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Editoriale

Giù le mani da Nainggolan… Verdi, la risposta è ok! Inter, nomi all’altezza? Quanto vale oggi CR7?

17.01.2018 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 23982 volte

A Milano fa freddo… Di colpo, pare che l’inverno si sia ricordato di esistere. Anche il calciomercato pare “bloccato” in una morsa gelida. Non si muove quasi nulla. A chiacchiere stiamo a 1000, come sempre. C’è un nome che continua ad essere scritto a lettere cubitali: RADJA NAINGGOLAN. In Cina lo aspettano da tempo, i top club europei pure ma, dico a gran voce: giù le mani da Nainggolan. La Roma, se davvero ha un progetto importante, non può prescindere dal belga. Anche davanti ad un’offerta “irrinunciabile”, Nainggolan va blindato, incatenato, legato a doppia mandata… Non esiste una Roma vincente, senza Nainggolan in campo. Gli altri sono sacrificabili, lui no. Non ha ancora 30 anni (li compirà il prossimo 4 maggio) e, se Di Francesco trova il modo di avvicinarlo alla porta avversaria, è uno di quei centrocampisti che vorresti sempre al fantacalcio. Certo, magari non farà 14 gol come lo scorso anno ma la vena realizzativa del belga è lampante… Il tifo organizzato giallorosso sembrerebbe pronto a scendere in piazza per far capire il proprio attaccamento a Nainggolan, a prescindere dalla stupidaggine di Capodanno (grave ma non tale da inficiare il rapporto con la città e il popolo della Roma). E, aggiungo, la Serie A non può ancora permettersi di perdere Nainggolan… Non ancora (idem per Dybala).
Passiamo a Verdi. Il suo “no, grazie” al Napoli ha fatto scalpore. Si sono fatti paragoni importanti, con gente come Riva, Rossi, Di Natale, Roby Baggio e tanti altri, tutti capaci di rifiutare la grande offerta… Sicuramente il buon Simone ha scelto con la sua testa. Poteva andare al Napoli e far parte di una big, ha preferito restare a Bologna e continuare a crescere, giocando con continuità. Decisione da rispettare, figlia di un 25enne che non ha mai avuto problemi a intraprendere il sentiero più tortuoso, complicato, imprevedibile. Come quando ha deciso di trasferirsi in Spagna, all’Eibar. Un’esperienza per crescere, proprio come la scelta di rimanere al Bologna. Se, davvero, il Napoli crede in questo giovane, a giugno ci sarà modo e tempo per riparlarne. Sicuramente, al giorno d’oggi, con i procuratori a dettar legge, la presa di posizione di Verdi è da evidenziare.
Da evidenziare è anche il mercato dell’Inter. Lisandro Lopez, Ramires e Rafinha. Salvo sorprese, saranno questi i tre rinforzi che Spalletti avrà a disposizione per la seconda parte della stagione in corso. Anzi, forse due su tre (Ramires pare destinato a restare in Cina). Sono nomi all’altezza dell’Inter? Qualche dubbio c’è. Lisandro Lopez, classe 1989, non gioca più di 20 gare in un campionato dalla stagione 2013/14, al Getafe. E Rafinha? Il fratello maggiore, Thiago, è buonissimo, infatti gioca nel Bayern Monaco. Lui, il fratello minore, è un jolly ma di cristallo. Può giocare ovunque anche se, la sua miglior stagione, al Celta, l’ha visto impiegato come trequartista. Gli infortuni lo accompagnano da sempre. Una scommessa, proprio come Lisandro Lopez (anche se Rafinha, a livello di talento, è una certezza). Ecco, l’Inter sta scommettendo sulla voglia di rivalsa di due giocatori che, potenzialmente, potrebbero essere importanti. Appunto, potenzialmente…
Chiudiamo con la notizia che ha sconvolto la Terra e gli amici alieni nascosti su Marte: CR7 è pronto a lasciare, dopo nove stagioni, il Real Madrid. Mourinho lo aspetta a Manchester per vincere, insieme, la Champions League, come nel lontano 2007/08, ultima volta che i Red Devils sono saliti sul tetto d’Europa. Ma quanto vale oggi CR7? Da 16 anni è protagonista in campo, con più di 700 gare da professionista. Il prossimo 5 febbraio compirà 33 anni. Quante stagioni, da fuoriclasse, gli rimangono? Vale davvero la famosa clausola da un miliardo di euro che tanto viene citata in Spagna? Un fatto è certo: il CR7 azienda vale moltissimo. Di fatto si compra un brand globale… E il Cristiano Ronaldo giocatore? Il prezzo è legato alla sua voglia di continuare ad essere il primo della pista. Se ancora ha il fuoco dentro, allora giusto fare ponti d’oro per lui. Pur sapendo che l’età, ad un certo punto, diventa un fattore determinante, per tutti. Un esempio: Platini ha smesso di giocare a 33 anni… Zidane a 34…


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