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Gattuso confermato, il Milan ha deciso. Ma Donnarumma va via, arriva Reina: se i cinesi in pagano, Elliott ha già l’acquirente. Sabatini in Cina per l’Inter del futuro

23.02.2018 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 35760 volte
© foto di Federico De Luca

Il Milan sta trovando una sua dimensione, non c’è motivo di cambiare, Fassone e Mirabelli hanno deciso: Gattuso sarà l’allenatore rossonero anche l’anno prossimo. La decisione è già stata comunicata a Rino che l’ha accolta con entusiasmo e una promessa: farà di tutto per provare a conquistare la Champions League. Un obiettivo non da poco, insperato e insperabile fino a qualche settimana fa. E’ la carica di questo allenatore che ha trasformato il Milan, ma non solo la carica. Fassone e Mirabelli prima di decidere la riconferma hanno analizzato questi mesi di Gattuso sulla panchina rossonera per scoprire che dietro al ritorno del Milan non ci sono soltanto il carattere, la grinta e la determinazione che Rino ha trasmesso alla squadra, ma anche capacità tecniche e manageriali insperate e non ipotizzabili al momento del cambio di panchina. Gattuso ha stupito tutti. E’ un allenatore vero e non soltanto un motivatore come pensavano i più. Anche giocatori esperti come Bonucci si sono espressi favorevolmente, in giro non ci può essere niente di meglio di Gattuso, indipendentemente da come finirà la stagione. Il Milan ha trovato un allenatore vero che in più ha portato anche il senso di appartenenza, ha un solido legame con il Grande Milan, pure questo è un valore aggiunto. Il gruppo è compatto con lui, la decisione trova tutti d’accordo. Ora parte l’assalto alla Champions a cominciare dalla sfida di ‪domenica sera‬ con la Roma.
Al Milan, comunque, nonostante Gattuso i problemi non mancano. Come avevamo già scritto qualche settimana fa, continuano ad arrivare notizie sempre più insistenti sulla decisione di Donnarumma di accettare le offerte del Psg. Meglio, la decisione di Raiola. Cambia poco. Al giocatore andranno dieci milioni di euro netti più bonus che dovrebbero far salire l’ingaggio a tredici milioni, il doppio di quanto percepito oggi. Raiola si è impegnato a portare subito nelle casse del Milan circa 70 milioni che serviranno per la gestione e per il mercato dell’estate prossima, tanta manna vista l’incertezza sulla situazione societaria. E’ un sacrificio annunciato, niente di strano. Certe cifre non si possono rifiutare e il ruolo di portiere è già stato coperto grazie ad un accordo biennale con Pepe Reina che lascerà il Napoli.
La società nel mirino, appunto. Gattuso ricorda che gli stipendi arrivano tutti i mesi, che l’allarme non ha senso. La verità, come al solito, sta nel mezzo. Yonghong Li non sarà il cinese nababbo che ci si aspettava, di sicuro le incertezze e i dubbi su questa mega acquisizione restano intatti, ma il Milan ha poco da temere. Il signor Li, di fatto, ha già tirato fuori delle cifre enormi. Di chi sono? Dove li ha presi? Esistono le sue risorse?
Domande che al Milan e soprattutto ai milanisti devono interessare relativamente. Il nodo sarà sciolto il prossimo ottobre quando il fondo Elliott dovrà riavere i 300 milioni più interessi, circa ‪380, che ha anticipato a Yonghong Li‬. Se il finanziere cinese non dovesse pagare, il fondo diventerebbe immediatamente proprietario del Milan e il signor Li ci avrebbe rimesso tutto quello tirato fuori fino ad oggi.
Perché i milanisti devono stare tranquilli?
Nelle stanze della finanza internazionale si parla già di un possibile acquirente in grado di rilevare il Milan per 400 milioni dal fondo Elliott. Una cifra interessante per un brand così importante. La potenza e la visione strategica di Elliott è riconosciuta, chi ipotizza scenari catastrofici forse non ha una chiara visione del business mondiale.
In questo momento, e siamo al paradosso, se la passano peggio i cinesi dell’Inter. Sabatini sta andando in Cina per parlare con il Grande Capo Suning e capire cosa vorrà fare dell’Inter ora e soprattutto nel mercato estivo. La fiducia a Spalletti arrivata appena ieri è un gesto di debolezza. Una grande società avrebbero dovuto impedire a Spalletti di fare le dichiarazioni pubbliche che ha fatto, ma dover ribadire oggi la fiducia a un tecnico ingaggiato appena otto mesi fa non ha senso. Se l’Inter non ritrova in fretta una coesione fortissima fra società, manager e comparto tecnico, non fa programmi nei quali crede fortemente, il futuro non potrà essere positivo. In questo quadro c’è anche la posizione di Icardi. Intanto la clausola da 110 milioni per l’estero si rivela un errore colossale. Troppo poco. Il giocatore è bravo, ma ingombrante. L’Inter deve chiarire subito che gioco vorrà fare in futuro, se vorrà continuare a dare le chiavi del gioco a un giocatore solo o cambiare prospettiva tecnico-tattica. Se, come confermato da Wanda Nara, dietro Icardi c’è anche il Real, diventa difficile competere con certi ingaggi. Anche di questo Sabatini parlerà con il signor Zhang. Lo stesso discorso si può fare per Dybala. In questi mesi il suo nome è rimasto fra le nebbie perché non giocava, ma gli operatori di mercato hanno continuato a lavorare. Sull’argentino sono in molti e la Juventus lo sa. I bianconeri aspettano il ritorno ad alti livelli del giocatore, dovranno valutare la ritrovata umiltà e la cultura del lavoro, l’integrazione con il gruppo e l’allenatore. Non c’è una linea già adottata, si naviga a vista, molto dipenderà da cosa farà Dybala nei prossimi mesi, ma io non scommetto un euro sulla sua permanenza in bianconero.
Un altro giocatore che piace a molte società europee e italiane è Federico Chiesa. Vi abbiamo già raccontato che per il ragazzino (classe 1997) si sono mossi anche Bayern e Arsenal e altre grandi società hanno inviato osservatori. Bene. Oggi sappiano tutti che c’è uno spartiacque, il giocatore e la famiglia, stando a indiscrezioni, hanno deciso che dell’estero non si parla. Federico Chiesa resterà a maturare in Italia. Se la Fiorentina farà una squadra da Europa League sarà felice di restare a Firenze, in caso contrario Napoli, Milan e Inter sono già pronte a un’asta che come minimo partirà da 40 milioni.     


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