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I risultati e le prestazioni, pareggiano tutti e vince solo una (in testa). Il campionato più incerto di sempre

I risultati e le prestazioni, pareggiano tutti e vince solo una (in testa). Il campionato più incerto di sempreTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 17 dicembre 2020 10:02Editoriale
di Luca Marchetti

Le emozioni di certo non sono mancate fino all’ultimo. E nella serata più difficile l’Inter si ritrova, unica fra le grandi, a sorridere. Anche se a sorridere probabilmente contribuisce solo il risultato e il fatto di aver avvicinato il Milan capoclassifica, ora soltanto a un punto. L’Inter soffre, resiste nel finale a un Napoli che non si abbatte nonostante l’inferiorità numerica e il gol di svantaggio. Ringrazia Handanovic, si stringe intorno a Lukaku e ai suoi 10 gol in campionato e si gode la classifica. Il successo è molto importante. Intanto l’Inter vince il suo primo scontro diretto, con questa fanno 5 vittorie consecutive. E anche se il successo è arrivato con grande sofferenza è troppo importante averlo ottenuto. Per ritrovare brillantezza ci sarà tempo, ma i nerazzurri sono lì, attaccati al Milan. E poi soprattutto mentalmente è importante aver vinto. Conte ha dimostrato di saper soffrire, ancora una volta. Di aver dato ai suoi ragazzi la mentalità del suo stesso allenatore. Vincere.
Si lecca le ferite il Napoli. Al di là dell’espulsione di Insigne che ha fatto arrabbiare anche Gattuso nel post partita, forse – almeno per un attimo – gli ha fatto perdere la dimensione della prestazione dei suoi. Partita tatticamente importante, ma soprattutto una reazione da grande squadra. Anzi gigantesca. Con furore agonistico, con un cuore grande così. Forse non con la giusta lucidità sottoporta, anche se forse stasera Handanovic avrebbe preso anche conclusioni più difficili. Il Napoli deve essere contento della prestazione. Non certo del risultato. Ma questa prestazione, da grande, potrà essere un punto da cui ripartire a testa alta, senza dubbio. Ora dovrà capire quanto rimarrà fuori Mertens, dovrà riuscire a sopperire all’assenza di Insigne che sarà certamente squalificato. Ma anche dalle sconfitte si può crescere, da partite così. In cui anche se non sono arrivati punti, hai dimostrato di non essere inferiore a nessuno.
Continua a rimanere imbattuto il Milan. Anche stasera una rimonta, con una squadra senza tanti titolari ma che non ha mai perso la rotta. Un punto difficile anche questo, anche stasera due gol (senza Ibra) ma con Kalulu e Romagna, due splendide realtà di questa stagione, forse la miglior fotografia di questo Milan. Che in campionato non ha mai perso e che ora dopo un terzo di campionato è ancora in testa alla classifica. Pioli continua a sorridere e a predicare umiltà. Deve ringraziare Donnarumma che ha salvato su Destro, ma è un Milan fresco. Di testa. E’ un Milan che senza tanti pezzi riesce a mantenere alta la qualità del gioco e delle giocate. E questo lo fanno solo le grandi squadre. Durerà fino alla fine, così? A Milanello se lo augurano. Ma alzi la mano chi prima del lockdown di Marzo si poteva immaginare questa continuità.
Chi non riesce invece a ingranare al 100% è la Juventus. Attenzione però, qui non si parla di crisi. O di pareggite. E’ vero i pareggi sono tanti (6), ma le sconfitte zero. E la differenza rispetto alla passata stagione è duplice e sottile. Intanto che la Juve prende gol (nelle ultime 9 soltanto una volta è riuscita a non subirne), quindi non basta segnare. E poi che bisogna essere più precisi. Pirlo lo ha sottolineato. La Juventus le sue occasioni, contro una bellissima Atalanta, le ha avute. Gollini è stato strepitoso, non soltanto sul rigore di CR7. Ma certe occasioni, come è successo nel caso di Chiesa, devono essere sfruttate perché – soprattutto in queste partite – sono gli episodi che fanno la differenza, che ti permettono di mandare la partita dalla tua parte. E’ una questione di dettagli, non di sostanza. E questo è un grande merito di Pirlo e della Juventus. Pirlo fa delle scelte, anche di un certo livello. Motivandole e mantenendo una linea seria e composta di fronte allo spogliatoio. Il ruolo di Dybala, quello di Kulusevski. Quello di Chiesa, quello di McKennie. Si sta disegnando la sua Juve. Non ha avuto modo di lavorare in estate, lo sta facendo in inverno. E quella pazienza – che almeno noi – abbiamo “chiesto” per tutti, a maggior ragione deve arrivare per Pirlo. Anche se alla Juve vincere è l’unica cosa che conta. Ma una volta fatta questo tipo di scelta o si modifica leggermente il motto oppure si rischia di mettere troppa aspettativa sul lavoro di Pirlo. Anche perché, vale la pena ribadirlo, quella di ieri è stata un’ottima Atalanta. Una squadra vivace, aggressiva, veloce. Che con l’ingresso del Papu ha guadagnato ancora di più. E questo sarà un argomento che oggi non trattiamo ma del quale sicuramente parleremo molto a gennaio.
Le emozioni però non finiscono qui, in un turno infrasettimanale intenso. Dalla partita dello Spezia che al 91esimo vedeva il Bologna sconfitto e che al 94esimo invece spreca un rigore (tirato da Barrow che pochi secondi prima si era inventato un eurogol). Non finiscono neanche sulla traversa della Fiorentina. E neanche sulla vittoria importantissima della Samp a Verona. E’ un campionato bellissimo. Tutti in pochi punti: ogni dettaglio può fare la differenza. Da seguire fino all’ultimo

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