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Editoriale

Giampaolo al Milan? Berlusconi ha sempre saputo raccontare le barzellette. Bigon al Bologna, con i soliti sponsor. Sartori, schiaffo al Chievo poco elegante. Il Corvo torna sui tetti di Firenze

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
30.05.2016 13.10 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 57382 volte
© foto di Federico De Luca

Ogni estate ha il suo fascino. E ogni volta che parte il calciomercato è come se fosse il primo giorno di scuola. Da oggi Tuttomercatoweb sarà pane quotidiano per tifosi e addetti ai lavori. Tmw Radio si ascolta ovunque e le notizie si possono anche sentire, su Sportitalia da oggi parte una maratona infinita: mercato, mercato e mercato tutti i giorni dalle 17 a mezzanotte e mezza. Vi porteremo negli hotel di mercato, vi racconteremo notizie e retroscena sul canale 60 del digitale terrestre e 225 di Sky. Sapete, però, la cosa che piace alla gente? Non sono le notizie e odiano le marchette, alla gente piace ascoltare la verità. Partiamo dal Milan, dove - ad oggi - regna la confusione totale. Non sappiamo se Berlusconi resterà alla guida del Milan e non sappiamo neanche per chi stia lavorando oggi Brocchi. Povero ragazzo, bruciato in un mese per la tanta voglia di dimostrare. Avrebbe meritato maggiore rispetto, anche se lui stesso si sarebbe dovuto tutelare maggiormente. Ognuno è padrone del proprio destino. E' partita la solita estate di Ibra al Milan. Ogni anno ci raccontano che Raiola si vede con Galliani per Ibra, invece poi si sono incontrati per portare al Milan qualche scarto della scuderia del Re di Montecarlo. L'uomo più ricco del calcio italiano, che fa i soldi con gli italiani, dice che facciamo schifo e non paga gli f24 come noi stupidi poveri mortali. Non so quanti di voi conoscano Silvio Berlusconi. Io, al telefono, ci ho parlato mezza volta, ma chi lo conosce bene racconta di una persona solare, geniale (ovviamente) e molto simpatica. Dicono anche che racconti bene le barzellette. Lo faceva sulle barche da ragazzino. Oggi le racconta ancora bene. Non è più un ragazzino e non c'è una barca. Ma un barcone che affonda. Sembra che l'idea di affidare la panchina del Milan a Marco Giampaolo sia una barzelletta raccontata da Berlusconi. L'avrà raccontata talmente bene che la gente rideva a crepapelle. Io sto ancora ridendo, ma forse qualcuno non l'ha percepita come una battuta. Vedremo. Non ha molto senso lasciare l'Empoli. O forse ce l'ha se sai che quest'anno è andato tutto liscio perché bisognava continuare a volare sulla scia lasciata l'anno prima da Sarri e perché quest'anno il miracolo non si sarebbe ripetuto. Giampaolo al Milan sta come il sottoscritto alla conduzione di Canal+. Non parlo mezza parola di francese e, forse, ma solo forse, non sarei adeguato al compito. Il Milan deve avere il coraggio di assumersi le sue responsabilità e se un mese fa ha puntato su Brocchi oggi lo deve confermare e non buttare dalla finestra. Berlusconi deve ragionare con la testa e non con la pancia. Con la mossa di Brocchi al posto di Sinisa ha ammazzato due squadre: la prima e la Primavera. Risultato: niente Europa, niente Coppa Italia e niente final eight di Primavera, con Nava che ha perso malamente la qualificazione contro l'Empoli con una squadra lanciatissima con Brocchi.
Non vogliamo fare i professori anche perché ci manca la cattedra e non vogliamo neanche essere ripetitivi. Vi portiamo, però, a riflettere: come fa il Bologna a liberarsi di Corvino, a pagarlo purché vada via e affidare la direzione del mercato a Riccardo Bigon? Siamo alla follia. Poi può darsi che, come Giampaolo, ogni 10 anni indovini una stagione, ma una società ricca come il Bologna non può andare a caso nella speranza che arrivi l'anno giusto. Bigon è reduce dai disastri di Napoli e dal fallimento tecnico ed economico nella gestione di un anno al Verona. Può il Bologna prendere Bigon perché Donadoni lo conosce bene e lo ha avuto a Napoli e lo ha trattato sempre come un team manager e mai come un Direttore Sportivo? Donadoni deve avere la coscienza di fare il mister e non può pensare di fare il mercato e controllarlo con un suo uomo fidato. Bigon è un bravissimo ragazzo ma il calcio è per altri. Ha due ottimi collaboratori ma lui non ha lo spessore per fare il Direttore in serie A. Il ragazzo, però, si è convinto visto che in serie A in molti gli hanno dato ripetute opportunità. Avanti popolo, alla riscossa. Bandiera rossa, trionferà!
Come sapete abbiamo amici e nemici, gente che tifa per noi e gente che gufa maledettamente. Ma tutti ci riconoscono un pregio: amici o nemici non guardiamo in faccia a nessuno. Giovanni Sartori è un grande professionista e un'ottima persona ma sta sbagliando. Il Direttore dell'Atalanta ha peccato di eleganza. Lui che è stato il Chievo, lui che deve tanto a Campedelli, lui che potrebbe scegliere tra 1.456 allenatori non può, per questioni deontologiche, andare a contattare l'allenatore del Chievo Verona, Rolando Maran, che con i veneti ha ancora due anni di contratto. Se lo vuoi lo paghi, ma fare forza sul mister non è stato un gesto elegantissimo nei confronti del suo passato. Poi, naturalmente, ognuno è libero di fare quel che vuole, ma il calcio spesso è una ruota e si ferma dove meno te lo aspetti. L'Atalanta è una grande società, il Chievo Verona anche. Maran sperava, come meritava, di fare il grande salto, ma nel passare da Verona a Bergamo c'è poca differenza se non il calore del pubblico che è totalmente diverso. Per ambizioni e professionalità dei club, si equivalgono molto.
In chiusura, un bentornato a casa a Pantaleo Corvino. Da Bologna ne è uscito da signore e, forse, più ricco. Ha mollato due anni di contratto e rientra a Firenze più forte di quando è andato via. La famiglia Della Valle gli ha riconosciuto il grande lavoro svolto e i numeri sono dalla sua parte. Se la Fiorentina in questi anni ha fatto cassa lo deve soprattutto al Corvo, il quale adesso prepara un altro mercato di sorprese. Corvino dovrebbe guardare, come fatto a Bologna, meno all'estero e più in Italia, dove abbiamo tanti calciatori di valore che pochi vedono e capiscono. Firenze con lui è in ottime mani. I Della Valle faranno soldi per i prossimi dieci anni. E' il discorso della vita: chi semina bene raccoglie sempre. Un solo consiglio al Corvo, di cui naturalmente non ha bisogno: cambi il mister perché l'allenatore deve essere sempre scelto dal Direttore, il quale non deve subire scelte altrui. Corvino Sousa non l'ha scelto ma se lo trova. Potrebbe essere un problema già ad ottobre anche perché i segnali lanciati a gennaio dal tecnico non lasciano intravedere mezzo raggio di sole.
Buona settimana a tutti.

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