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Editoriale

Gigio firma subito ed esci dal tritacarne! Mercato Juventus, adesso tocca alla difesa. Città in rivolta: Borja Valero come Hernanes? Roma e Napoli: Milan e Inter snobbate

24.06.2017 08:22 di Mauro Suma   articolo letto 44642 volte

La visita di Vincenzo Montella a Castellammare di Stabia ha riportato la vicenda nel suo ambito, quello della casa e della famiglia. Il PSG e il Real Madrid sono stati una tentazione, drenata e gestita da Mino Raiola, e possiamo comprenderlo. Ma oggi che anche il presidente del Senato della Repubblica ha detto la sua su Donnarumma, nessuno può dirsi totalmente padrone di una vicenda così delicata, così controversa, così esasperata. Ognuna delle parti in causa deve riuscire adesso a guidare il proprio segmento di responsabilità con una mano morbida e ispirata, l'unica possibile, lasciando al destino il suo tragitto e il suo percorso naturali: la firma con il Milan di Gigio, senza aspettare un minuto di più. Il ragazzo è dentro un frullatore, dal quale deve uscire il prima possibile. Ne è stata una prova la seconda gara all'Europeo con l'Under 21. Dal momento che bisogna, si deve parlare, in ogni trasmissione, e in tutte le breaking news del mondo, di Donnarumma e solo di Donnarumma, si vanno a cercare sfumature e responsabilità anche quando non ci sono. I gol che ha preso contro i cechi fanno parte della vita e del calcio, ma in questa situazione forzata e spasmodica tutto fa brodo, tutto fa notizia, tutto deve essere stressato. Anche un fenomeno come Gigio non può mai essere pronto per tutto questo, qui ha davvero 18 anni, deve ancora lavorare molto, al riparo da tutto questo, con le persone, le sue, quelle con cui ha feeling, sui suoi campi e nei suoi luoghi, non può essere urlato e strillato ogni minuto e ogni ora. Non è più, e non è mai stata, una questione di soldi, ma adesso è certamente una vicenda di gioco al massacro. Chi vuol bene a Gigio, e a partire dalla sua famiglia amore e attenzioni non mancano di certo, faccia subito e bene quel che è giusto per togliere il ragazzo dal tritacarne e per rimetterlo in una dimensione di casa, di famiglia, di continuità, di stabilità. E' chiaro che tutto questo sia il Milan, ma non per una questione di tifo e di colori, bensì di normale intelligenza, di normale sensibilità. Con buona pace di tutti e senza sciami negativi da parte di nessuno, Mino in primis, proprio perchè comprendiamo che il passo indietro meno redditizio debba essere proprio il suo.

Donnarumma è stata la quercia gigantesca che ha fatto ombra alla Juventus in queste settimane molto delicate. La polemica Bonucci-spogliatoio di Cardiff, la rescissione contrattuale di Dani Alves, i mal di pancia di Alex Sandro: su tutto questo la mediaticità di Gigio ha fatto ombra. Anche senza andare alla Juventus, ha fatto un grande favore ai bianconeri. Sulla vicenda Fifa-Pogba invece no, l'ombra del giovane fenomeno rossonero fino a quel punto non ci è arrivata, su quel tema si è generata da sola. Ma al di là di questo, dopo aver cambiato negli ultimi anni di mercato il dna del centrocampo (passato da Pogba-Vidal a Pjanic-Khedira) e dell'attacco (passato da Tevez-Morata a Higuain-Dybala), sta arrivando per gli uomini-mercato bianconeri il momento di prendere atto della situazione della BBC: gli anni e gli acciacchi di Barzagli e Chiellini, le voci di mercato su altri tre giocatori, la crescita tutta da interpretare di Rugani e l'inermittenza di Benatia, non c'è dubbio è qui che il mercato bianconero deve dare la migliore prova di sè.

Borja Valero è un grande, dicono in casa Inter, anche perchè se Firenze fa fuoco e fiamme per lui deve essere davvero un grande giocatore. Su questo non c'è dubbio, lo spagnolo è un raffinatissimo giocatore sia di pallone che di calcio. Ma le lacrime della città non sono una garanzia. Basta recuperare la memoria e le lacrime di quando Hernanes andò via dalla Lazio, senza però riuscire a ripetersi su quei livelli nè in nerazzurro e nemmeno in bianconero. Il trentaduenne Borja Valero, un anno in più di Lucas Biglia, è un motivatissimo "pallino" di Luciano Spalletti. Bene così e giusto così. Senza che si avverta la necessità di violini, violoncelli, archi e archetti. Diciamo che l'ex tecnico giallorosso sapeva benissimo che non avrebbe preso nessun big dalla Roma, che ha ceduto infatti Salah e Manolas all'estero, andando saggiamente sul viola che non era e non sarà una chimera come le altre, da Nainggolan a Tolisso, evocate in maniera improvvida a margine della potenza di Suning.

Una nota fanzine bianconera ha sbeffeggiato in settimana Milan e Inter, andando a fare una inchiesta fra le anti-Juve, naturalmente identificate ancora in Roma e Napoli. Qualcuno ha pensato che fossero frecciate a romanisti che cedono e a partenopei immobili sul mercato, in riferimento ad una Juve che ha già aggiunto uno Schick alla propria artiglieria già pesantissima. No, non era così banale. Il senso è molto più obliquo, per quanti sforzi abbia già fatto il Milan e per quanti ne potrà fare l'Inter, le anti-Juve sono e saranno ancora Roma e Napoli. Questo era l'obiettivo della spedizione della fanzine. Per la quale, le debolezze e le ossessioni non cambiano mai capoluogo o regione. Milano, sempre e comunque.


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