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Editoriale

I foglietti di Paratici e i piani della Juve per il futuro. Tutti i retroscena sull'Inter e sulla presenza di Conte a Milano. Gennaio è finito: i nuovi padroni dell'ultimo calciomercato

Nato a Firenze nel maggio del 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Speaker di RMC Sport, è stato conduttore di Radio Sportiva, oltre che firma de La Nazione e de Il Messaggero.
03.02.2019 08:27 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 51274 volte

Il mercato è finito. Sì, è finito davvero, con una porta che sbatte nella periferia di Milano, luogo arrangiato e ben lontanto dai fasti e dal prestigio del passato delle sedi delle trattative. E' un gong con echi già futuri, perché adesso sul tavolo ci sono gli Assi, motori nuovi. Non si ripara, da oggi, si cambia del tutto.

Paratici, gli appunti e il mercato del futuro Saranno mesi dove la Juventus cercherà un nuovo Cristiano Ronaldo, come detto dallo stesso Andrea Agnelli. Uno giovane, talentuoso, un nuovo campione e immagine della squadra che verrà. Rifondare la difesa, soprattutto a livello anagrafico, è un imperativo: Matthijs de Ligt dell'Ajax è una grande idea, Josè Gimenez dell'Atletico Madrid una pista su cui Paratici lavora da mesi, Alessio Romagnoli del Milan una trattativa possibile e certamente più concreta mentre Cristian Romero è già stato bloccato per il 2020 e la Juve ha già le mani pure su Merit Demiral preso dal Sassuolo negli scorsi giorni. Nota a margine: gli appunti di mercato rinvenuti dai colleghi de Il Tempo, erano di Fabio Paratici. Spunti, nelle tasche di ogni direttore sportivo ci sono idee e obiettivi. Non è una lista definitiva, chiaro, ma certamente una bozza di futuro e quanto meno di intenzione di spesa. Sandro Tonali del Brescia piace, non poco: potrebbe essere bloccato e parcheggiato in A per un anno oppure preso in cooperazione con un altro club, per superare la concorrenza delle due milanesi. 90 per Nicolò Zaniolo e per Federico Chiesa sono intenzioni di spesa, difficilmente Roma e Fiorentina diranno sì a tali cifre anche se il rinnovo del giallorosso ancora da scrivere ne favorisce l'asta internazionale almeno a oggi. Poi ci sono i grandi sogni, uno su tutti: Kylian Mbappé del quale abbiamo già raccontato dettagli e, soprattutto, difficoltà in passato ("in un altro editoriale). Più semplice semmai Isco del Real Madrid, in rotta totale con il tecnico Solari: gli incontri con gli intermediari sono anche degli ultimi giorni. L'Inter ha provato a prendere intanto informazioni, il padre del ragazzo e il madridista aspettano però di capire chi sarà la guida futura del club. Dagli appunti non rinvenuti di Fabio Paratici: Miralem Pjanic può partire, lui come Sami Khedira. Alex Sandro ha rinnovato ma è cedibile, in cerca di far ritrovare Marcelo con Cristiano Ronaldo. E davanti via uno tra Paulo Dybala e Douglas Costa.

L'Inter: il retroscena su Conte a Milano Ha fatto scalpore la presenza di Antonio Conte nei pressi della sede dell'Inter. Che è a cinquanta metri dal Duomo, in piena zona turistica, vicino appunto a dive è stato intercettato, in Via Montenapoleone... La verità è che aveva già rilasciato interviste nella serata precedente, a Milano, ("come quella in esclusiva per queste colonne) e non solo. Peraltro Conte era in un noto ristorante del calciomercato, pieno di direttori sportivi, dove era arrivato dopo aver incontrato anche il suo manager. Non solo, c'è anche un interessante retroscena: l'ex tecnico del Chelsea è arrivato al tavolo anche la sera del 31, dopo che è terminato il calciomercato, sempre in compagnia di amici direttori sportivi, agenti e addetti ai lavori. Lì vicino avrebbe dovuto cenare, post Coppa Italia, anche la dirigenza dell'Inter, all'oscuro della presenza di Conte. Poi il ko ai rigori, Luciano Spalletti che traballa e il tavolo disdetto, ma sarebbe certo stato un caso ben più che gustoso che non si è concretizzato. Poi, al netto del retroscena, quel che è la voglia del club per il domani: Spalletti è oggi in discussione, Conte vuole garanzie tecniche sugli investimenti e sul progetto. Quella di prendere, nel caso, un club (nella fattispecie l'Inter) che non abbia vincoli e restrizioni da Fair Play Finanziario ma gli permetta finalmente di operare sul mercato seguendo i suoi sogni e i suoi obiettivi. Giuseppe Marotta sta lavorando anche per questo.

Gennaio: i nuovi padroni dell'ultimo calciomercato Gennaio è finito, andiamo in pace. Con una nuova geografia del calciomercato, di chi ha condotto gran parte delle operazioni come agente o come intermediario. La trattativa copertina di questa sessione, inspiegabilmente protatta in una lunga agonia di voci e chiacchiere, è stata quella di Krzysztof Piatek dal Genoa al Milan. La regia è stata di Gabriele Giuffrida, già protagonista nell'ultima estate con alcune mediazioni importanti (Nainggolan, Zaniolo, Laxalt, prima ancora N'Koulou, Rudiger e non solo). Quella dell'ultimo gennaio è una lista lunga e tutta di livello: perché in casa Genoa, per il dopo Piatek, ha portato subito l'erede: Antonio Sanabria. Poi è stato intermediario e ha curato le trattative per il riscatto di Emil Audero dalla Samp alla Juventus, i passaggi al Grifone di Stefano Sturaro dai bianconeri, del danese Lukas Lerager dal Bordeaux, del portiere Jandrei e non solo. Dopo lunghi incontri e trattative ha trovato la quadra per Gabriel Brazao al Parma con vista futura per l'Inter, di Dimitri Oberlin all'Empoli. L'altra trattativa sorprendente di questo mercato è stata Kevin Prince Boateng dal Sassuolo... Al Barcellona. Un'idea del gruppo P&P e di Edoardo Crnjar, con Federico Pastorello & co che hanno curato tanti affari che sono stati a lungo sulle frequenze di radiomercato. Da Valter Birsa come regalo per Rolando Maran e il suo Cagliari, dove Pastorello ha curato anche l'arrivo di Christian Oliva dal Nacional (con Crnjar), a Lucas Piazon dal Chelsea al Chievo. Per un Alex Meret rientrato a pieno regime da protagonista nel calcio italiano, c'è un Simone Scuffet che cerca fortuna in Turchia al Kasimpasa. Poi il ritorno di Sinisa Mihajlovic su una panchina, al Bologna, senza scordare Nicolas Schiappacasse al Parma dall'Atletico Madrid, Pietro Terracciano a Firenze dall'Empoli e non solo.

Un gennaio di colpi e ritorni Sono senza dubbio loro due i protagonisti di gennaio. Non sono mancate però altre trattative importanti, ritorni a sorpresa o arrivi promettenti, messe a segno da protagonisti noti o nuovi. La Fiorentina è andata subito all-in, in un gennaio dove ha fatto quel che doveva fare, con Luis Muriel, regia di Alessandro Lucci. Il Bologna pre-Mihajlovic ha preso due giocatori della scuderia di Tullio Tinti, Nicola Sansone e Roberto Soriano. Michelangelo Minieri e Silvio Pagliari hanno invece riportato in Italia Manolo Gabbiadini dal Southampton alla Sampdoria, Dario Ristori ha invece curato la mediazione di Merit Demiral al Sassuolo, di Hamed Traorè alla Fiorentina per l'estate con Antonio Imborgia. Volti nuovi, volti noti. In un gennaio che ha ridisegnato la geografia del calciomercato italiano.


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