consigliato un altro italiano libero, Montella appunto. Affare fatto.


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