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Editoriale

Inter e Milan, un Derby per Conte. Spalletti è già un ex. Neppure la Champions salverà Gattuso. Marotta pensa anche a Mourinho. Leonardo tra Wenger e Sarri. Montella-Fiorentina, a volte ritornano. Roma, Ranieri è un flop

05.04.2019 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 33888 volte
© foto di Federico De Luca

Torna di moda il derby per la panchina tra Inter e Milan e questa volta ci si gioca tutto attorno al nome di Antonio Conte, oggetto del desiderio di entrambi i club milanesi. Infatti se Spalletti è praticamente fuori dai piani dei nerazzurri, travolto dalla vicenda Icardi e dalla sua comunicazione per certi versi un po’ folle, sicuramente destabilizzante, anche Gattuso è lontano dal futuro rossonero. E neppure la conquista della Champions cambierà la storia e lui lo sa al punto di essersi fatto scappare la ormai nota frase ‘del mio futuro saprete fra due mesi’, che suona come un addio.
E proprio il Milan sembra aver superato l’Inter nel corteggiamento e nella corsa all’ex tecnico della Juve che da Leonardo e Maldini è ritenuto il più adatto per ricostruire, ripartire, un po’ come è successo alla Juventus. Il Milan ha bisogno di tornare a vincere, cerca un allenatore capace nel breve di trasformare lo spogliatoio e di far rendere al massimo (e anche di più) tutti i giocatori. Questa è la specialità di Conte che magari poi incontra più difficoltà nel medio periodo, ma subito è devastante. Oltre alla Juve, ha rilanciato la Nazionale dopo il crac dei mondiali brasiliani e anche al Chelsea ha vinto subito la Premier. Quello che ci vuole per il Milan che per mille ragioni, anche economiche, deve ritrovare in fretta autostima, gioco, consensi e trofei.
Conte, come è noto, aveva chiesto tempo a tutti i suoi estimatori per la causa in atto con Abramovic, ma ora è stato interrogato, aspetta solo la sentenza per liberarsi dal Chelsea. Poi deciderà.
Leonardo ha pronta anche una rosa di nomi già sottoposta a Conte per completare questa squadra, nomi che vanno da Allan Saint Maximin del Nizza, già trattato a gennaio, al brasiliano Everton, stella del Gremio, per finire a Pedro che l’ex bianconero aveva al Chelsea e porterebbe esperienza. Fra gli italiani emergenti a Conte piace molto Chiesa, ovvio, ma ha raggiunto una quotazione che va oltre le disponibilità del Milan che non può impiegare il budget per un giocatore solo che la Fiorentina valuta 100 milioni.
Al di là del mercato (il Milan deve riscattare anche Bakayoko), Conte sembra intrigato dall’idea di rilanciare un grande club da troppi anni in difficoltà. Fra l’altro stima molto diversi giocatori già in organico, si tratterebbe di inserire qualità ed esperienza, queste le sue richieste.
E l’Inter. Non molla presa, su Conte c’è, ovvio. Prima di affondare Marotta ha provato a vedere e capire se ci potesse essere ancora un futuro con Spalletti ancora sotto contratto lungo e oneroso, ma le ultime settimane hanno fatto vacillare le ultime resistenze: a fine anno si cambia Liberarsi di Spalletti costerà all’Inter una ventina di milioni, si cercherà una transazione. E’ improponibile, infatti, pensare dei ripartire con le stesso problematiche e il retaggio di certe incomprensioni sui metodi di lavoro destinate nel tempo a riproporsi.
E’ il momento di andare oltre e, ovviamente, Marotta ha pensato subito a Conte nonostante il burrascoso addio ai tempi delle Juve. La stima è immutata.
Come finirà? Siamo alle ultime riflessioni, ma non mancano le soluzioni di riserva.
L’Inter, ad esempio, pensa sempre al Grande Ritorno di Josè Mourinho. E’ vero che i cavalli di ritorno non sempre funzionano, soprattutto quando hanno vinto tutto e difficilmente potranno ripetersi, ma l’Inter potrebbe avere tanto da un personaggio carismatico e molto amato dalla tifoseria. La partita della settimana scorsa con tanti ex nerazzurri ha di fatto rinsaldato dei rapporti e allargato le ipotesi. Se non dovesse essere uno di questi due, è chiaro che l’Inter ha bisogno di un grande nome di livello internazionale e non è facile. Marotta medita.
Lo stesso discorso vale per il Milan. Gattuso ha fatto bene (per quanto mi riguarda), ha gestito una situazione complicata, il passaggio di proprietà, il caso Higuain, molti infortuni e il Milan è ancora lì, in corsa Champions, ma l’allenatore ha capito che è difficile trovare un dialogo e condivisioni su certi temi, anche tattici, con Leonardo. Gattuso è stanco di essere una sorta di separato in casa, di sopportato, ha già deciso di lasciare a fine stagione, deciderà lui ancora prima del Milan. La conquista della Champions mettere una pezza su tutto, ma alla prima sconfitta tornerebbero a galla i dubbi, così nessuno lavora sereno.
Per il Milan oltre a Conte c’è sempre in ballo Wenger, sponsorizzato da un Gazidis incurante dell’età dell’allenatore francese. Ma la suggestione di Leonardo, sempre legato al bel gioco e allo spettacolo, si chiama Sarri che aveva già chiuso con Galliani quattro anni fa, ma poi tutto saltò perché Berlusconi gli preferì Mihajlovic.
Sarri era anche la grande idea di Baldini per la Roma, ma adesso il consigliere tecnico sembra essere più lontano da Pallotta. La Roma in difficoltà è un cantiere di idee per il futuro, Totti s’è candidato a direttore tecnico e qualcuno vorrebbe De Rossi già in panchina, tutto prematuro. Per il presente Ranieri è un flop e c’è chi pensa addirittura a richiamare Di Francesco per il rush finale. Quattro partite di Ranieri, tre facili, una sola fuoricasa, hanno portato soltanto una vittoria e un pareggio casalinghi, quattro punti su dodici che allontano la zona Champions. E senza le entrate della Champions la Roma dovrà rivedere i programmi e i budget, situazione complicata.
Il primo pareggio ranieriano, sofferto, è arrivato con la Fiorentina. In tribuna c’era un grande ex di entrambe le squadre, vale a dire Vincenzo Montella. Un caso? Può darsi, ma si parla di un riavvicinamento dell’allenatore alla Fiorentina. In particolare Diego Della Valle avrebbe ritrovato un buon rapporto con Montella, si parla di un incontro in barca di qualche tempo fa, o comunque si sarebbero visti a Capri. Pubbliche relazioni? Tutto casuale? Chissà…Il divorzio, come ricorderete, fu brusco. Il licenziamento traumatico, ma il tempo aggiusta tutto e forse Montella ha capito che Firenze può essere un’occasione per tornare a fare bene calcio, mentre la Fiorentina con Montella in panchina ha vissuto il suo periodo migliore. A volte ritornano? Vediamo. Ci sarebbero stati contatti e idee messe in circolo da intermediari. Certo che se davvero Diego Della Valle sta valutando una cosa del genere, vorrebbe dire che ha voglia di rilanciare per un progetto diverso e migliore di quello in essere che ha portato la Fiorentina lontana dalle zone della classifica che contano. Se dovesse tornare Montella vorrebbe dire che i Della Valle hanno in mente una rivoluzione in tutto il comparto tecnico, per altro plausibile dopo questo Corvino-bis durato tre anni che ha portato al nulla.
A proposito di Corvino, chissà perché mi viene in mente Zaniolo lasciato libero due anni e mezzo fa proprio dal Ds viola dopo tanti anni di settore giovanile. Ora vale cinquanta milioni e la Juve non molla, anzi il piano è stato messo a punto. La Roma cercherà di allungare il contratto e alzare lo stipendio per avere più potere contrattuale, ma la strada è tracciata. Arrivano conferme su quanto scritto tempo fa: Paratici vuole vendere Douglas Costa (Manchester?) e con quei soldi prendere Zaniolo. Ma la Juve punta anche Chiesa, vuole l’accoppiata nascente della Nazionale. La valutazione è di 70 milioni, i bianconeri non vogliono andare oltre e confermo che c’è l’intenzione di mettere sul piatto anche una contropartita tecnica, probabilmente Orsolini ora a Bologna, ma anche Mandragora che può tornare dall’Udinese. La Fiorentina aspetta l’offerta ufficiale che per adesso non è ancora arrivata.


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