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La Giovane Italia
Editoriale

Higuain e Caldara boom ma a Leo non basta. De Laurentiis si scrive le regole da solo. Belotti ad un bivio: ora o mai più. Un'estate italiana: la solita pagliacciata

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
06.08.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 53055 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

E' stata la settimana del diavolo. Tifosi che tornano a sognare e sperare dopo il bluff Lì. L'arrivo di Elliott è servito almeno a fare chiarezza sulla strategia futura della società. Avere un proprietario come fondo non è il massimo ma, almeno, conosciamo la mission. Rivalutare squadra e brand e rivendere al doppio della cifra stabilita al momento dell'acquisto. Brutto dirlo così ma sono verità che conosciamo. Con il cinesino di prima, invece, c'erano solo tante nubi all'orizzonte, una spada dietro alle spalle inflitta dall'Uefa e un futuro senza un perché. In attesa di capire come sarà composto il management definitivo del Milan (sarebbe assurdo ipotizzare di affidare tutto a Leonardo), i rossoneri ne escono tecnicamente bene dall'operazione con la Juventus che ne esce, amministrativamente, altrettanto bene. Un'operazione che serviva a tutti con una unica regia alle spalle: Fabio Paratici, genio del mercato, artefice dei successi bianconeri e ideatore di questo asse con il Milan. Tuttavia a Gattuso non può ancora andare bene questa formazione. Molti esuberi da sistemare. Perché fare mercato in entrata è, da sempre, più semplice che farlo in uscita senza dover pagare i vari incentivi all'esodo. Gattuso ha bisogno di una mezzala per completare il centrocampo. Serve fisicità, quella mancata lo scorso anno in mezzo al campo e sulle palle inattive sia offensive che difensive. Caratteristiche imprescindibili per questo Milan. Caldara è un talento, Caldara è il futuro ma vi faccio una domanda: siamo sicuri che, nel breve termine, il Milan si sia rinforzato in fase difensiva? Ha una difesa molto giovane e per essere un Milan che punterà ai primi 4 posti qualche dubbio resta. Romagnoli fortissimo, Caldara idem. Donnarumma in porta, un futuro fenomeno che oggi non ha richieste dal mercato italiano ed Estero, Conti che rientra da un anno di infortunio e Calabria non è proprio un fulmine di guerra. Dall'altra parte dovremo capire se c'è Rodriguez o il fratello (ne ha tanti vedremo quale sarà). Sta nascendo un buon Milan, avanti soprattutto fa paura. Suso, Higuain e Calhanoglu formano un tridente da scudetto. Se Biglia torna ad essere Biglia è un discorso, altrimenti il Milan avrà un problema ad impostare il gioco.
E' stata la settimana di De Laurentiis, nuovo Presidente del Bari. Una delle tante anomalie di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Che De Laurentiis sia un grande Presidente lo dicono i fatti, che sia bravo è oggettivo ma è oggettivo anche che stiamo parlando del Presidente del Napoli e, se non lo vieta il regolamento almeno dovrebbe vietarlo il buon senso: un imprenditore non può essere Proprietario delle due squadre più importanti e potenti del Sud Italia. Nel breve può anche andare bene (una in D e l'altra in Champions) ma le ambizioni del Bari devono almeno essere pari a quelle del Napoli, preso da De Laurentiis nei bassi fondi della C. Chiarito che non discutiamo la scelta di affidare il Bari a De Laurentiis ma contestiamo la scelta di averla affidata al Presidente del Napoli, il Sindaco di Bari non ha fatto nulla per la sua città. Scelta pessima, mai una forte pressione su Giancaspro che si permette il lusso di avere la residenza allo stadio. Sono curioso di capire se dorme nello spogliatoio del Bari o in quello degli arbitri. E soprattutto se porta il cane a pisciare a centrocampo o nell'area di rigore sotto la Curva del Bari... Va a fare colazione nel bar della tribuna e quando invita qualcuno a cena apre la sala executive del San Nicola. Fossimo in Inghilterra ci saremmo già trovati polizia, cavalli, carabinieri, Guardia di finanza e sigilli. Tornando a De Laurentiis vorremmo specificare al Presidente del Napoli, scusate... del Bari, che le regole non le possono scrivere in base ai suoi interessi. Quando ha preso il Bari sapeva che sarebbe ripartito dalla D. Anzi ha anche preannunciato un investimento di 3 milioni per fare la squadra. Chiedere oggi la serie C è folle. Il tempo per chiedere i ripescaggi è abbondantemente finito e aspettiamo solo i verdetti di Prato e Como, in quest'ultimo caso la ragione ci porta a dire che merita la C. De La prepara 3 milioni per la D ma qualcuno dovrebbe dirgli che non deve fare la Champions ma un campionato di Dilettanti dove devono giocare per forza un 98, due 99 e un 2000. In D ne andrà una sola, quella che vince il campionato. Se dovesse arrivare secondo e vincere i play off, poi basterebbe mettere 350 mila euro e taaccc ti fai la serie C. Attacco gratuito di De Laurentiis a Sibilia che lo definisce un politico: vero! Ma questo non toglie che un politico faccia rispettare le regole. E' difficile inserire nella stessa frase "polito" e "regole" ma ogni tanto funziona.
A cavallo tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima si potrebbe decidere il futuro di Andrea Belotti. E' il capitano del Toro e non può fare dichiarazioni. Ma proviamo ad entrare nella testa del gallo. Oggi prende 1,4. A Napoli gli farebbero 5 anni a 3,5. Voi cosa fareste? Oggi giocherebbe campionato e Coppa Italia. A Napoli giocherebbe anche la Champions. Voi cosa fareste? Il Torino prova a spingere per Zaza, sostituto di Belotti o partner di attacco di Belotti. Il rischio di passare anche in secondo piano con il compagno di Nazionale: e voi cosa fareste? Belotti andrebbe di corsa a Napoli e il Napoli lo sa. La partita è tra due menti difficili come Cairo e De Laurentiis che neanche si amano più di tanto. Cairo ne vuole 65 per farsi rompere le scatole dai tifosi del Toro. Adl non vorrebbe andare oltre i 50 ma, con quella cifra, prende Belotti senza la cresta del gallo.
Infine due riflessioni veloci sul nostro bel sistema italico. Vi sembra normale che oggi dovevano uscire i calendari di B e invece sono stati rinviati? Vi sembra normale che domani avremmo dovuto fare i calendari di C e, invece, ancora non sappiamo numero di squadre partecipanti e chi ci sarà? Tutte follie. Le sigle TFN, Tar etc etc sono diventate parte del nostro vocabolario. Fanno parte del nuovo linguaggio del calcio italiano. Ma siamo stufi. Aprono un'inchiesta tarocca sui messaggini del Parma tra Calaiò e De Col, dicendo che non si sentivano mai. Poi portano in aula i messaggini precedenti dove si evince che si sentivano almeno una volta al mese. Il caso Chievo è paradossale, per non parlare dei ripescaggi in B e in C. Se non cambiano le regole, se non ridurranno le squadre professionistiche e se non aumenteranno i controlli passeremo tutte le estati dietro a queste catastrofi.


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