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Editoriale

I grandi sacrifici portano a grandi risultati. Pjanic, Kovacic e Llorente: tre addii dolorosi ma necessari

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
17.06.2015 00:00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 70975 volte
© foto di Federico De Luca

Un vecchio proverbio cinese recita: "I grandi sacrifici portano a grandi risultati...". E' quanto si stanno ripetendo, più volte, Pallotta, Thohir e Agnelli, per una volta tutti sulla stessa linea. Roma, Inter e Juventus si stanno interrogando, da tempo, sulle posizioni di tre giocatori, ognuno a proprio modo, di grande importanza, ossia Pjanic, Kovacic e Llorente. Partiamo dal bosniaco. Che sia un talento sublime è risaputo, che sia l'uomo giusto per far decollare la Roma è tutto da dimostrare. Il fantasista della Roma è uno di quei giocatori che, se in giornata, ti portano in paradiso ma se, non lo sono, ti affossano. E' ancora piuttosto giovane (1990) ma non sembra aver ancora trovato il modo di trovare quella continuità di rendimento che lo renderebbe un fuoriclasse assoluto. Che fare? Fosse per me, a malincuore, lo metterei sul mercato e, davanti ad un'offerta importante, lo saluterei. Con i soldi incassati, non ci sarebbero problemi nell'accordarsi con Nainggolan e, a mio giudizio, il belga è più centrale nel progetto di calcio che ha in mente Garcia. Con il recupero (si spera) si Strootman, Pjanic sarebbe una perdita colmabile... Passiamo a Kovacic. Il popolo nerazzurro (o buona parte di esso) si sta ribellando. C'è anche un hashtag #Savekovacic, a conferma di quanto sia l'amore (e la fiducia) nei confronti del croato. Nell'ultima stagione ha trovato anche la via del gol (otto totali) ma, dati alla mano, il vero Mateo si è visto poco, anzi pochissimo. Un paio di pennellate alla Picasso e tante, troppe gare da spettatore non pagante in mezzo al campo. Va bene, è un classe 1994, ma se, come ritengo, l'Inter punta a tornare ai vertici subito e non domani, credere di poterlo fare con Kovacic al ponte di comando pare un azzardo e, onestamente, tenerlo per fare il rincalzo, uno spreco (di tempo e soldi). Dovesse fallire anche la prossima stagione, si brucerebbe completamente... Kovacic è molto quotato sul mercato... Se venduto, arriverebbero quattrini da reinvestire su un uomo di livello assoluto. Il sacrificio ci sta... Infine due parole su Llorente. Avendolo intervistato di persona e averci parlato a lungo, so bene quanto tenga alla Juventus. Difficile trovare un professionista più serio di Fernando. Mai una parola fuori posto, sempre pronto a sacrificarsi per il bene della squadra. Purtroppo, nella Juventus che hanno in mente Marotta e Allegri, uno come Llorente rischia di restare ai margini. Troppe le alternative in attacco per potersi ritagliare uno spazio importante. Con la Juventus ha imparato a vincere (quattro titoli in due anni), a 30 anni è giusto che abbia la possibilità di giocare con regolarità, che sia un titolare proprio perché merita di esserlo e, alla Juve, questa chance non l'avrà. Addio necessario... Tre giocatori diversi tra loro con uno stesso destino comune: andarsene per il proprio bene (e quello del club)..


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