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Inter da scudetto: presi Eriksen, Young, Giroud e Spinazzola. Vidal in attesa. Milan, Under per Suso. Rrahmani del Napoli. Gasperini, clamoroso autogolTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 17 gennaio 2020 00:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Inter da scudetto: presi Eriksen, Young, Giroud e Spinazzola. Vidal in attesa. Milan, Under per Suso. Rrahmani del Napoli. Gasperini, clamoroso autogol

Presi Young, Giroud e Spinazzola, praticamente fatta per Eriksen: è il grande giorno dell’Inter. E se qualcuno poteva avere ancora qualche dubbio, Marotta e Ausilio li hanno spazzati via tutti: i nerazzurri vogliono lo scudetto. La strategia già chiara da qualche settimana sta diventando realtà, s’è capito che la Juve è raggiungibile immettendo subito qualità e quantità ad alto livello (Eriksen), esperienza internazionale (Giroud e Young) e rafforzando le alternative (Spinazzola).

Conte aveva ragione ed è stato accontentato, ora con il danese del Tottenham ha un grande giocatore in mezzo al campo, le fasce che erano state il vero problema, sono state rinforzate e Lukaku ha una alternativa. Resta in ballo Vidal, c’è da capire come lo considera il nuovo allenatore del Barcellona e come si porrà lui, ma l’Inter non molla neppure questa pista.

Ieri è stata una giornata convulsa. Cominciamo da Eriksen. Non possiamo ancora dire che è già un giocatore nerazzurro, ma siamo ai dettagli. Ieri c’è stato un vertice a Milano fra il manager del danese, Martin Schoots, e l’Inter per mettere a fuoco tutti i dettagli dell’operazione. Si è lavorato su due fronti, il contratto di Eriksen e l’accordo con il Tottenham. Con il giocatore l’intesa in pratica c’era già, dalla base di nove milioni l’anno fino al 2024, si è lavorato sui vari bonus che in sostanza dovrebbero portare il contratto a circa dieci milioni. Schoots si è fatto carico anche di lavorare per arrivare in tempi rapidi ad avere anche all’ok del Tottenham. Mercoledì a Londra le parti si erano lasciate con gli inglesi arroccati a 20 milioni di indennizzo per liberare il ragazzo a gennaio, l’Inter che non si voleva muovere da quindici. Non potevano essere cinque milioni a far saltare un’intesa che fa felici tutti. Ieri Zhang ha allargato la borsa, si lavora sui 17,5 milioni e il Tottenham ha capito che a questo punto conviene accettare. Fra l’altro, secondo fonti inglesi, il giocatore ha già avuto l’ok all’addio di Mourinho che sa perfettamente quanto sia inutile trattenere qualcuno controvoglia. Eriksen ha già la testa all’Inter, la strada è segnata. L’ufficialità dovrebbe arrivare nelle prossime ore. A sancire il tutto ieri sera una cena fra Marotta e Schoots.

Tutto fatto invece per Ashley Young. Al Manchester andrà un indennizzo di un paio di milioni con qualche bonus. L’esterno sinistro inglese dopo nove anni a Manchester vuole un’esperienza italiana di fine carriera e i Reds lo hanno accontentato. Chi pensava che l’arrivo di Spinazzola fosse l’addio a Young sbagliava. Conte vuole alternative per un ruolo molto dispendioso, a sinistra l’infortunio di Asamoah aveva aperto la crisi per la presenza del solo Biraghi che ha mostrato i suoi limiti. Ora c’è Young e pure Spinazzola che è destro, ma le cose migliori le ha fatte giocando a sinistra con l’Atalanta. Comunque Spinazzola è un jolly di fascia da alternare anche a destra a Candreva e D’Ambrosio. Sarà invece ceduto in prestito Lazaro che ha faticato più del previsto a capire il nostro calcio.

A proposito di Spinazzola, ieri s’è chiusa anche questa vicenda. L’obbligo di riscatto scatterà quando saranno raggiunte le quindici presenze. L’Inter così si cautela per i dubbi legittimi sulla tenuta di Spinazzola che negli ultimi tempi ha avuto diversi problemi fisici. Politano, ovvio, andrà alla Roma nel doppio scambio e con la stessa opzione delle quindici presenze.

La chiusura di questa operazione ha dato via libera a Giroud che dovrebbe firmare oggi. Piccoli dettagli da chiudere. Il francese voleva l’accordo fino al 2022, l’Inter un anno meno. Ma dopo l’accordo con il Chelsea attorno ai cinque milioni, anche questo ultimo scoglio sarà superato.

E Vidal? L’Inter è ancora vigile, ma è chiaro che l’esonero di Valverde ha cambiato la situazione. Vidal non aveva più voglia di restare in Spagna proprio per il cattivo rapporto con il tecnico. Che ne pensa ora Setien? E’ quello che sta cercando di capire con i fatti più che con le parole, proprio Vidal. I tempi sono stretti, ma il giocatore vuole garanzie. Ci sono margini per portarlo a Milano? Forse, ma con l’arrivo di Eriksen l’Inter si è comunque coperta. Giocatore diverso, ovvio, ma ora per Conte le soluzioni in mezzo al campo non mancano. Altrettanto ovvio che con Vidal, Eriksen e Brozovic, l’Inter avrebbe un centrocampo di primissima fascia, ma i giochi non sono completamente chiusi.

Con tutti questi arrivi, dopo Politano e Lazaro potrebbe uscire anche un centrocampista. Per Vecino si sono fatti subito avanti l’Everton e la Lazio, ma per ora il giocatore ha fatto sapere che sta comunque bene all’Inter. Per ora.

Non pare, invece, che Suso stia bene al Milan. Che fare? L’idea era quella di proporre uno scambio alla Roma con Under che piace molto ai rossoneri, ma Politano nella capitale ha stoppato tutto. Il Milan sta lavorando sottotraccia anche per Dani Olmo, giovane centrocampista spagnolo (22 anni) della Dinamo Zagabria. Sarebbero pronti trenta milioni anche se dalla Croazia smentiscono. L’operazione è complicata, il ragazzo è un prodotto della Cantera del Barcellona, sta facendo bene e la “casa madre” comunque lo tiene monitorato. Se però davvero dovessero uscire Paquetà e Suso (il Milan ci prova) sarebbe più facile, con il cash disponibile, provare a prendere lo spagnolo che al Milan, così pare, direbbe di sì. Situazione da monitorare.

Il Napoli ha invece chiuso con il Verona per il difensore Rrahmani. Quattordici milioni alla società, 1,5 a lui, ma tutto dalla prossima stagione. Amrabat? Ancora in sospeso. Prima di tutti sul centrocampista, mesi fa, era andato Pradè per la Fiorentina, il giocatore aveva dato l’ok e sembra intenzionato a mantenere l’impegno formale. Anche qui, tutto per l’anno prossimo, ma da definire con il Verona.

A proposito di Fiorentina, tengono banco le offese a Gasperini. Ovvio che robe del genere non vorremmo mai sentirle in uno stadio, tutti i cori di quel tenere sono condannabili e deprecabili. Umanamente siamo vicini a Gasperini. Le istituzioni calcistiche, i dirigenti delle società, ma anche gli addetti ai lavori e parlo di allenatori e giocatori, però fanno poco per prevenire, educare, dare buoni esempi o, quando è il caso, punire severamente. E nessuno, per interessi propri, può essere autorizzato a dividere le tifoserie in Santi e Diavoli. A girare, il problema (purtroppo) tocca tutte le società e anche una grande società come Atalanta e un grande presidente come Percassi dovrebbero saperlo: uniamoci per debellarlo invece di difendere l’indifendibile.

Detto questo, non voglio mettermi a ricordare perché a Firenze abbiano preso di mira Gasperini, hanno sbagliato e basta, ma lui dovrebbe sapere bene quando gli capita di eccedere. I cori ascoltati, di quel tenore, sono comunque inaccettabili, senza se e senza ma. Però ha sbagliato anche Gasperini a dire quel che ha detto nel dopo-partita. A usare le stesse parole che arrivano dalle curve e girarle contro i tifosi. Che logica è? Mi offendono e io rioffendo? Inaccettabile. La legge del taglione è stata abolita da un pezzo, Gasperini è un signor allenatore, uno dei migliori, al quale però non è consentito scendere a livello di tifosi che sbagliano. Lui, per ruolo, dovrebbe volare più alto e usare altri modi per tutelare la sua immagine e chiedere il rispetto che merita. Di questo passo, con certi ragionamenti, autorizziamo i giocatori a fare come fece Cantona quanto prese a calci uno spettatore che lo offendeva? Un allenatore dovrebbe avere gli anticorpi per gestire anche situazioni come queste nelle quali ha completamente ragione, andrebbe difeso e protetto, e dalle quali invece è uscito come un ultrà.

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