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SONDAGGIO
Calciomercato chiuso: quale big s'è mossa meglio?
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La Giovane Italia
Editoriale

Il bilancio dei colpi a segno e dei sogni falliti di tutte le grandi di Serie A. I nuovi e vecchi protagonisti del mercato e delle mediazioni e qualche consiglio (non richiesto) sull'asta del Fantacalcio

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista di Firenzeviola.it e voce di TMW Radio.
03.09.2017 07:30 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 38344 volte
© foto di Image Sport

Prova una strana sensazione chi segue e braccia le trattative, dalla prima sabbia all'ultima spiaggia, in questi giorni. Smarrimento ma sollievo. Sospiro ma respiro. Il telefono si raffredda, ci si siede tranquilli per commentare e riflettere su quel che è stato, quel che poteva essere. Si tracciano linee e bilanci, per vedere quali poi resteranno rette, quali cadranno in picchiata, se i bianchi e i neri rimarranno arcobaleni o se nei cieli d'Italia s'insinueranno ora altri colori. E' stato un mercato strano. Estenuante. Infinito. Emozionante. E' stato il mercato dell'Italia che rialza la testa e riapre il portafogli. L'anno della Rivoluzione Milanista, della forzata spending review dell'Inter ma di un mercato che alla fine, nonostante tanti rimpianti e qualche fallimento, è stato funzionale per Spalletti. E' stato l'anno vintage del Napoli, dove nulla cambi perché tutto migliori. E' stata l'estate di una Juventus che vive di un'eterna e dorata coperta di Linus. Dalla trequarti scarna ma difesa impenetrabile ai dubbi sulla retroguardia e al contempo l'abbondanza di frecce all'arco di Allegri. Lotito ha fatto il Lotito, i Della Valle hanno spento i rubinetti e costretto Corvino alla rivoluzione. Il Torino ha tenuto duro contro cronache e previsioni, mantenendo la cresta alta e rinforzando la rosa di un Mihajlovic ora al vero grande esame di carriera.

Il bilancio globale: nessun vincitore, nessuno sconfitto E' stata l'estate dei certificati, del dopo Totti, del caso Schick, di quello Spinazzola, di Keita, dei milioni di Neymar, di un Barcellona senza una bussola, di un Real Madrid che sorride beffardo. E' stata ancora l'estate di Mourinho che spende e spande, di un Conte insoddisfatto e di un Guardiola che compra ogni terzino disponibile. E' stata un'estate nuova. Di bilanci e pagelloni se ne leggono a bizzeffe ma la realtà è che in questo mercato non c'è stato nessun vincitore. Tutti hanno fallito qualcosa, hanno mancato almeno un obiettivo ritenuto fondamentale. Tutti hanno sbagliato un dettaglio, nessuno si merita la lode ma, altresì, non c'è neanche un club che abbia combinato disastri e sfraceli, facendo andare in picchiata le quotazioni del suo club.

La Juventus e la coperta di Linus La Juventus ha venduto Bonucci, perché la storia ha raccontato che cercava altri stimoli, dopo aver chiuso anzitempo la sua avventura torinese. La realtà è che dietro questa Juventus è più debole, se considerata anche la cessione di Dani Alves. In mezzo però la quantità si è alzata, con Matuidi, davanti neanche a sottolinearlo. Però la cessione di Bonucci può pesare e in fondo, seppur per opportunità più che per necessità, la Vecchia Signora è inciampata nella rincorsa a Schick e Keita.

Il Napoli e qualcosa che manca Il Napoli è rimasto tale e quale. Senza cambiare, immutato. Resistendo a tanti assalti e questo va certamente a merito di De Laurentiis e Giuntoli. Che però non hanno saputo risolvere l'arcano Reina, terminato con una permanenza che stante la caccia a un altro estremo difensore forse non era l'esito sperato. Dietro serviva qualcosa e l'operazione Inglese ha un rischio: rischia di ripetersi il caso Pavoletti, con una forte minusvalenza per il futuro, anche se l'idea di inserirlo nell'affare Berardi o Chiesa può essere vincente.

L'Inter e i troppi sogni mancati Il paradosso dell'Inter è che, pur fallendo tanti obiettivi, ha fatto un mercato totalmente funzionale alle idee di gioco di Spalletti. Però la caccia a Nainggolan, a Vidal, a Schick e Keita è fallita, senza pochi giri di parole. Dietro non è arrivato nessuno e la coperta è cortissima e il contratto di Perisic è ancora da rinnovare, inoltre è rimasto in rosa un giocatore deluxe che era proposto a mezza Europa come Brozovic. La rosa davanti, anche lì, è corta. Servirà il tocco dell'allenatore, per superare le pecche di un mercato che comunque è stato funzionale e intelligente.

Il Milan e una rivoluzione senza stella davanti Alla fine della fiera, la vera stella d'attacco del Milan è sempre Suso. Sì, quello preso da Galliani e Maiorino, quello che ora è diventato un top player internazionale. Oltre 70 i milioni spesi per Silva e Kalinic, cifra che però non va a portare il Milan ai livelli delle migliori almeno davanti. Certo, ragioniamo sulla carta e Montella ha le qualità per sovvertire i pronostici. Bonucci è colpo da novanta, il rinnovo di Donnarumma gestito però non al meglio sia in fase di mercato che mediaticamente. Però c'è la volontà di far tanto di buono e i nomi arrivati lo dimostrano. Anche qui, due facce di un mercato che non è da lode ma anche oltre la sufficienza.

La Roma e i tanti dubbi sul futuro Sono partiti Rudiger e Salah. Under, Defrel e Schick basteranno per sopperire alla partenza dell'egiziano? Dietro pure Manolas avrebbe pensato all'addio e, forse, quel che è arrivato non va a pareggiare quel che è partito. Però Monchi e Pallotta sono stati bravissimi a trattenere Manolas e Strootman, a prendere Pellegrini, a conquistare Schick e far cambiare sponda del Tevere a Kolarov. Basterà per il titolo?

La rivoluzione fiorentina La Fiorentina ha perso quasi tutte le sue stelle e ora avrà bisogno di tempo che la piazza non ha intenzione di concederle dopo un anno di sofferenze. Le idee per un futuro roseo ci sono. E' il presente quello ricco di dubbi ma non può essere altrimenti se Corvino ha dovuto attendere le cessioni per comprare, visto che la famiglia Della Valle ha deciso di chiudere i rubinetti.

L'Atalanta e il caso Spinazzola Dicono i saggi che, a volte, bisogna saper pure pareggiare. Non perdere, magari, perché i milioni sarebbero arrivati comunque in cassa. Però la Juventus ha da lungo tempo supportato la Dea anche nel tempo dei prestiti dell'esterno, ha recentemente prestato Orsolini e si aspettava più elasticità dalla dirigenza di un club che forse si è specchiato troppo nei suoi splendidi successi per mollare Spinazzola. I contratti danno ragione all'Atalanta, per carità, ma la volontà del giocatore era chiara e la dirigenza ha dimostrato di saper sopperire anche alle partenze più dure. Castagne per Conti, Mancini e Palomino per il dopo Caldara, Freuler già erede di Kessie. Il rinnovo della stella Gomez. Strana, forse sbagliata, la gestione di Spinazzola, perché Sartori e Percassi, col loro team, avrebbero potuto tranquillamente trovare il sostituto lasciando il ragazzo libero di prendere il volo a Torino.

Lotito fa il Lotito Claudio Lotito ha fatto il Lotito. Ok, alla fine ha vinto su Keita, prendendo Nani come stella per l'attacco. Però la qualità globale della rosa non è aumentata. Lucas per Biglia è un minus, il pregio è semmai aver trattenuto stelle come De Vrij e Milinkovic-Savic. Senza spendere ma incassando. Con uno stratega dal futuro roseo come Inzaghi come garanzia in panchina. Promossi anche loro ma senza voli pindarici.

I nuovi Re del mercato E' stato sempre più il mercato dei procuratori. Protagonisti, al centro non solo della gestione dei calciatori ma anche delle intermediazioni. Il mercato cambia e anche gli agenti si reinventano. Chi ha mosso, in Italia, più capitali e calciatori di spessore è stato Alessandro Lucci: l'ultima operazione è stata la mediazione tra club di Zappacosta al Chelsea dal Torino. La copertina è per Bonucci dalla Juventus al Milan ma pure il colpo più costoso della storia del Siviglia, ovvero Muriel, ma anche Vecino a 24 milioni da Fiorentina a Inter, Bertolacci al Genoa, il prossimo rinnovo di Suso col Milan, Murru alla Samp e non soltanto. Un altro, che ha mosso tanto da intermediario, è stato Gabriele Giuffrida. Uno che si muove da sempre nell'ombra ma che è stato agente o intermediario di tante trattative: Rudiger al Chelsea, per esempio ma anche Skriniar e Colidio all'Inter. Rincon e N'Koulou al Torino, Zukanovic al Genoa, Palacio al Bologna e Kownacki alla Samp per oltre 100 milioni di spesa per i club. Che dire, di Mino Raiola, da sempre, costantemente, tra gli uomini copertina del mercato mondiale: Matuidi alla Juventus, Niang al Torino, Kean al Verona, Kishna via dalla Lazio, Lukaku allo United, il rinnovo di Donnarumma, il ritorno di Ibrahimovic a Manchester, El Kaddouri in Grecia, Moreno alla Roma, Tete al Lione, la procura di Verratti e la prossima di Insigne più i sussurri sul fatto che possa diventare il nuovo procuratore di Mourinho. Ce ne scordiamo qualcuno? Sicuramente, perché i giocatori che muove l'agente e intermediario sono innumerevoli. Da vero Re del mercato internazionale. Impossibile, poi, non citare anche Giovanni Branchini, tra i leader del settore da tantissimi anni. Douglas Costa è stata la ciliegina sulla torta ma pure la mediazione di Joao Cancelo, il trasferimento di Pavoletti a Cagliari, quello di De Sciglio alla Juventus, Poli al Bologna e Sirigu al Torino giusto per citarne alcuni, dimostrano che è sempre nell'Olimpo del mercato italiano e non soltanto.

I consigli non richiesti per il Fantacalcio Diffidate da chi scrive. Perché al Fantacalcio mai vinto praticamente niente ma voi che vivete di notti insonni prima dell'asta, magari potete prendere qualche appunto. O fare l'esatto contrario. Nove nomi a sorpresa su cui puntare in questa stagione, magari tra quelli meno noti, tre per ruolo. In difesa: Skriniar dell'Inter perché ha forte considerazione da parte di Spalletti e perché dovrebbe teoricamente giocare praticamente sempre. N'Koulou del Torino perché alla prima ha stupito e può finalmente blindare una retroguardia che la scorsa stagione ha fatto acqua. Poi Zukanovic del Genoa, perché su piazzato ha piede educato e rischia di giocarle tante in quest'annata. In mediana: Lazzari della Spal deve essere un must perché può essere tra le rivelazioni del campionato. Joao Mario dell'Inter: con Spalletti, se trova continuità, rischia di diventare un Nainggolan sulla trequarti. Infine Birsa, altra garanzia fantacalcistica in casa Chievo (Joao Pedro del Cagliari come alternativa). Davanti, al di là dei soliti noti, Falcinelli sarà titolarissimo a Sassuolo, Quagliarella promette scintille in questa stagione alla Sampdoria e, se fate leghe in tanti, perché non azzardare anche Kean che a Verona cercherà di soffiare il posto a Cerci?


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