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Editoriale

Il derby delle ultime volte e una preghiera a Inter e Milan. L'eredità di Galliani-Maiorino e la forza di Ausilio. Il mercato della Roma in anteprima, i baby nel mirino del Milan e le idee 'italiane' della Juventus

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista di Firenzeviola.it e voce di TMW Radio.
20.11.2016 08:05 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 32288 volte
© foto di Image Sport

Francesco Guccini, nella sua Ultima Thule, ha scavato nella memoria. Cercando nel profondo dei suoi pensieri, delle sue ultime volte. Un giorno, lo faremo anche noi. E ricorderemo con amarezza, la gloria dei derby romantici. Di quelle sfide dove Massimo Moratti esultava festante, dove si sistemava gli occhiali o dove col tono basso rimpiangeva le occasioni perdute. Di quelle gare dove Adriano Galliani, cravatta gialla e sguardo fuori dalle orbite, gridava al vento la sua gioia. Dei discorsi pre-gara di Silvio Berlusconi, dell'elicottero che atterra a Milanello, degli uffici della Saras e dell'ironia di Peppino Prisco. E' vero, il mondo va avanti e il football con lui. La lacrima per Upton Park che non c'è più fa solo da corredo allo sguardo stupito per l'Olympic Park. Nostalgici d'Inghilterra per sempre rimpiangeranno lo stadio delle bolle di sapone del West Ham, ma il progresso è questo. Viaggiare nel futuro, aprire le frontiere. Milan e Inter l'hanno fatto e per questo, tra qualche anno, ricorderemo il derby di stanotte con una punta di malinconia. Il primo vero della proprietà cinese dell'Inter da anno già iniziato, l'ultimo di Silvio Berlusconi. Il Triplete, Van Basten, Ronaldo e la finale di Istanbul. Gioie. Dolori. Lacrime. E' l'ultima volta, per quei ricordi freschi, poi faranno solo parte del passato.

Per questo, il Derby di stasera, dev'essere accompagnato da una preghiera. Lo rendano indimenticabile. Icardi, Bacca, Donnarumma, Handanovic, Pioli e Montella. Rendano il Derby di Milano quello d'un tempo. E' una partita che s'è trascinata con sè giorni d'attesa e cuori che aumentano i propri battiti. Mancava tanto all'Italia una partita così, da troppo tempo. Milan-Inter è sfida dove le dirigenze, passate, presenti e già future, non sono mai state esenti da critiche. Galliani e Maiorino, negli alti e bassi degli ultimi anni, hanno però rilanciato insieme a Bianchessi e Galli, il settore giovanile. Hanno scoperto talenti, portato in prima squadra Donnarumma e Locatelli. Se dev'essere l'eredità postuma, tanto di cappello. Dall'altra parte Ausilio. Che è stato criticato, attaccato, nel mirino. Ma che ha sempre avuto una grande, grandissima forza. Quella di metterci la faccia, nel bene e nel male. Senza paura di dire quel che pensa, senza paura di difendere le proprie idee, costretto anche a proteggere quelle altrui. Pioli è una sua volontà, vedremo se il campo gli darà ragione ma il segnale di una fiducia comunque intatta da parte di Suning (ma il rinnovo non è ancora stato firmato e... Sicuri che arriverà?) è importante.

Qualche strategia di mercato che, pian piano, abbiamo iniziato a scoprire e svelare su queste colonne e ora su queste righe. La Roma, in primis. Due gli obiettivi dei giallorossi: il sostituto di Salah, impegnato in Coppa d'Africa, arriverà. Però la dirigenza, ora guidata dal giovane e ambizioso Massara (garantisco: l'anti personaggio per eccellenza ma serio e tosto lavoratore), non vuole investire. Magari un prestito, un esubero. L'identikit? Se l'Inter facesse partire Eder... O se il Sassuolo, magari, cedesse in prestito con obbligo estivo Defrel... Poi un centrocampista, una mezzala. Uno dinamico, possibilmente giovane ma già pronto e di qualità. Non facile da trovare ma Massara & co sono al lavoro.

Nonostante le smentite, l'Inter per l'estate sta cercando di bloccare Lindelof del Benfica. Il Milan, invece, dopo Bernardeschi della Fiorentina, va su Pellegrini del Sassuolo. Occhio, nelle prossime settimane, dopo il closing, Fassone e Mirabelli potrebbero andare direttamente all'assalto dei due giocatori. La Juventus cerca sempre il centrocampista. Lo Zenit non ha (ancora) intenzione di liberare Witsel: prima la garanzia Champions poi l'addio, perché i mancati introiti sarebbero superiori all'incasso da Torino. E la Juve che fa? Intanto gira tutta Europa a visionare i migliori talenti con quello che, di fatto, è il compartimento scouting meglio organizzato e gestito del Belpaese (no, non Tielemans: il giocatore dell'Anderlecht non interessa) ma tiene d'occhio anche quelli italiani come Kessie dell'Atalanta e Bruno Fernandes della Sampdoria. Pillola in curiosità sull'Udinese: i friulani stanno visionando con forte interesse il giovanissimo Haksabanovic dell'HBK e puntano pure Beghetto della Spal per il futuro. Chissà se davvero le strategie saranno rispettate. O sarà ancora come L'Ultima Volta. E come quella prima ancora. Dove i piani vengono sbaragliati dai milioni dell'est. E dove tocca rifare tutto da capo. Ricordando quel passato che non c'è più.


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