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Editoriale

Ibra: il tuo e il nostro futuro. Inter: il lodo Thohir. Higuain: Parigi osserva. Napoli: isola fagocitata

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
25.07.2015 09.16 di Mauro Suma   articolo letto 114123 volte

Li vedessi, Zlatan. Si avvicinano rispettosi, quasi circospetti e poi con un soffio dell'anima: ma Ibra arriva? Li leggessi, Zlatan. Dopo aver scritto alle tv o sui social, come giusto, non ci vuole una cima per capirlo, che per il Milan le priorità sono in difesa e a centrocampo, ecco che vince l'adrenalina da tastiera: si però Ibra, ma Ibra, certo che se arriva lui...Li sentissi, Zlatan. Gli avversari. Quelli trasparenti e quelli subdoli, tutti. In radio o in tv appena si parla di te la loro salivazione rallenta, regredisce. Poi, subito dopo, il solito campionario di luoghi comuni: no ma non arriva, poi è vecchio, e poi, chiudono con sguardi finto - velenosi anzi imploranti, il Milan in attacco è già a posto, pensasse ad altro. Si, ti piacerebbe. Zlatan, è così. Ti aspettiamo e ti temono. France Football non abita qui. Anzi ben venga il benservito della Francia. Il calcio non è fatto solo di caselle e di piani. È una scintilla. Una scossa. Ed è troppo tempo che il tuo carattere, brutto, pessimo come tutti quelli che ne hanno uno, non fa sentire forti i tifosi del Milan. Dopo due anni di soggezione, il milanista ha bisogno di una cosa e solo di una cosa: gonfiare il petto. Sei stato strappato alla gente rossonera in una estate pagata cara nel tempo. Sei l'unico che può trasformare i cori in ruggiti. In fondo al tuo caratteraccio ci hai voluto bene. E il rossonero percepisce e ricambia. Stiamo sperando che tu torni. Ma proprio perché sei una cosa seria, molto seria, preferiamo non illuderci. Meglio un sano e prudente pessimismo di un grande sogno infranto. Da tempo forse in cuor tuo hai già deciso, ma ci sono ancora tanti problemi importanti che ti separano dal ruggito di San Siro. Tocca a te Zlatan. Battiti come sai anche nella partita dell'estate, nella partita del futuro. Noi, sia che vada bene sia che no, facciamo come nei primi minuti del derby del 14 Novembre 2010: siamo lì con te.

Dopo aver perso Imbula andato al Porto, dopo aver mezzo perso Salah, dopo aver perso sia il neo viola Suarez che il neo blucerchiato Zukanovic, l'Inter si avvia da netta favorita, attacco già completo e rodato, al derby di oggi. Basterà per contravvenire al lodo Thohir e trovare lo slancio per fare arrivare sia Perisic che Jovetic senza fare cessioni importanti? Al post derby l'ardua sentenza. Intanto dopo che Milan e Inter sono partite forte sul mercato, le altre le hanno raggiunte: la Roma con Salah e Dzeko quasi fatti, il Napoli con Bartra e Vrsalijko ben avviati, la Viola con Astori e Destro nel mirino dopo gli ok di Suarez e Gilberto. Milan e Inter devono tornare forti sul mercato di Agosto.

Higuain ha perso il sorriso a Bilbao un anno fa e non l'ha più ritrovato. Sarri è un maestro di vita ma non l'allegria fatta persona. Napoli ha perdonato il Pipita per il rigore contro la Lazio ma è pronta a rimetterglielo in conto. Se Higuain ritrova entusiasmo e voglia, tutto dimenticato. Ma se il campione argentino non esce dal loop psicologico negativo, la città è pronta a perdere la pazienza. Il presidente De Laurentiis non sembra essere fine psicologo sul tema e la matassa va sbrogliata. A Parigi, potrebbero iniziare a prendere informazioni.

Napoli è diventata la nuova città dell'Ischia Isolaverde (Lega Pro) e l'isola stessa è divisa in due. I tifosi duri e puri hanno deciso che finché la squadra allenata da Bitetto si allena sulla terraferma ci sarà lo sciopero degli abbonamenti e hanno chiesto un incontro alla società che ci sarà dopo il rientro dalle vacanze in Grecia del presidente Rapullino. Altri tifosi sussurrano che ad esempio Carpi e Sassuolo non giocano nella loro città e che quindi non bisogna fare casino a prescindere. Il malessere è più profondo: i tifosi dell'Ischia non si raccapezzano fra i vari Di Bello, Rapullino e Iodice. Vogliono sapere solo una cosa: che intenzioni ha Carlino? Per loro è quella l'unica cosa che conta. E a tenerli calmi non sono certo le voci sulla rescissione del contratto (1300 euro mensili!) dell'ischitanissimo portiere Mennella.


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