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Editoriale

Ecco la verità sul futuro di Conte alla Juventus. Bloccati Prandelli e Mancini. Garcia tentato dal PSG, Allegri o Zaccheroni in azzurro

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
07.02.2014 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 50129 volte
© foto di Federico De Luca

Finito il mercato dei calciatori è già iniziato alla grande quello degli allenatori. La Juventus dovrebbe essere la squadra a non aver problemi, Conte sta facendo benissimo e sta per vincere il terzo scudetto consecutivo, un'impresa storica. Ma in questo caso, come diciamo da tempo, non è la Juventus che non vuole confermare Conte, ma è Conte che non ha ancora deciso se rimanere o meno alla Juventus.

L'allenatore bianconero è ambizioso e molto giovane. Ha capito che per la sua carriera c'è bisogno di una svolta, di una dimensione internazionale. Se dovesse decidere di restare alla Juventus quasi sicuramente vincerà a mani basse anche il quarto scudetto, non si vedono rivali in circolazione, ma il punto è proprio questo: Conte ha bisogno di nuovi stimoli e di nuove sfide. Caratterialmente si autoalimenta proprio alzando i suoi obiettivi, nella calma piazza non si sente realizzato, le imprese facili non lo soddisfano. Non a caso ha lasciato Bari e Siena dopo le promozioni, anche se (naturalmente) erano situazioni diverse.

Torniamo sull'argomento perché abbiamo letto da più parti che l'accordo per il prolungamento del contratto fino al 2017 sarebbe ormai vicino, che Conte starebbe per firmare.

Noi, invece, conosciamo un altro film. Quella che sta circolando è la versione della Juventus, oggi la verità è diversa anche se non escludiamo (anzi) che alla fine Conte resterà. Se dovessimo scommettere vediamo Conte più vicino alla Juventus rispetto a tre o quattro mesi fa, ma la discussione non è ancora stata avviata nei dettagli.

Ricapitoliamo. Conte ha offerte concrete e molto (molto) vantaggiose dal Monaco. La squadra monegasca vuol vincere lo scudetto, abbattere il monopolio del Psg e Conte sembra l'uomo giusto. Sui soldi non c'e' problema. Proposte sono arrivate anche dall'Arsenal e dal Manchester United. E forse non solo.

La priorità di Conte, ovviamente, è quella di restare alla Juventus. Quando dice , lo pensa davvero, ma chiede ad Agnelli e C. un piano di lavoro che gli consenta di alimentare le sue ambizioni e di riportare la Juventus a competere con le grandi d'Europa in Champions League.

Quando i dirigenti bianconeri dicono "Conte sarà il nostro Ferguson", non mentono. Vorrebbero davvero trattenerlo per molti anni, lavorare ancora con lui. Come fare? Anche Conte vorrebbe davvero fare il Ferguson bianconero, ma a questo proposito ha spesso ricordato che l'allenatore inglese faceva anche il manager, gestiva il mercato.

Ecco quindi in sostanza cosa chiederà Conte alla Juventus: l'allungamento del contratto per altri cinque anni, fino al 2019. La partecipazione al mercato, con la definizione e la scelta degli obiettivi per rinforzare la squadra. Una campagna acquisti che porti un altro paio di top player, un esterno e un difensore centrale, ma soprattutto elevi il livello delle cosiddette riserve in modo da avere una panchina quasi uguale alla squadra titolare, come succede in tutte le grandi. L'adeguamento del suo contratto (ora guadagna poco più di tre milioni) non è fondamentale. Vorrebbe partire da quattro con una progressione anche in base ai risultati ottenuti.

Non è vero che la firma è imminente, tutto succederà entro il mese di marzo, mese fissato da Conte per dare una risposta positiva o negativa alle squadre che l'hanno cercato. Dicevamo che la situazione oggi è meno tesa rispetto all'estate scorsa, anche se Conte ha ripetuto anche di recente che le avversarie si rafforzano tutte e la Juve un po' meno. L'acquisto di Osvaldo, un giocatore che a Conte piace molto, è un segnale importante e l'allenatore l'ha preso come la volontà della Juventus di migliorare davvero una rosa che in Europa non è competitiva. Vedremo. I collegamenti sono aperti, la stretta decisiva ci sarà tra un mese.

Intanto, però, la Juventus non è stata ferma e come tutte le grandi società, prima di farsi trovare spiazzata da un eventuale addio di Conte (va messo in preventivo), ha cominciato a guardarsi attorno.

Il primo allenatore della lista bianconera è Roberto Mancini. Bianconero da sempre, vincente nato (ha vinto dappertutto da giocatore e da allenatore), fisic dù role, ha le caratteristiche giuste. Contatti c'erano già stati in passati, Mancini allenerebbe la Juventus molto volentieri, ha già dato il suo ok.

Un altro juventino dentro è Cesare Prandelli. Non a caso anche lui ha fatto sapere che entro marzo dirà ad Abete se resterà o meno alla guida della Nazionale. Aspetta da Conte la prima mossa, poi lui agirà di conseguenza. La panchina del Milan invece è sfumata, Berlusconi ha scelto Seedorf mentre Prandelli era una delle alternative di Galliani qualora Allegri fosse arrivato a giugno.

Su Prandelli, però, sono nate molte perplessità in casa Juve. Non è più giovanissimo, in carriera non ha mai vinto niente. Il Ct forse ha capito e allora sta seguendo con attenzione le poste straniere, l'offerta più interessante gli è arrivata dal Tottenham.

Ma la vera del mercato allenatori potrebbe arrivare da Roma. Lo sceicco del Psg non si accontenta più di vincere in Francia, ha messo gli occhi addosso alla Roma, al calcio spettacolare che pratica e si è innamorato di Garcia. Gli sembra l'uomo giusto per guidare una squadra alla conquista della Champions League. Risulta che un contatto ci sia già stato, la Roma non vuole in nessun modo liberarlo e Garcia sta benissimo alla Roma, ma il tam-tam è partito e di fronte a ingaggi stratosferici qualcuno potrebbe cambiare idea. Questa è la pista più interessante da seguire da qui a giugno.

La Roma, naturalmente, non vuol prendere in considerazione nessuna ipotesi alternativa (almeno per ora), ma adesso sarebbe libero quell'Allegri che piaceva tanto l'anno scorso. Oggi, però, sarebbe molto difficile riproporlo e allora è più facile che Sabatini (se resterà) si rivolga a Klopp che non è più in grande sintonia con il Borussia Dortmund.

Comunque per Allegri è forte la candidatura a Ct se Prandelli (come sembra probabile) dovesse dire stop all'azzurro. L'alternativa è Zaccheroni che piace molto a Sacchi: era e resta in pole-position. Se dovessimo scommettere, per noi il ct del Giappone sarà il prossimo allenatore della nazionale italiana...Zac.


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