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Editoriale

Foggia-Pisa: il trionfo di Rino e la sconfitta di una Provincia. Brocchi, te lo avevamo detto. Roma, che figura con Pjianic. Vai Antonio, Forza Blues...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
13.06.2016 15:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 88417 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Questa volta vogliamo partire dal basso. Nel senso che abbiamo toccato il fondo. A Foggia hanno perso tutti. Sul campo ma soprattutto fuori. Ha perso una Provincia intera e un grande pubblico non si giudica solo dalle presenze allo stadio. Avevano preparato una guerra, lo sapevamo ma non credevamo sinceramente fino a questo punto. Davanti a tutta Italia Foggia ha fatto capire come mai dal 1998 non si schioda dalle basse categorie. Ha lo stadio, ha la gente ma senza civiltà non si riesce a costruire nulla. Gli imprenditori non investono e la squadra non sale. Molte responsabilità le ha anche Roberto De Zerbi. Un allenatore deve essere un vincente non solo nella tecnica e nella mentalità. Queste pressioni bisogna saperle reggere. De Zerbi è un grande tecnico, le sue squadre le fa giocare benissimo e pretende ed ottiene dai suoi ragazzi il 101% ma se insiste troppo escono mostri come Agnelli, un calciatore che tra andata e ritorno con il Pisa ha preso più caviglie degli avversari che palloni. De Zerbi allenerà il Crotone in A, forse un salto troppo grande. La sua strategia, questa volta, è stata fallimentare. Dal primo minuto i suoi ragazzi l'hanno messa sulla rissa, al terzo minuto dovevano esserci già tre gialli ma l'arbitro, anche lui inadeguato, ha tirato fuori i primi cartellini nel secondo tempo. Non ha mai saputo gestire la gara. Un allenatore che deve andare a placare la curva, un allenatore che fa da capopopolo non va bene. O almeno, non va bene in certe categorie. De Zerbi ha tutto per sfondare ma se non limita i suoi aspetti caratteriali questo calcio lo risucchierà. E' stato, invece, il trionfo di Gattuso che ha preparato la partita perfetta consapevole della guerra che lo attendeva. Tatticamente è stato perfetto e non ha mai consentito al suo Pisa di perdere la testa. Il suo carattere gli avrebbe consigliato tutt'altro, invece, ha ottenuto quel che voleva senza fare sceneggiate. Lo ha colpito una bottiglia di acqua e lì anche lui ha perso la pazienza. Vorrei crederci dopo tutto quello che il Pisa ha subito a Foggia. E' la vittoria di Gattuso, un grande allenatore. Ve lo ripetiamo da due anni, anche se i professori rossoneri da salottino l'hanno sempre etichettato come "Chi, Ringhio che fa l'allenatore?". Le risatine dei sapientoni che non sanno che Gattuso e il suo vice Riccio di calcio sanno tutto, studiano tutti e sono il futuro. Siamo contenti e andiamo fieri di averlo capito prima degli altri e siamo contenti che il mapo abbia dato a Gattuso quello che merita. Grande allenatore e grande motivatore. Guarda caso tutti i suoi ex calciatori ne parlano benissimo. Meriterebbe la A ma siccome non ha commesso gli errori di Inzaghi e Brocchi lui la gavetta la fa prima e non dopo aver insegnato alla Sorbona. Anche in queste cose capisci l'intelligenza di un Mister e di una persona. Gattuso al Milan vuole arrivarci ma non per fare una passerella di due mesi. A proposito di Brocchi: te lo avevamo detto che ti avrebbero bruciato come tutti gli altri al Milan. Andare oggi a Milanello è un augurio che faresti solo al tuo peggior nemico calcistico: in bocca al lupo a Marco Giampaolo per la nuova avventura. Giampaolo è un bravo teorico del calcio ma perde facilmente il controllo della situazione. Immaginatevelo al Milan dove c'è una guerra in atto su tutti i fronti. Spogliatoio spaccato, Barbara contro Galliani, ufficio stampa di Galliani da una parte e quello di Barbara dall'altra, proprietà assente e tutto nelle mani dell'allenatore. Bene, Giampaolo sarebbe la persona meno idonea. Brocchi è rimasto tra fuoco e fiamme. Dispiace perché poteva essere un bravo allenatore ma aver accettato e assecondato le follie di Berlusconi potrebbero risultare fatali alla sua carriera. Come di fa a dire di no a Berlusconi se ti offre la prima squadra del Milan? Bisogna avere carattere e personalità e pretendere garanzie nel momento in cui ti cercano perché hanno bisogno di uno da mettere in pasto al popolo. Aver detto sì è stata una follia e lo abbiamo scritto su queste colonne il giorno dopo la vittoria di Genova con la Sampdoria all'esordio.
Siamo in pieno mercato e la Roma non sembra essere partita benissimo con questa sessione estiva. Primi striscioni contro la società e la pessima gestione della cessione di Pjianic. Vendere per fare cassa non è un delitto ma bisognerebbe avere più coerenza e chiarezza nei confronti dei tifosi. La Juventus ha fatto un grande blitz e ha tolto alla Roma il cervello della squadra. Chissà cosa starà pensando oggi Spalletti... La Roma si aggrappa alla letterina di Babbo Natale di Pjanic ma una cessione così illustre non si gestisce in questo modo. Ancora una volta la coppia Sabatini-Baldissoni è scivolata sulla forma, sulla sostanza e sulla comunicazione. Vedremo come finirà con Nainggolan. Altro missile terra-area che potrebbe presto partire da Trigoria.
Nel frattempo all'Europeo tocca all'Italia. Antonio Conte, sussurrerà a Radja, che il Chelsea lo aspetta ma nel frattempo vuole stupire e dimostrare che con una squadra di sbandati riesce ad ottenere un altro grande risultato. Non è proprio così perché la difesa azzurra è forte anche se in attacco non abbiamo campioni si parte da una base solida. Oggettivamente mancano nomi e qualità ma nel gironcino sicuramente l'Italia non ha molto da temere. Conte si congederà così da azzurro per passare al blues. Prima, però, c'è un Europeo da onorare.


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