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Editoriale

Inter e Milan, cresce la paura del fallimento... solo una soluzione: lanciare i giovani e sperare...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
05.11.2014 00:00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 24842 volte
© foto di Federico De Luca

Girare per le vie di Milano, in questo periodo, è francamente angosciante. Tutti i tifosi, siano essi nerazzurri o rossoneri, procedono a testa bassa. Al bar si parla di calcio ma in toni rassegnati (tranne quando si chiede la testa di Mazzarri o l'intervento di Berlusconi sul mercato). Troppa la frustrazione per quello che stanno combinando Inter e Milan per mostrare la propria fede, qualunque essa sia. Partiamo dalla Beneamata. Il tonfo di Parma ha scatenato, tanto per cambiare, un putiferio. E' il destino dell'Inter: appena qualcosa va per il verso storto, diventa argomento di discussione globale. Dito puntato su Mazzarri. Non una novità. Forse, però, bisognerebbe anche parlare di Palacio (fantasma del campione che conosciamo), Hernanes (ma sta bene fisicamente?) e degli assenti di lusso, Guarin ed Osvaldo su tutti. Ma, soprattutto, bisognerebbe riflettere sul "momento societario". Il prossimo 7 novembre, Thohir dovrà convincere l'Uefa che l'Inter sta migliorando, economicamente parlando. Niente spese folli, niente acquisti importanti. Quindi? Momentaccio per i nerazzurri. Se si pensa che Rolando (in odore di ritorno a gennaio) possa essere la soluzione ai mali nerazzurri, allora è davvero crisi nera... Male l'Inter, non sorride il Milan. Dopo i tanti gol delle prime uscite, qualcosa si è interrotto. La difesa continua a prendere reti senza sosta (cosa direbbe Capello, maestro della difesa?) ma l'attacco si è inceppato. Un dato angosciante: Torres e Pazzini, le due prime punte rossonere, hanno messo a segno un solo gol ad oggi (lo spagnolo) in 13 presenze complessive. In una squadra capitana da un bomber leggendario come Inzaghi fa paura... Anche su questo fronte, non sono previste spese folli a gennaio, anzi... C'è chi vede un addio all'orizzonte, uno, proprio, tra Torres e Pazzini. E quindi? Ci risiamo... Momentaccio anche per i rossoneri. Mentre altre piazze storiche, vedi Genova ad esempio, brindano, a Milano non si vede la luce in fondo al tunnel, anzi non si nota neppure il tunnel. Ma una soluzione ci sarebbe. Prendere per le corna il problema e rischiare ma rischiare per davvero. Mazzarri, contro il Parma, ha mandato in campo un certo Bonazzoli, giovinastro classe 1997. E se fosse questa la giusta strada? Personalmente tra un campionato di alti e bassi con l'utopica speranza di un terzo posto (francamente improbabile) e un lancio, vero, di giovinastri, propenderei certamente per la seconda soluzione. Ben 4/5 giovani, dalla Primavera, per ripartire da zero. Certo, qualcosa non andrà, ci saranno errori e risultati disastrosi ma è quello che già sta accadendo con i "titolarissimi" in campo o mi sbaglio? Chissà, magari su tanti giovinastri di belle speranze, salta fuori anche un fuoriclasse vero... E chi l'ha detto che la piazza, già abbattuta e triste, non possa capire? A volte è meglio ricominciare da zero piuttosto che perseverare con una strategia che il campo sta confermando essere fallace... Si parla tanto di lanciare i giovani, questa potrebbe essere l'occasione giusta...


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