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Editoriale

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona!

20.09.2017 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 14022 volte

L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi che avrà fatto luccicare gli occhi al CT Ventura (presente allo stadio Dall’Ara). Tuttavia, nella ripresa, il carattere dell’Inter è venuto fuori. Il gioco non è ancora fluido ma, a livello caratteriale, la nuova creatura di Mister Luciano dà sensazioni positive. Un anno fa, l’Inter avrebbe perso a Bologna, oggi esce con un punto prezioso. Con il solo carattere, difficilmente si può arrivare in Champions League ma, quando arriverà anche il gioco, ecco che la Beneamata cambierà pelle e volto. Spalletti sa bene cosa fare, ha le idee chiare. Ha solo bisogno di tempo per trovare l’assetto giusto. Joao Mario o Eder? Brozovic deve avere più spazio? Gli esterni chi saranno? Gagliardini è un titolare? Tanti quesiti. Per fortuna c’è una certezza: Mauro Icardi. Anche quando tocca una manciata di palloni, l’argentino è sempre decisivo. Meglio pelato che biondo, meglio servirlo il più possibile, meglio blindarlo a vita…
Passiamo all’altra milanese… Ho incontrato il baby Cutrone alla presentazione delle Adrenalyn XL 2017-18 Panini. Semplice, vero, diretto... Emozionato, ha risposto ad ogni domanda con il sorriso, sfoggiando la sua bellissima freschezza, la stessa che sta mostrando in campo. Il Diavolo ha un diamante grezzo tra le mani, un ragazzo che ha in mente solo il calcio… “Dare una mano alla Primavera? No, non ci penso più alla Primavera”, ha ribattuto a chi gli ricordava che, vista l’età, potrebbe anche “fare un passo indietro”. No, nessun passo indietro. In un calcio italiano dove c’è grande bisogno di facce nuove, quella pulita del baby Cutrone è una manna dal cielo, sia per il Milan che per la Nazionale. Ben vengano giovani come Patrick… Nessun prestito a gennaio, è già pronto per il Milan, soprattutto adesso che è diventato anche una figurina Panini… I giovani, quelli bravi, vanno fatti giocare, anche nelle grandi squadre…
Benissimo Cutrone, tutto da scoprire Schick. Purtroppo, per l’altro Patrik (senza la “c”) il momento non è straordinario. Un altro infortunio muscolare, l’ennesimo in questo turbolento inizio di avventura in maglia giallorossa. I maligni dicono che la Juventus ha fatto un affare a non prenderlo, bollandolo “come rotto”. Personalmente non voglio crederci. Si sa, in questo calcio congestionato di impegni, può capitare di attraversare un periodo negativo. Diamogli tempo, è un ragazzo, va sostenuto… Certo, Di Francesco sperava di averlo già a disposizione ma, ne sono certo, prima o poi sboccerà anche il Patrik ceco…
Una battuta anche su Sarri Potter. Sapete che lo venero come allenatore. Un maestro del gioco ma, Signor Sarri, basta con questi silenzi stampa pre e, a volte, post partita. Il calcio è anche comunicazione, fa parte del gioco delle parti (le TV spendono tanto anche per avere le parole dei protagonisti). Che sia una sorta di scaramanzia? Signor Sarri, stia tranquillo: il suo Napoli è talmente forte che vincerebbe anche se lei parlasse di più… Non mi diventi come Bielsa…
Ora vi racconto del mio “viaggio” all’interno del mondo Sporting Lisbona, anzi, come mi ha insegnato Miguel Cardoso, valente addetto stampa del club, dello Sporting Club de Portugal perché “… lo Sporting non è la squadra di Lisbona ma di tutto il Portogallo”. Sono stato allo stadio Alvalade (bellissimo) per Sporting-Tondela (2-0, in rete anche l’ex sampdoriano Bruno Fernandes). Bene, ad inizio secondo tempo, lo speaker dell’impianto ha urlato: “Oggi siamo 40 mila, 400 e una persona. Quella persona è Cristiano Ronaldo”. Sì, a vedere lo Sporting, c’era anche CR7 (in compagnia di Giorgina). Era la prima volta che tornava a vedere, dal vivo, la squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta (nel museo del club sono numerose le memorabilia dedicate al fenomeno del Real Madrid). Incredibile la reazione del pubblico presente alla notizia della presenza di CR7 allo stadio. Un boato da brividi, surreale, sincero, passionale… La conferma di come Cristiano Ronaldo, a Lisbona (così come in tutto il Portogallo), sia Sua Maestà. Straordinario il commento di un collega portoghese seduto al mio fianco: “Posso andarmene anche a casa, domani a nessuno interesserà della partita. Tutti parleranno del ritorno a Lisbona di CR7”. Aveva ragione…


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