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Editoriale

Inter e Milan, buon mercato per la risalita. Roma e Juve si stanno attrezzando per le posizioni conquistate. E il Napoli...

28.06.2015 08:52 di Raffaele Auriemma   articolo letto 105905 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

All'Inter hanno preso Murillo difensore della Colombia, Miranda del Brasile, Kondogbia dal Monaco, Imbula dal Marsiglia e Zukanovic dal Chievo; il Milan sta rispondendo col rientro di Matri, l'arrivo di Bertolacci e il colpaccio Bacca. La Roma ha fatto rientrare alla casa madre Romagnoli e Destro, per poi acquistare Iago Falque dal Genoa; per non parlare della Juve che su di un impianto già collaudato e vincente ha inserito il talento Dybala, ha messo alle spalle di Buffon l'affidabile Neto, ha potenziato il centrocampo con Khedira e l'attacco con Mandzukic, senza dimenticare che la difesa sarà rinforzata da un giovane già esperto come Rugani. E il Napoli? Finora nella squadra arrivata quinta in graduatoria sono stati inseriti Valdifiori, un centrocampista ottimo seppur da verificare nella realtà partenopea, e Pepe Reina che rappresenta il ravvedimento postumo di De Laurentiis: un anno si fidò troppo di chi gli disse che il Napoli con Rafael sarebbe rimasto in buone mani. Finora la squadra azzurra non sembra essersi messa al passo di chi sta dimostrando con i fatti di cercare il rilancio (Milan e Inter) oppure di confermarsi anche nella stagione a venire. Qualcuno dirà: ma se il mercato neanche è stato aperto ufficialmente... Giustissimo, però l'identica valutazione può essere letta al contrario osservando i botti che stanno già esplodendo le storiche big. In realtà, se la composizione dell'organico a disposizione del tecnico Maurizio Sarri fosse quella attualmente in essere, allora poche preoccupazioni dovrebbe nutrire la gente di Napoli: ci sono così tanti top player che ancora ci chiediamo come sia stato possibile finire al quinto posto in serie A. Però i rumori di mercato intorno ai nomi di Higuain, Callejon, Albiol, Mertens, Insigne e pure Inler, lasciano ipotizzare allo smantellamento della struttura messa su a fior di milioni ed in soli due anni da Rafa Benitez; giocoforza viene istintivo ipotizzare che di fronte ad uscite così tanto celebrate, arriverebbero rinforzi sprovvisti di identico palmares. Insomma, gente da strutturare, plasmare ed inserire psicologicamente in un mondo fatto di passione e contestazione qual è quello attualmente esistente a Napoli. Sarà anche per questa ragione che Sarri ha voluto allungare il ritiro a Dimaro fino a tre settimane e disputare l'amichevole contro la formazione di uno spessore maggiore, il 30 giugno, proprio al termine dello stesso. Chissà, può darsi che nel vertice di mercato che si terrà in settimana tra Sarri, De Laurentiis e Giuntoli (a proposito, ma perché il nuovo direttore sportivo sarà ufficializzato l'1 luglio? Perché il Carpi non lo ha ancora liberato o per altre ragioni a noi ignote?), l'allenatore chiederà al patron di affrettarsi a prendere gli elementi suggeriti, per evitare che altre formazioni arrivino in anticipo e sottraggano quei calciatori per i quali il Napoli avrebbe anche trovato un accordo. Due su tutti: Allan dell'Udinese e Darmian del Torino. Probabilmente si attende che arrivi la liquidità dalle cessioni che ha in animo di effettuare De Laurentiis, oppure utilizzare i vari Zapata, Jorginho ed El Kaddouri come merce di scambio per ammorbidire le richieste. La ragione è condivisibile, se solo non ci fosse l'azzardo di dover poi inseguire le seconde e le terze scelte di un pacchetto che già prevede elementi attualmente tutti da verificare in una realtà di prima grandezza. Perché il Napoli lo è da sempre e per continuare ad esserlo bisognerà tenere il passo di mercato che stanno dimostrando di avere Inter, Milan, Roma e Juventus.


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