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La Giovane Italia
Editoriale

Il mercato delle clausole, dei parametri zero (e delle idee)

01.03.2018 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 17576 volte
© foto di Federico De Luca

Una volta nel mercato le clausole servivano solo per blindare i tuoi talenti. Ora sono diventate uno strumento di trattativa, già in fase di acquisto (o di rinnovo). Una volta per trovare un parametro zero dovevi fare una guerra di nervi che non finiva più, e difficilmente trovavi proprio quel giocatore che faceva per te. Poi il mercato è cambiato. E' cambiata la disponibilità economica delle squadre italiane, è cambiata l'utilizzo proprio dello strumento della clausola. E' cambiato anche a livello culturale il "parametro zero".
Dalla prima clausola pagata, che non si sapeva neanche se valeva o meno, sono passati 20 anni e mezzo. Era Ronaldo all'Inter il primo vero grande giocatore trasferito senza dover trattare con la squadra che ne deteneva il cartellino. 48 miliardi di lire che sono diventati 222 milioni di euro la scorsa estate. Ma in mezzo in tanti hanno utilizzato le clausole, e tanti ne utilizzeranno...
Prendiamo l'ultimo acquisto con clausola, o quasi. Sempre dell'Inter. Lautaro Martinez arriverà in nerazzurro grazie a una clausola. E' vero: l'effetto asta c'è stato comunque, e i nerazzurri alla fine pagheranno quasi 20 milioni di euro (al lordo) per questa operazione. Ma tutto parte dalla possibilità di poter trattare partendo da una base certa: erano 7,5 i milioni della prima clausola dell'attaccante argentino che adesso sta facendo sognare i suoi futuri tifosi (ancora una tripletta l'altra notte...). Ma è sempre una clausola che tiene in apprensione i tifosi nerazzurri: i 110 milioni di Icardi, validi solo per l'estero... Cosa succederà? Ci sarà qualcuno pronto a pagarla, e magari nel frattempo già sta parlando con il suo entourage. Oppure ci sarà il rinnovo di contratto che comporterà anche un eventuale ritocco al prezzo del capitano nerazzurro? Molto dipenderà non solo dalla capacità di spesa dell'eventuale acquirente (i grandi club hanno questa disponibilità economica) ma soprattutto dalla stagione dell'Inter. L'ennesimo fallimento alla Champions, al di là delle entrate, sarà psicologicamente dirimente. Un conto è giocarla, per Icardi, un conto guardarla. Ecco perché bisognerà aspettare e capire anche come eventualmente potrebbe muoversi il grande valzer delle prime punte la prossima estate. E così anche in corso Vittorio Emanuele giocano di conseguenza. Ma nel frattempo, per esempio, la prima clausola di Martinez è già superiore a quella di Maurito.
Della clausola di Donnarumma, giusto per passare dall'altra parte di Milano, quanto ne abbiamo parlato? Depositata, non depositata, una per la Champions, una senza. E' stata anche oggetto di processo mediatico (l'ennesimo intorno al portierone rossonero), ma se ne è discusso eccome all'interno del rinnovo (tormentato) di contratto insieme a Raiola. Ora ci siamo chiesti per molto tempo se fosse un vantaggio o meno... Tutto è relativo, tutto dipende dal prezzo.
In alcuni casi è vista come una via d'uscita, in alcuni casi come una prigione. Ma averla ti "regala" comunque la possibilità di arrivare a quel livello e poi trovare che qualcuno ti prenda. Mertens, ne ha voluta una, valida soprattutto per la Cina, per poter cogliere quell'opportunità se e quando ne avrà voglia. E ora il Napoli si è accorto che potrebbe anche migliorarla (sempre che Dries sia d'accordo). Ma la vera clausola che preoccupa il Napoli è quella di Sarri. Blindato, due anni e mezzo fa, con 8milioni. Oggi se dall'Inghilterra dovessero decidere di prendere il "Maestro" non guarderebbero certo a questo tipo di spesa: sarebbe un onere accessorio. E visto che ora Sarri (giustamente) non vuole distrarsi con considerazioni di mercato, il tempo non potrebbe giocare a favore, in caso di attacchi improvvisi da parte di club (Chelsea?) con grande disponibilità economica.
La Juventus fa largo uso di clausole. La prossima? Quella di Pellegrini: giocatore già sondato in diverse occasioni, considerato un potenziale titolare della Nazionale Italiana che per 25 milioni di euro potrebbe passare in bianconero già la prossima stagione. E - curiosamente - la Juventus nonostante con le clausole faccia mercato (Pjanic, Higuain su tutti) non ne mette. Non c'è neanche un giocatore della Juventus con il cartellino del prezzo addosso.
Chi poteva averla era De Vrij: si diceva che avrebbe firmato il rinnovo contrattuale ma con una clausola relativamente bassa per eventualmente potersi liberare. Sarebbe stato un gesto quasi unico nel calcio, non lo è stato. Niente rinnovo, niente clausola. Parametro zero. E qui parte un altro mercato. Inter interessatissima, Juve più defilata, all'estero sembra soprattutto il Barcellona. Ma contrariamente a quanto succedeva anche fino a poco tempo fa, De Vrij continua a giocare (con grandissimo rendimento) senza alcun problema anche in una società che finora questo tipo di situazioni non le aveva mai gradite. Lo stesso si può dire per Asamoah (anche qui Inter, senza escludere a priori un rinnovo per la Juve o un ritorno di fiamma delle turche), oppure per Reina che è noto essere un giocatore che interessi al Milan, a scadenza contratto. Tutti titolari o quasi nelle loro squadre. Come Emre Can, obiettivo dichiarato della Juventus, che però ancora non ha firmato. E questo è il problema: finché non firma non sai. E così la Juve (che con i parametri zero e le clausole ha costruito buona parte della sua squadra in questi anni) è un po' in apprensione. E fra i potenziali parametri zero c'è anche Badelj, che piace moltissimo al Milan, c'è Strinic che con il Milan già sta parlando, c'è anche un certo Zlatan Ibrahimovic che potrebbe lasciare il Manchester. C'è Criscito corteggiato in Italia anche dal Genoa. E non è chiaro se ci sia o meno anche Balotelli visto che da Nizza c'è un silenzio particolare sulla durata del contratto di Mario: un anno senza opzioni (come si ritiene) oppure no...
Dicevamo del valore della clausola: prigione o opportunità. Provate a dirlo a Belotti se i 110 milioni ora pesano meno, in una stagione in cui non è riuscito a ripetere quello che aveva fatto lo scorso anno, complice l'infortunio. Ma anche per le società vale la stessa domanda. Ora devi saper prevedere il futuro, quando prendi il giocatore, e capire che margini abbia. Perché le clausole portoghesi che sparavano cifre a caso non si utilizzano più. Per esempio: chi avrebbe pronosticato un exploit del genere per Milinkovic Savic? La Lazio forse un'idea ce l'aveva visto che ha voluto saldare il Genk che aveva percentuale di futura rivendita. Ma ora non si accontenterebbe - forse - neanche di un assegno a tripla cifra.
Ecco perché clausole o parametri zero, le buone idee sono sempre quelle che poi portano a fare la differenza, soprattutto nel mercato.


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