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Calciomercato chiuso: quale big s'è mossa meglio?
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La Giovane Italia
Editoriale

Ecco perché Buffon va assolto. Il suicidio della Lazio senza un perché. L'Inter senza Icardi ha un problema. Empoli verso la A: bastava esonerare Vivarini

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
16.04.2018 09:42 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 32877 volte
© foto di Federico De Luca

Ci siamo lasciati alle spalle la settimana europea più folle di sempre per il calcio italiano. Istanbul a parte, una roba del genere non l'avevamo mai vista. Nel bene (la Roma) e nel male (la Lazio). E la Juve è bene o male? Vi starete chiedendo. Assolutamente nel bene. La Juventus era quasi entrata nella storia, aveva scritto tutte le pagine del libro. Tranne l'ultima. Vincere, al novantesimo, 0-3 a Madrid nel tempio del calcio mondiale è un'impresa. La Juve ci è riuscita. Di Francesco e Allegri hanno dimostrato, ancora una volta, che gli allenatori italiani sono i maestri nel mondo. Ma si esprimono meglio quando devono inventare e non hanno nulla da perdere. Quando le italiane se la giocano non devono temere neanche Barcellona e Real Madrid. Questo ha detto la Champions della scorsa settimana. Il nostro problema è quando facciamo mille calcoli e giochiamo per non prenderle. Mal costume del nostro sistema. La Roma ha fatto un'impresa epica. Il terzo giorno più bello della storia giallorossa. E Adesso farebbe bene a crederci. Fino in fondo. Un pizzico di fortuna e un pò di follia potrebbero portare la Roma a Kiev. Tema Juventus, anzi tema Buffon. Della Juve c'è poco da dire: due cose, forse. A Madrid abbiamo visto una squadra perfetta anche senza Dybala. E' un segnale. Benatia ha fatto un intervento scomposto ma non folle. Quel rigore si può dare ma, se dopo cinque giorni, ancora non siamo convinti del fallo significa che non era un fallo solare. Il mio pensiero? Quei rigori lì si danno solo se sei certo al 100%. Inoltre l'inadeguatezza dell'arbitro si capisce anche dalla non espulsione di Benatia. Era doppio giallo e andava espulso. Se proprio vogliamo dirla tutta. Buffon ha sbroccato. Sicuramente non è stato un esempio per i più giovani, neanche per chi crede nella Chiesa e per chi fa le offerte alla Caritas. Stiamo parlando, però, di un professionista che ha contribuito a farci vincere il Mondiale, di un portiere applaudito da sempre in tutti gli stadi italiani nonostante difendesse i pali dell'odiata Juve e di un calciatore che, in tanti anni di carriera, non ha mai fatto polemiche o sceneggiate. Buffon va assolto perché solo chi non vive il calcio da protagonista può fare il professore da dietro la cattedra e moralizzare Buffon. Guarda caso, gente come Gattuso, ha assolto il portiere. Se hai il sangue nelle vene e non sei un falso ipocrita qualche volta, a caldo, si può spegnere la centralina. E' successo a Buffon. Peggio era successo a Zidane. In questo calcio malato ci sono troppi moralizzatori e finti preti. Poi, però, sono i peggiori. Buffon non ha picchiato nessuno, non ha violentato bambini e non ha preso a calci l'arbitro. Ci è andato giù pesante nel dopo partita, certo, ha sbagliato ma ripeto che solo chi non vive le emozioni del calcio in prima persona non conosce le emozioni, negative o positive, che si provano nell'immediato post partita. Una cosa ha sbagliato Gigi. Doveva chiedere scusa due giorni dopo. Anche se non ci credeva, doveva farlo. Perché viviamo in un mondo di finti e doveva essere finto anche lui per convenienza. "Resto della mia idea ma chiedo scusa per aver usato quei toni per i tanti bambini che mi hanno ascoltato ai quali ho provocato un trauma sulla crescita. Meglio vedere la tv e farsi le canne, gente che si picchia e che si urla in faccia odio eterno". Una roba del genere avrebbe dovuto dire Buffon. Io mi sono messo, cinque minuti, nei panni di Buffon e un'intervista violenta, seppur sbagliata nei toni, la possiamo concedere ad un professionista che in 20 anni non l'ha mai fatta fuori dal vaso. Dovevamo denunciare Gattuso per la testata a Jordan, avremmo dovuto ammazzare Sarri che dà del frocio a Mancini, oppure gambizzare Tavecchio e le sue banane. L'elenco potrebbe essere molto lungo. Meglio chiuderla qui.
La Lazio si è suicidata senza un perché. E' stato un vero peccato perché in 4 minuti di follia, Inzaghi ha sprecato un jolly pazzesco. Cosa sarà passato nella testa dei calciatori della Lazio non lo sappiamo. Era una partita finita e senza storia. Perdere così fa male perché la sensazione era quella di poter arrivare fino in fondo. E avrebbe fatto bene a tutto il sistema. La lezione servirà per crescere, in futuro, anche se il rammarico aumenta perché la Lazio esce dopo aver onorato per tutta la stagione la competizione europea.
Un passaggio di mercato sull'Inter che si scopre fragile in attacco, dove senza Icardi bomber non si cantano messe. Aspettando Lautaro Martinez, preso Asamoah con De Vriji a parametro zero, i nerazzurri sono i più scatenati sul mercato primaverile. L'Inter sta lavorando bene e usa l'ingegno per non strapagarli dopo. Prima si seguiva la linea Sabatini, ora quella di Ausilio. Piero ha sguinzagliato i cani da tartufo. L'Inter sta sondando diversi giovani prospetti europei ed è vicina anche a bloccarne due di primissima fascia. Senza Icardi la squadra fa fatica e Spalletti deve trovare nuove soluzioni per fare gol. Perisic sbaglia cose assurde e Icardi ha perso la lucidità che lo contraddistingue.
In serie B domani si torna in campo. C'è l'infrasettimanale e sembra di essere sulle montagne russe. Tutti a rischio retrocessione, tutti in corsa per i play off. A Palermo Zamparini, forse, dovrebbe cambiare. Non è uno che se lo fa dire due volte ma la missione Tedino lascia troppi dubbi. La squadra gioca male e non vince. Forse sarebbe davvero il caso di cambiare. Il Bari è troppo incostante, anche a tratti sfortunato. Una sola, quasi, certezza c'è in serie B. La promozione diretta dell'Empoli che, salvo suicidio, è vicina al ritorno in A. Bastava poco: cambiare un allenatore mediocre con uno normale e il gioco è fatto. La squadra è fortissima ma Vivarini è il tecnico più sopravvalutato degli ultimi anni. Con una squadra così l'Empoli non poteva giocare male e non fare risultato. Andreazzoli ha rimesso la chiesa al centro del villaggio. Adesso deve solo organizzare l'aperitivo di benvenuto e far partire le sigle del villaggio.


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