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Editoriale

Icardi giura amore eterno ed ecco la squadra per vincere. Il Milan scommette sul suo futuro, la Roma guarda in giro per le panchine, la Juve e gli attaccanti…

30.03.2017 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 23431 volte
© foto di Federico De Luca

Icardi lancia il messaggio d’amore all’Inter. Il problema del rinnovo di contratto di quest’estate sembra lontano anni luce, ora è nerazzurro a vita. E c’è da credergli, perché l’ha detto a tutto il mondo, senza filtri, rispondendo alle domande dei suoi tifosi. Vuole rimanere all’Inter, è convinto del progetto Suning e soprattutto vuole vincere con l’Inter. E per vincere l’Inter avrà bisogno di intervenire nuovamente sul mercato. Le priorità in casa nerazzurra sono note: i dirigenti nerazzurri da tempo stanno scandagliando il mercato internazionale per trovare quei profili giusti per far crescere ulteriormente la rosa a disposizione di Pioli. Sì di Pioli perché fino a prova contraria (o crollo dei risultati) con Pioli si sta parlando per costruire l’Inter del futuro. Che poi la proprietà si stia guardando anche intorno per capire come si muove il mercato degli allenatori crediamo sia normale per una società ambiziosa come quella nerazzurra, ma l’apprezzamento per l’attuale allenatore dell’Inter è sicuramente elevato.
Tornando alla squadra: servono un terzino, un attaccante esterno (e se sapesse anche fare la prima punta sarebbe anche meglio!), un centrocampista soltanto se dovesse partire uno dei giocatori al momento in rosa e un difensore centrale di altissimo profilo. Poi altri movimenti di aggiustamento secondo anche le uscite che si riusciranno a fare (magari un altro terzino e un attaccante che possa fare il vice-Icardi).
Manolas, De Vrij, Sanchez, Rodriguez, Darmian, Zappacosta, Schik, Berardi, Bernardeschi… questi sono i nomi in questo momento valutati. Con qualcuno c’è stata già più di una chiacchiera, per qualcuno è stata studiata già una strategia. Qualcun altro è soltanto (almeno al momento) un’idea. Ma vederli scritti tutti insieme dà la misura di quelli che sono i pensieri dell’Inter per la prossima campagna acquisti. Magari non riusciranno a prenderli tutti (ci mancherebbe pure!), magari ci sarà bisogno comunque di approcciare qualche giocatore con la “formula Gagliardini” (e occhio che con l’Atalanta ora c’è un ottimo feeling, tanto che Percassi ha festaggiato il compleanno del presidente Zhang in Cina!). Ma il cantiere nerazzurro è già ben impostato e le speranze di Icardi sono le stesse di Zhang, che già nel mercato estivo ha fatto capire la propria voglia di far tornare grande l’Inter, non soltanto a parole ma a fatti.
Discorso diverso in casa Milan. Intanto le nubi intorno al closing sembrano essersi dissipate (anche se per il 14 aprile dovranno essere saldate le ultime pendenze da parte di Yong Gong Li e stiamo parlando comunque di 170 milioni più i 50 di caparra). E’ cambiato però il contorno. La proprietà, anzi i capitali, non sono più cinesi. Non c’è più SES (Sino Europe Sports Investment) ma Rossoneri Sports Investment. I soldi per chiudere l’operazione arriveranno da Elliot Management Corp, un fondo di investimento americano che ha finanziato anche operazioni più complicate e “spericolate” del Milan. Poi Yong Gong Lì dovrà restituire i soldi del prestito nei prossimi due anni avendo di fatto un po’ di tempo in più per reperire quei fondi che ha sempre detto (con rassicurazioni anche a Fininvest) di avere. L’operazione è ancora più complessa del previsto (visti i nuovi passaggi) e in questo momento (almeno vista da qui) somiglia molto a una partita di poker in cui si scommette però sulle proprie abilità e potenzialità. Ora la missione del Milan è quella di rilanciarsi, perché dopo aver investito tutti questi soldi bisogna rendere la società ancora più appetibile, visto che l’obiettivo di Rossoneri Sports Investments è proprio quella di far lievitare il valore del Milan. Operazione estremamente complicata ma non impossibile. Intanto ci saranno i soldi a disposizione per effettuare delle operazioni di primissimo piano. La prima operazione da fare è quella del rinnovo di Donnarumma: la conclusione appare scontata, il percorso decisamente meno. Poi c’è da capire il discorso di Deulofeu, il rinnovo di Suso. Insomma di chi in questo momento (con l’ottimo lavoro sul campo di Montella) sta mantenendo il Milan in zona Europa. E poi i nomi per il futuro: obiettivo Keita della Lazio che non da ora piace a Massimiliano Mirabelli, futuro direttore sportivo rossonero. L’esterno della Lazio è scadenza 2018 e per il momento la trattativa del suo rinnovo è completamente bloccata. La prossima sessione di mercato potrebbe essere l’ultima per permettere a Lotito un incasso. Il sogno in mezzo al campo è Vidal, con cui ancora non sono stati presi contatti, ma che piace eccome ai nuovi dirigenti rossoneri. Così come sono stati seguiti nel corso di questi mesi tanti altri giocatori (come Musacchio e Aubameyang, tanto per citare i più “mediatici”) ma c’è da sottolineare che finora (giustamente) nessuno ha potuto stringere accordi, visto che ancora non c’è la certezza del cambio di proprietà.
C’è la certezza invece che Monchi sarà il nuovo direttore sportivo della Roma (con Massara che continuerà la sua esperienza in giallorosso). E visto che invece sul futuro di Spalletti ancora non c’è certezza è normale che si faccia un giro di orizzonte. Sampaoli, Emery e Gasperini i primi nomi che circolano dalle parti di… Londra (per il momento più che Trigoria, visto che lì è avvenuto qualche giorno fa l’incontro decisivo). Pallotta in primis, spera rimanga Spalletti ancora che ha dimostrato di poter tirar fuori il massimo da un gruppo di sicura qualità anche in un ambiente complicato come Roma. E vorrebbe convincerlo con qualche colpo di mercato, per fargli capire che le intenzioni sono serie.
Un’ultima considerazione sulla Juventus. Giustamente incensata per il grandissimo lavoro che è stato fatto in questi anni in fase di mercato e programmazione. Ma che la coperta in attacco fosse un po’ corta lo dicevamo anche ad agosto, ma Allegri allora non aveva ancora deciso di cambiare il sistema di gioco. Ora con i 4 tutti in campo Pjaca era la prima (e unica) alternativa agli attaccanti. La soluzione saprà certamente trovarla l’allenatore bianconero, oppure ci sarà un po’ più di spazio per Kean, il primo 2000 a giocare in serie A…


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