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La Giovane Italia
Editoriale

Ibrahimovic è pronto a rinunciare alla sua richiesta, Milan vicino! Juventus a tutto spiano: Benatia accompagnato alla porta, la Roma rischia di perdere Manolas. In alternativa, Paratici lotta con lo United per Godin

Inviato di beIN Sports, opinionista per la CNN, ogni settimana presenta la Serie A in 31 paesi stranieri
21.11.2018 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 28663 volte

La settimana scorsa avevamo raccontato a che punto fosse la trattativa tra Ibrahimovic e il Milan: lo svedese chiedeva un contratto di un anno in mezzo, un milione di € a stagione, e potersi riservare i diritti d'immagine; il Milan non ne faceva un particolare problema economico, ma non voleva concedere alcun contratto lungo, offrendo solo 6 mesi con diritto di riscatto. Ibra rispondeva che in prestito lui non andava da nessuna parte. Ma chiudevamo dicendo “le trattative continuano”.
E adesso la situazione si è sbloccata. Raiola e Ibrahimovic hanno acconsentito alla soluzione prestito di 6 mesi + riscatto annuale, con un stipendio però da 2 milioni di €. Il Milan sta valutando, nicchia in attesa di capire le dimensioni della sanzione di Nyon, ma in cuor suo sembra proprio aver già deciso, anche convinta dall’assenza per il resto della stagione di Bonaventura, che ovvio dal punto di vista tecnico-tattico non ha niente a che vedere con Zlatan, ma che al netto si tratta di una perdita di gol e assist e punti, in un campionato in cui la sfida punto a punto potrebbe significare un’altra esclusione dalla Champions.
Dunque, il matrimonio Ibrahimovic-Milan s’ha da fare, in qualche maniera. La premiata ditta Scaroni-Leonardo aspetta solo di capire i margini di manovra, ma a questo punto, è il caso di dirlo: è più probabile che Ibrahimovic torni a gennaio a vestire la maglia del Milan, piuttosto che il contrario.

Se c’è una che invece di interventi non ne avrebbe proprio bisogno, quella è la Juventus. Eppure c’è un nodo che non si scioglie, e che continua a costare caro. E’ il nodo dell’altro difensore centrale - oltre a Chiellini. Sia chiaro: quando Bonucci c’è, anche se non è ancora ai livelli di 2 anni fa comunque, rimane lui il titolare inamovibile.
Resta però il problema della prima riserva: che in verità, visto il bilancino con cui deve essere dosato Chiellini, diventa il dodicesimo. Rugani continua a non convincere, e - in attesa che infonda sicurezza - rimane la quarta scelta. E Benatia è diventato un’alternativa su cui provare a capitalizzare: l’anno scorso era stato il responsabile diretto su tutte le azioni che sono costate Supercoppa Italiana, Champions, e che stavano per costare il campionato, al punto che dopo la capocciata di Koulibaly praticamente non rivide più il campo per un bel pezzo. Quest’anno, nonostante lo stato di forma rivedibile di Bonucci, il pallone l’ha rivisto solo quando Allegri è stato proprio costretto a schierarlo. E tanto con il Cagliari quanto con il Milan, le sue sviste in area e i rigori provocati o quasi stavano costando punti alla Juve.
Serve un cambio, e di livello. E Paratici sta lavorando nella maniera che da sempre l’ha contraddistinto: il rispetto in Europa e le trattative portate avanti per tempo, per cogliere quelle occasioni a costo zero all’estero che hanno contribuito a costruire il ciclo vincente e il fatturato monstre della Juve.
E il prossimo nel mirino è Diego Godin: trattativa avviata con l’entourage del giocatore, un contratto molto importante offerto all’uruguaiano, ovvero la conferma dei 5 milioni che già guadagna all’Atletico, ma solo fino a fino stagione, quando scadrà il suo accordo.
A gennaio si potrà chiudere, anche se Godin non è ancora sicuro perché in principio sceglierebbe di rimanere all’Atletico, se solo gli fosse offerto un contratto simile.
E non è tutto, perché Paratici dovrà difendersi anche dall’assalto del Manchester United, i cui 9 milioni offerti la scorsa estate furono rifiutati dall’uruguagio, ma che è pronto a rifarsi sotto, anche se al momento gli inglesi sarebbero in svantaggio rispetto ai bianconeri.

L’opzione estera però va in parallelo con il grande sgarbo alla Roma. Infatti la Juventus lavora, e molto, su Manolas, che continua a non accordarsi per il rinnovo, e la cui clausola irrisoria da 35 milioni di € sembra la riproposizione del ratto di Pjanic di due anni fa. In un certo senso, per Paratici sarebbe quasi più difficile portarsi via il greco, in una zona in cui solitamente era Marotta a muoversi con più dimestichezza. Ma per chi ha portato Pogba, Tevez e Cristiano a Torino, non può certo essere questo il problema.
Adesso però bisogna vedere se la Roma avrà intenzione di reagire…


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