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La Giovane Italia
Editoriale

Il Milan non può sostituire Giampaolo nemmeno se volesse: eppure Maldini e Boban gli hanno detto… Conte non ferma la sua rivoluzione: tremano le stanze dell’Inter

25.09.2019 13:41 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 81091 volte

La caduta senza paracadute nel derby ha avvelenato i pozzi del Milan. In verità la sconfitta faceva anche parte dell’ordine delle cose, ma quello che ha smontato fuori e dentro la società è che sia arrivata in modo così inerme. Forse mai negli ultimi 30 anni si era vista l’Inter chiudere la stracittadina in maniera così placida: l’unico paragone possibile è un 3-0 del 97-98, la miglior Inter di Ronaldo contro il Milan di Capello e degli olandesi sbagliati che arrivò al decimo posto.
E poi la confusione tattica, e nelle scelte, e nel piano generale. Al punto che in molti dietro le quinte cominciano a chiedersi e a chiedere se abbia una data di scadenza l’avventura di Giampaolo.
Beh, per quanto possa essere complicata la situazione, non avrebbe molto senso operare una sostituzione (per metterci chi poi? Pioli? Gli Allegri non verrebbero di certo, forse nemmeno gli Spalletti): si tratterebbe di un ulteriore costo non sostenibile, e poi si andrebbe a ricominciare da zero qualcosa che già fa fatica ad arrivare al livello due nonostante il paio di mesi di lavoro svolto.
Ma soprattutto, non c’è minimamente nessun input in quel senso da Gazidis e dalla proprietà, dunque non compete nemmeno al ticket Maldini/Boban prendere quella decisione.
Anche perché il problema al momento è un altro: il sistema, il trequartista che non c’è e che non è mai arrivato, e una disposizione su cui Giampaolo vuole insistere. L’allenatore va avanti per la sua strada, la coppia di dirigenti illustri non gli crea certo problemi, eppure l’ha invitato caldamente a considerare il cambio in un tridente più congeniale alle caratteristiche dei giocatori. Eppure finora Giampaolo ha voluto continuare in quel senso. Il derby sarà stato il capolinea di quel sistema?

Sulla sponda nerazzurra c’è invece chi si augura che presto venga il capolinea di altri elementi. Si tratta di Antonio Conte, che si è conservato in tasca quanto successo dopo Inter-Slavia Praga, con la baruffa Lukaku-Brozovic spifferata alla stampa. Non farà una guerra spietata Andonio, ma ha deciso di concerto con Marotta una bonifica inesorabile, stile lavoro di intelligence. Nessuna caccia alle streghe agli eventuali giocatori colpevoli del troppo chiacchierare, invece progettato un repulisti a lungo termine nelle stanze della società per evitare che queste situazioni possano tornare a verificarsi, o quantomeno per migliorare la capacità di contenimento di queste crisi. E’ una sorta di rivoluzione all’Inter, molto sottotraccia, perché in verità si tratta di un problema atavico. Ma l’intesa tra mister e amministratore è così totale che entrambi si sono trovati d’accordo nell’attuare una rivoluzione di velluto, per estromettere alla lunga elementi deleteri al lavoro di squadra. Una operazione che potrebbe essere anche più difficile del tenere la testa della classifica…


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