VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A 2017/18: chi vincerà la classifica cannonieri?
  Edin Dzeko
  Ciro Immobile
  Paulo Dybala
  Dries Mertens
  Mauro Icardi
  Ciryl Thereau
  Fabio Quagliarella
  Andrea Belotti
  José Callejon
  Luis Alberto
  Adem Ljajic
  Alejandro Gomez
  Lorenzo Insigne
  André Silva
  Nikola Kalinic
  Duvan Zapata
  Leonardo Pavoletti
  Gonzalo Higuain
  Altro

TMW Mob
Editoriale

E’ stato il mercato…

02.02.2017 12:00 di Luca Marchetti   articolo letto 26285 volte
© foto di Federico De Luca

Cinque storie, cinque fotografie che ci porteremo dietro in questo mercato di gennaio. Invece che il pagellone (che avete visto ormai dappertutto) proviamo a fissare i ricordi.

E’ stato il mercato dell’Atalanta. Protagonista assoluta, prima in campo poi sul mercato. I suoi gioielli li ha venduti a tanto oro quanto pesavano. Gagliardini all’Inter, Caldara al Milan. Kessié richiesto da mezza Europa con la Roma che ha provato a chiuderlo per giugno, giusto per battere la concorrenza. Il Papu Gomez corteggiato da mezza Italia, ma alla fine è rimasto con i suoi commenti social e con le sue fasce da capitano. Ma l’oro dell’Atalanta non è finito qui. Intanto ha buttato già nella mischia due 99. C’è Petagna che giorno dopo giorno sta diventando sempre più determinante. Poi ha preso Fazzi (mandandolo in prestito al Perugia), ha preso Cristante, ha preso Mancini. Il lavoro di Gasperini è praticamente solo iniziato. Solo questo inverno realizzati (come cessioni) 37 milioni (considerando l’obbligo di Gagliardini): quest’estate saranno altrettanti. Per una volta la regina del mercato non è una big, ma l’Atalanta. A beneficiarne saranno le big visto quello che ha già fatto vedere Gagliardini (già si sfregano le mani in nerazzurro per l’investimento fatto, potremmo definirlo sicuramente il colpo migliore di questa sessione), ma le casse dell’Atalanta non si lamentano.

E’ stato il mercato dei no. Quello più grande è il no di Kalinic, senza dubbio. La trattativa con i cinesi del Tianjin sembrava “too big to fail”. Troppi milioni di euro a lui, troppi milioni di euro alla Fiorentina. “L’offerta ufficiale non arriva, ma quando arriva…”. Quando è arrivata è bastato poco per rifletterci su. Già la mattina Kalinic aveva fatto sapere attraverso la stampa croata che non sarebbe andato. Neanche la cena con il suo agente gli ha fatto cambiare idea. Rimango qui. Perché la società non mi vuole vendere, perché i tifosi mi fanno sentire importante, perché ho raggiunto la serie A e voglio giocarci. Serviti i romantici, non tutti sono sensibili al fascino dei soldi. L’altro no che ci ha tenuto in ballo per un po’ di giorni è stato quello di Squinzi e del Sassuolo alla cessione di Defrel. Trattativa c’è, trattativa non c’è. Lo vendono, è incedibile. Ci piace, ma non lo danno anche se… Hanno provato ad ammorbidire il Sassuolo, hanno provato a mettersi seduti. Ma il Sassuolo di milioni di euro ne voleva 25. Almeno. E’ come dichiararlo incedibile. Squinzi ha tenuto la posizione fino alla fine, dimostrando ancora una volta la sua solidità economica e la forza della programmazione. E la stessa cosa è successa anche per Pellegrini che la Roma avrebbe avuto piacere di anticipare (come rientro) ma che i neroverdi non hanno mollato.

E’ stato il mercato di dicembre, piuttosto che quello di gennaio. Le due operazioni più importanti di questa sessione Juve e Napoli le hanno sistemate prima ancora che iniziasse la sessione. Pavoletti (18 milioni) e Rincon (8+1) sono stati i primi arrivi. Le esigenze e le emergenze si sistemano subito. E’ così che ragionano le grandi squadre, è così che hanno Juve e Napoli. Poi la Juve ha pensato anche al futuro: è andata a prendersi Caldara ed Orsolini. Ha tentato Paredes nell’ultimo soffio di mercato. A proposito: menzione speciale per i bianconeri: la maggior parte dei loro investimenti nell’era Marotta Paratici sono per acquistare giocatori italiani o appartenenti a società italiane: insomma rialimentano il sistema (e allo stesso tempo cercano anche di indebolire le avversarie più accreditate).

E’ stato il mercato ancora una volta del Genoa. Hanno cambiato tantissimo anche in questa sessione. Una volta si diceva che era il lavoro di Gasperini che portava a cedere. Evidentemente Juric funziona allo stesso modo. Pavoletti e Rincon fanno 26 milioni più o meno, più naturalmente la cessione di Ocampos (l’asse Milan Genoa regge, eccome). Ma non solo: ha preso giocatori decisamente interessanti. Beghetto e Morosini dalla B (a proposito dalla B quest’anno sono arrivati dei buoni prospetti, altro tema da affrontare prima o poi) Hjliemark e Cataldi, Pinilla e Taarabt, Palladino e Rubinho. Le porte al Genoa sono sempre girevoli.

E’ stato il mercato dei prestiti. Nonostante in questa sessione di mercato si sia speso di più che nello scorso anno. Tanti trasferimenti, vero. Ma i più importanti in prestito. Che poi sia con obbligo di riscatto o meno poco importa. I soldi (oltre i 10 milioni) li hanno spesi Juve e Napoli. Deulofeu e Ocampos in prestito, Gagliardini in prestito, Saponara in prestito, Faragò in prestito, Aquilani in prestito, Hiljemark in prestito, Grenier in prestito. In prestito anche le cessioni più importanti come Jovetic, Zaza, Niang. Luiz Adriano ed Evra svincolati. Ma questo non significa che non ci siano state trattative o spostamenti. Anzi. La classifica della A non ha generato particolari esigenze od emergenze. Ma il mercato è sempre il mercato.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Inter: goduria da derby, ma occhio al tranello! Milan: quel che sarà di Montella. Juve: ricordatevi dello “schema Allegri”. Napoli: l’evoluzione di Sarri (in campo e fuori) 17.10 - Ciao. In questo momento è in onda il mondeinait Verona-Benevento, ma non è che dobbiamo storcere il naso. Abbiamo assistito al derby di Milano, a Roma-Napoli, a Juve-Lazio e comunque poteva andare peggio: poteva esserci Verona-Benevento con la nebbia. Oppure Verona-Benevento con speaker...
Telegram

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Allarme Juve. Simone, prenota il posto di Max. Che goduria questo Napoli. Torino, così in Europa non ci vai... 16.10 - Il paradosso del calcio è sempre lo stesso. Molte favole nascono dalla coincidenza, poi c'è quello bravo che le sfrutta (Simone detto Inzaghino perché in campo dei due era il più scarso, anzi, il meno forte) e chi invece sale sul treno sbagliato nel momento sbagliato (vedi Seedorf,...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

La moda delle clausole e i giocatori che trattano l'addio (al momento del rinnovo...) prima dei club: così il calciomercato sta cambiando le sue regole e i suoi codici. Donnarumma come Higuain e Neymar: Raiola non ha cambiato idea 15.10 - Non viviamo certamente nel miglior periodo storico possibile. Se ci pensate, a guardarle per un attimo con un occhio quanto possibile esterno, le relazioni umane sono giunte oggi a un livello quantomeno buffo. Tendente al preoccupante. Tutto si svolge tramite il medium dei...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva, turbolenze e derby. Juve: giri di valzer sulla VAR. Sarri: facile essere belli? 14.10 - Montella non vuole più essere "usato" per detrarre qualcosa ad Andrè Silva. E dal momento che il giocatore sta raggiungendo livelli di rendimento molto importanti, non ci sarà più la sponda del tecnico rossonero. Chi vorrà storcere il naso su Andrè Silva, dopo 9 gol in 10 partite...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Donnarumma andrà via, è lui il big sacrificato dal Milan. Petkovic farà il traghettatore, c’è l’ok. Inter, per la difesa attenti a Jedvaj del Bayer. Capello fa tremare Ventura 13.10 - Fassone è di sicuro un ottimo dirigente e il curriculum parla, ma nelle ultime interviste non ha dato il meglio di sé. Forse risente del momento del Milan. Dopo la sconfitta di Genova, ho già detto, ha sbagliato nel mettere in discussione pubblicamente tutto e tutti. Certe cose vanno...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Pressione per sei: il campionato riparte col botto! Incroci e scontri, arriva il primo bivio. Con una considerazione (ancora) sulla Nazionale... 12.10 - Riapre il campionato. E come riapre. Le prime sei della classifica contro, e potrebbe succedere di tutto. Potrebbe esserci la fuga del Napoli o potrebbero esserci (potenzialmente, visto che la Roma deve recuperare un turno) 4 squadre in 2 punti, oppure ancora 3 squadre in testa alla...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Italia-Conte? Mai nella vita… Spareggi? Evitiamo James McClean! Istituiamo la Pallina d’Oro! Avete sentito? Ibra è uno Jedi… 11.10 - Ho un sogno: trasformarmi in Ant-Man, rimpicciolirmi e ascoltare lo sfogo, tra le propria mura, di Giampiero (Ventura) con la propria consorte Luciana… In TV, il nostro CT, cerca di mantenere il classico aplomb inglese ma, ne sono certo, nella sua mente ha un Santo per ognuno… Appena...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: che vergogna a Bruxelles. Inter: la ridicola “insidia” di Spalletti. Napoli: il top player che non c’era. Pausa per la Nazionale: istruzioni per l’uso (la strana scelta di Ventura) 10.10 - Ciao. È appena terminata Albania-Italia. Capite benissimo che il tempo è poco. Mentre Candreva la buttava dentro, su Canale 5 Belen e la Blasi limonavano. Gliel’ha chiesto Signorini in “onore dell’omosessualità”. Loro hanno eseguito e tutti erano felici e applaudivano. Io mica...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Pallotta predica bene e razzola male. Più che un'avventura sembra una disav-ventura. Milan, un derby per la svolta. Allegri, comunque vada a fine stagione è consigliato l'addio 09.10 - La polemica della scorsa estate che fece rumore. Pallotta, Presidente della Roma, che grida allo scandalo per le spese folli del Milan che non rispettavano alcuni parametri economici. Detto da un Presidente non è mai bello. Ci furono botta e risposta alla distanza, Fassone che replicò...

EditorialeDI: Andrea Losapio

La condizione ci seppellirà. Il Napoli è avanti, la Juve gode del fattore Allegri, la Roma è fuori dal fair play: quali conseguenze? 08.10 - Quello che è successo a Torino è spettrale. C'erano giornalisti che chiedevano e Ventura che non sapeva rispondere, come se quasi non gli importasse. Certo, la vittoria con la Bosnia - da parte del Belgio, non di un'Italia sciupona - apre le porte ai playoff della selezione del tecnico,...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.