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SONDAGGIO
Mercato stellare per il Milan: i rossoneri sono da Scudetto?
  Sì, a patto che arrivi un grande attaccante
  No, la Juventus resta sempre più forte
  No, ha davanti comunque sempre Roma e Napoli
  Sì, già così è da Scudetto

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Editoriale

Hernanes alla Juve, ma Allegri ha 2 dubbi. Super Inter! Ecco la promessa di Mancini a Thohir. Milan: non manca solo Witsel... Clamoroso: De Laurentiis, sgambetto al Napoli!

01.09.2015 17:57 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 465892 volte
© foto di Federico De Luca

Ciao mercato, ciao. Ti ho voluto bene, molto bene, ma ora vattene pure affanbagno. Crepa: zozzo, schifoso e luridaccio. Mi hai regalato le solite figure demmerda, mi hai tradito, mi hai fatto arrivare come sempre ultimissimo alla competizione "quelli bravi a dare le dritte di mercato prima di tutti". Sei spietato, mercato infame, perché tutte le volte penso "io del compra-compra me ne frego", ma poi mi ci butto a capofitto sperando di realizzare una pedullata, una dimarziata, una marchettata qualunque. E invece niente, solo figure tipo quelle della soubrette in diretta tv che "Uè, guardate ammè che vi faccio la spaccata alla Heather Parisi" e ora l'hanno riciclata come "gruccia da armadio" per le vestaglie di Platinette.

Ciao mercato, ciao. Non mi mancherai, tu e tutte le tue maledette illusioni. Quali? Eccole (in rigoroso ordine sparso).

Lavezzi è dell'Inter. Questa volta è vero. È fatta. Il Pocho ha comprato un bilocale in Piazza San Babila. Segnatevela. Lavezzi non si muove da Parigi. Sempre detto. Lavezzi ha venduto il bilocale in San Babila ottenendo una plusvalenza. L'ho detto prima di tutti, pure di Tecnocasa. È una mia esclusiva.

Prezzo di Kondogbia: quaranta compresi bonus. Trenta più bonus. Settanta meno malus. Kondo è del Milan. No, dell'Inter. Sempre detto che resta a Monaco. Hanno fatto la cena con Galliani. La colazione con Ausilio. Il Monaco si vede a merenda con Fassone. Fassone è ghiotto di Crostatine del Mulino Bianco. Fassone è Kondogbia. Per non tornare a mani vuote Galliani ha comprato Fassone. È una mia esclusiva.

Ibra torna certamente: al Milan, all'Inter, alla Juve. C'è una possibilità che giochi con tutti e tre i club contemporaneamente. No, Ibra resta a Parigi. Andrà a vivere con Lavezzi. Lavezzi ha detto "sì" ma solo se Ibra si fa passare il tipico "mal di pancia alla Ibra" perché sennò di notte sai che rumba. Però Ibra è stato avvistato a Torino. Allora Ibra va al Torino! No, se torna in Italia lo fa solo per il Milan. Ibra è l'unico che ti cambia la squadra. Con Ibra hai già vinto lo scudetto. Però in Europa non rende. Sempre detto. Che bello il libro di Ibra. Certi amori finiscono. È una mia esclusiva.

#savekovacic. Kovacic non si muove. In campo soprattutto. E invece Kovacic si muove. Lo vuole il Liverpool. No, ora lo vuole Benitez! Il Real lo paga 35 milioni. Glielo portano con la carriola. La carriola senza obbligo di riscatto. #saveschelotto. Benitez non vuole Schelotto. Lo vuole il Nottingham Forest. Meglio di niente. È una mia esclusiva.

Perotti è l'alternativa a Perisic. Perotti è l'alternativa a Eder. Perotti è l'alternativa a Cuadrado. Perotti è l'alternativa a Perotti. Perotti ha deciso di cambiare il nome in "Marisa". È una mia esclusiva.

Perisic. È quasi fatta. Perisic è fatto. Perisic è la nuova Amy Winehouse: strafatto. Perisic questione di giorni. Di minuti. Occhio ai tedeschi però. Ah, i tedeschi. Coi tedeschi non si scherza. I tedeschi non accettano il pagamento a rate. I tedeschi vendono De Bruyne e colcazzo ti vendono Perisic. L'Inter manda l'emissario. Mandato l'emissario. L'emissario è Fassone. No, Fassone è al Mulino Bianco. Perisic venduto. Però prima deve passare le visite mediche. Rischia di non passarle. Perché? Perché è fatto. È una mia esclusiva.

La Juve vuole il trequartista. Oscar piace. Oscar si fa. Oscar non lo vendono. Oscar per la miglior sceneggiatura. Meglio Gotze. Gotze si fa. Gotze a un passo ma occhio a Draxler. Draxler vicino. Però occhio a Illaramendi. Illaramendi si fa. Ma occhio a Isco. Si fa. Ma occhio al ritorno su Oscar. Si fa se va via Pogba. Ma Pogba non va. Allora occhio a Vazquez del Palermo. Intanto però si fa Cuadrado. Ma occhio a Montolivo. Torna d'attualità Draxler. C'è l'emissario in Germania. C'è Marotta in Germania. Qualcuno è in Germania. Non si deve mai andare in Germania, Paolo (cit. il Sassaroli). Per Draxler ormai ci siamo, è fatta. Draxler bella ma non ci vivrei. Draxler è del Wolfsburg. Arriva Hernanes, sempre detto. E Draxler? Mai trattato. È una mia esclusiva.

Balotelli. Balotelli Giamburrasca. Balotelli fuori rosa. Nessuno vuole Balotelli. Ferrero vuole Balotelli. Raiola cerca una soluzione per Balotelli. In Dubai vogliono Balotelli. Balotelli twitta "Tutti i re prima o poi lasceranno il trono ma sta a loro decidere quando". Balotelli fa la supercazzola. Occhio alle balotellate. Certi amori non finiscono. Balotelli torna al Milan. Balotelli rispetterà il codice di comportamento. Balotelli è cambiato. Raiola no, non è cambiato. È una mia esclusiva.

Cassano e la Samp si ritrovano. Zenga non vuole Cassano. Per Cassano è chiusa. Cassano è della Samp. Però con la clausola. Cassano è sovrappeso. Muriel è dimagrito. Cassano ha mangiato Muriel. È una mia esclusiva.

Insomma, un sacco di fregnacce, ma quanto ci siamo divertiti. Merito come sempre del "grano", vero o presunto spuntato nelle casse dei club. Capiremo in futuro se le società si sono drammaticamente indebitate o se hanno fatto le cose per benino. Per il momento procediamo con il più classico dei "pagelloni"

La Juve ha cambiato tanto, troppo, e sembra che sia già morta e sepolta dopo due sconfitte che non si vedevano da quando le Fiat parlavano torinese e non americano. Attenti però a dare la Signora per spacciata. La verità è che Pirlo, Tevez e Vidal (a 40 andava venduto) non li trovi sulle bancarelle. Fuggiti i fenomeni era giusto provare a fare la rivoluzione. Così ha fatto la Signora: ha preso Mandzukic, Zaza, Cuadrado, Rugani, Alex Sandro, Lemina, per il momento ha toppato con Khedira. Ha fatto un solo clamoroso errore: aspettare l'ultimo giorno prima di consegnare ad Allegri il trequartista, ovvero la pedina prediletta. Alla fine si è deciso di tornare a fare affari con l'Inter. Una volta erano i nerazzurri a bussare a Vinovo per chiedere la pedina giusta: Vucinic lo stopparono i tifosi nerazzurri, ieri i sostenitori dei bianconeri hanno accolto con un mezzo sorriso Hernanes dopo aver sognato i vari Oscar, Goetze, Draxler, Illaramendi, Isco (anche per colpa di chi come me, diciamolo, spreca inchiostro). Il brasiliano è stato troppo brutto in nerazzurro per essere vero: aiuterà alla grande Allegri a tornare nelle posizioni nobili della classifica.

Vista dall'altra parte, la cessione del Profeta è stata l'unica vera pecca del mercato targato Ausilio. Il ds si è visto "costretto" a rinforzare la concorrenza per completare un mercato dispendioso ma neanche troppo. Il merito è della solita formula "pagherò" che ormai conoscete a memoria ("ciao sono Piero, tu mi dai il giocatore e io ti stringo la mano. Ci stai?". "Sì". Come fa? Boh...). Mancini ne voleva "otto o nove". Li ha avuti. Gli è stato regalato persino Melo, il centrocampista over 30 che la proprietà avrebbe lasciato volentieri in Turchia ma che il mister ha preteso. Per prenderlo c'era una sola possibilità: vendere un pezzo grosso del centrocampo oltre a Taider. Ne sono andati via due: il Profeta e Kovacic. Già che c'era Ausilio ha portato a casa un altro pupillo del Mancio, Telles. Ora il tecnico di Jesi ha una rosa costruita a sua immagine e somiglianza (pure la coppia "in viola" Jovetic-Ljajic) e un obbligo: vincere. Lo scudetto? Difficile, il terzo posto invece è l'obiettivo minimo.

E siamo al punto cruciale di tutta la faccenda: codesto 3° posto piace a tutti. Ovviamente alla Juve, figuriamoci alla Roma (gran mercato e super rosa grazie al "redivivo" Sabatini che ha tentato in extremis pure il colpo Bruno Peres e oggi manderà Ibarbo al Watford), poi ci sono la Lazio (ma Lotito non poteva prendere Matri prima della Champions?), il Napoli e il Milan.

Sul Napoli il discorso è semplice: De Laurentiis ha stufato. Non ha tappato la falla in difesa e pazienza, in fondo trattasi di valutazioni interne al club. Più grave invece quello che è successo con Soriano. Il giocatore della Samp era preso, fatto, indossava già la maglia azzurra. Solo che al Napoli non basta acquistare i giocatori, tocca sistemare la faccenda "diritti d'immagine". Le parti si erano accordate anche su quelli, ma troppo tardi e tanti saluti al centrocampista. Ora: è legittimo da parte del patron gestire gli affari come meglio crede (in fondo ci sarà un motivo se il suo club è uno dei pochi ancora "sani" in serie A), ma non a discapito dei tifosi del Napoli. Attendiamo spiegazioni.

Infine i rossoneri. Il mercato, parecchio dispendioso e foraggiato da un Berlusconi più che generoso (-70 milioni, del thailandese almeno per il momento non v'è certezza...), è stato impostato sulla speranza Ibrahimovic. "Se arriva Ibra...", si diceva. Solo che lo svedese non è arrivato e al suo posto s'è materializzato Balotelli. I tifosi speravano di essersene liberati, la società si augura che il ragazzo ritrovi se stesso per raddrizzare le cose. Di sicuro non farà comunella con Mastour, prestato due anni al Malaga. Nel frattempo il Diavolo non ha provveduto a sistemare una rosa che, oggi come ieri, ha un vero grande problema: il centrocampo. Bacca e Luiz Adriano sono due ottimi innesti, Kucka e Bertolacci no. Per alimentare i sogni di gloria bisognava prendere Witsel ma i soldi sono di colpo finiti, spesi per lo stesso Bertolacci e per Romagnoli (ancora non possiamo dire se vale i 25 milioni che è costato, ma a naso il prezzo pare eccessivo). È saltato il belga, è saltato pure Soriano. E Baselli, sul quale il Diavolo aveva una "prelazione morale", è andato a regalar punti al Torino.

Manca quella che noi professoroni amiamo chiamare "programmazione". Inutile far partire il solito bla bla, ma è fuor in dubbio che la "programmazione" viene garantita dalla collaborazione fra più teste, altrimenti gli "altri", gli avversari, ti schiacciano e se ne fregano se hai un passato da re. Galliani pur con tanti soldi a disposizione ha dimostrato di non poter fare tutto da solo, di aver bisogno di collaboratori, quelli che in caso di "obiettivi sfumati" ti aiutano ad apparecchiare un qualsiasi piano B. Non Bee, B.

Grazie a tutti. Chiudo qui. Mi levo dalle balle per sette giorni. Volevo dirvi grazie, questa volta senza un filo di ironia o cazzeggio. Settimana scorsa avete letto le mie boiate in 550mila. Quando l'ho detto a mio padre mi ha risposto "è certamente un numero sbagliato, pirla". Grazie papà. E mia mamma: "La maestra delle elementari diceva che eri disturbato". Grazie mamma. E grazie anche a tutti coloro che mi hanno scritto "Biasin, coglione, è arrivato Melo all'Inter, fallito, pezzo di scemo. Mizziga, Melo mi fa schifo ma non vedevo l'ora che arrivasse per poterti dire che sei un pelato facciadiculo!". E mio nonno: "Oh, ho visto che sul tuitter ti hanno dato del facciadiculo! Ahahahahahahah". Grazie nonno, ti voglio bene anch'io (Twitter: @FBiasin).


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