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Editoriale

Inter: goduria da derby, ma occhio al tranello! Milan: quel che sarà di Montella. Juve: ricordatevi dello “schema Allegri”. Napoli: l’evoluzione di Sarri (in campo e fuori)

17.10.2017 07:12 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 45030 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. In questo momento è in onda il mondeinait Verona-Benevento, ma non è che dobbiamo storcere il naso. Abbiamo assistito al derby di Milano, a Roma-Napoli, a Juve-Lazio e comunque poteva andare peggio: poteva esserci Verona-Benevento con la nebbia. Oppure Verona-Benevento con speaker Sarri che dice “vaffanculo, cazzo, porca puttana, stronzi tutti!” all’altoparlante.

Sarri non è a fare lo speaker a Verona perché stasera il suo Napoli gioca a Manchester. Sarri parla come mangia: è un po’ il suo bello. Ieri ha detto “La Lega calcio è inadeguata”, poi “la tattica è masturbazione mentale”, poi “voglio 11 facce di cazzo che palleggino con il City!”. In attesa di capire se riuscirà a risolvere questo suo problema di timidezza, stiamo immaginando come andavano le cose quando lavorava in banca.

“Buongiorno gentile impiegato, vorrei depositare questo assegno, si può fare?”.

“No, faccia di cazzo! Lei e i posticipi serali! Il fatturato incide! Finocchio! Entra tu, Rog”.

Cose così.

Sarri non era a Verona, ma c’erano Dario Massara e Lorenzo Minotti a fare la telecronaca per Sky. Dario Massara e Lorenzo Minotti devono aver combinato qualche marachella in settimana, altrimenti si sarebbero beccati almeno un Bologna-Spal e o un Crotone-Torino. Invece niente, al freddo lunedì sera al Bentegodi. Forse a Sky eseguono sorteggi clamorosi per assegnare il temibile mondeinait, viceversa saremmo di fronte a vessazioni che al giorno d’oggi vediamo solo nel reality “Il Collegio”, una trasmissione a mio avviso molto bella nella quale domina su tutti un grande personaggio: il professor Maggi.

Il professor Maggi de “Il Collegio” è probabilmente la persona che sa più cose in natura, ha sempre un buon consiglio, ti dà il suggerimento quando reciti la poesia, però non devi farlo incazzare. Se lo fai incazzare il professor Maggi ti manda dal preside o a Verona a fare la telecronaca del mondeinait.

Ma parliamo di cose serie. Domenica c’è stato il derby. Il derby porta con sé diversi misteri.

Il primo.

Perché dentro San Siro vendono solo il Caffè Borghetti e tutti dicono “buono il Caffè Borghetti!” ma poi a casa loro o in pizzeria bevono il Braulio, il Montenegro, l’Amaro del Capo, il Ramazzotti, tutti gli altri amari e liquori, ma non il Caffè Borghetti? Il Caffè Borghetti c’è praticamente solo allo stadio. È un bel mistero se ci pensate.

Il secondo.

Nella settimana che precede il derby saltano sempre fuori almeno una dozzina di ragazze molto poppute che dicono “io sono Susana Remigi e tifo l’Inter/il Milan da sempre!”, quindi postano delle foto con il loro bikini nerazzurro/rossonero e, in definitiva, mostrano tutto l’ambaradan. Alcune, le più audaci, azzardano il pronostico disegnando sulle tette o sul culo il risultato. Per la cronaca, Susana aveva previsto 6-2, 7-6 per l’Olimpia Milano, ma nessuno le ha rimproverato niente. Io ho scritto “secondo me potrebbe finire in parità” e molti su twitter mi hanno ammonito al grido di “stronzo, non c’hai capito un cazzo neanche stavolta eh?”. La prossima volta farò anch’io il pronostico sul culo, così vediamo. In ogni caso la domanda è: dove mettono le tifose poppute nelle altre 51 settimane (50 tenendo presente il match di ritorno)? Le congelano? Ci sono dei container di ragazze da pronostico che saltano fuori alla bisogna? Fateci sapere.

Il terzo.

Icardi è molto forte. Forse non lo sapete, ma io stravedo. E infatti domenica sera ho rischiato la sincope. Il pallone recuperato a metà campo e poi trasformato nel gol del 2-1 (assist di Perisic) è la prova che è decisamente inutile parlare in questo momento del Signor Nara perché: A) Si rischia di scrivere cose ovvie tipo “Icardi è molto forte”. B) Si rischia di fare arrabbiare Maradona che è soggetto molto permaloso. C) Qualunque cosa si dica, alla prima partita sbagliata molti torneranno a scrivere “è un mezzo giocatore, che schifo, Wanda cattiva” e tutte queste cose qua. Ormai siamo vaccinati. Molto meglio ragionare non su quello che funziona all’Inter (Spalletti, l’identità di squadra, la resistenza alla sofferenza, alcuni singoli), ma sulle criticità del gruppone. Presto o tardi l’Inter perderà, magari già sabato contro il super Napoli. In quel momento valuteremo la capacità di questo gruppo di superare i “vaffancuore squadra ridicola!” che puntualmente pioveranno. Il dato di fatto è che se negli 11 l’Inter può competere con tutti o quasi, mostra discreti limiti quanto ad alternative. Dalbert pare assai acerbo, Cancelo deve “capire il calcio italiano”, ci sono gli infortunati e i difensori sono contati. È un problema, ma i problemi ce li hanno tutti e in ogni caso nessuno due mesi fa avrebbe immaginato siffatta classifica. Molti – arrabbiati per principio - dicevano: “Squadra costruita malissimo! Sarà un miracolo arrivare quinti!”. Gli stessi curiosamente oggi spingono per lo scudetto: “Si può fare!”. Fortuna vuole che al timone del gruppo ci sia un pelato dalle idee piuttosto chiare: l’obiettivo era e rimane il quarto posto e questo significa che certamente è bello guardare davanti, alla vetta, ma è assai più saggio proteggere le chiappe da chi insegue.

Il quarto.

Il quarto mistero del derby non riguarda il derby, ma lo mettiamo qui perché è molto importante e abbiamo paura di dimenticarcelo. Da quando Asia Argento ha denunziato pubblicamente il panciuto Weinsten, tutti hanno l’amico o il parente che ti racconta il suo caso-Weinstein. “Io avevo una collega che era costretta dal capo a vestirsi da Ape Maia!”, oppure “altro che Weinstein! Il capufficio di mia cugina sì che era un vero maialone!”. E giù dettagli peccaminosi. A quanto pare il mondo è pieno di codesti porcelloni gudurioni.

Il quinto.

Il quinto mistero del derby riguarda il Milan, che perde per una vaccata di Rodriguez nel finale e affronta la prima “crisi cinese” della sua storia secolare. Ci si divide tra nemici di Montella, nemici di Bonucci, nemici dei nemici. Vale tutto, insomma, come spesso accade quando nei club mancano i risultati. Il dato di fatto è che domenica, in campo, in mezzo a questo e quel nuovo acquisto, il meglio l’hanno dato i “vecchi” Suso e Bonaventura, oltre al bravissimo Borini, ovvero il rinforzo meno celebrato dell’estate e al momento, forse, il più utile. Cambiare il mister è la soluzione? No, almeno fino a quando il tecnico dimostrerà di avere in mano il gruppo e a patto che inizi a dare certezze tattiche ai suoi. Per dire: regalare 45 minuti agli avversari, dalla Terza Categoria alla serie A, è decisamente imperdonabile.

Non è che ci sia molto altro da dire: Bossari è uscito dalla Casa del Grande Fratello ma poi è rientrato, tutti amano Bossari. Tutti amano anche Mara Maionchi che è un po’ il “Sarri della televisione”, pochi invece amano il Professor Maggi ma solo perché non lo conoscono, quasi nessuno infine ama Allegri perché… Già, perché? Nessuno ama l’allenatore della Juventus. Se vince “ha vinto la Juve”, se perde “ha perso lui” e via ai processi. Allegri ha sbagliato qualcosa contro la Lazio? Sì, probabilmente sì, ma se ci fate caso non sta facendo altro che “tarare” la sua squadra come fa sempre in autunno. Il problema semmai riguarda i suoi avversari, in particolare il Napoli stratosferico.

Ecco, il Napoli. Grazie a Sarri e figliocci, forse, iniziamo a capire che il mercato non è solo “comprare, comprare, comprare” ma anche avere la capacità di convincere le tue pietre preziose a restare con te, perché non c’è posto migliore. Il Napoli l’ha fatto con tutti, l’Inter ci è riuscita con Perisic, la Juve non ce l’ha fatta con Dani Alves e Bonucci (fosse rimasto a Torino probabilmente non farebbe tutta questa fatica) e ora soffre un po’.

Fine. Vi lasciamo ricordando che Vecino domenica a San Siro ha corso più di tutti (12 km) e quindi la teoria “torna dal Sudamerica e quindi deve riposare” è una puttanata; ringraziamo Spalletti per averci fatto tornare in mente il capolavoro “Non ci resta che piangere”; facciamo il nostro più caloroso in bocca al lupo al buon Zaccheroni che va a fare il ct negli Emirati e in contemporanea non potrà più essere seconda e frizzante voce degli azzurri (a mali estremi, estremo Rimedio) e, infine, come settimana scorsa vi offriamo le notizie più cliccate, trovate qua e là sui siti sportivi.

1) Petagna, che gol con Michelly. E sui social impazza l’amore.
2) Elisa, blucerchiata doc. La showgirl tifa Sampdoria.
3) Kat Mertens: “La nostra crisi è passata. Sesso? Mi piace farlo così”.

Siccome anche questa settimana non abbiamo la minima idea di come chiudere, provvediamo subito a cliccare sulla notizia di Kat Mertens per scoprire tutti assieme “come le piace farlo”.

“La crisi con Dries è acqua passata, adesso va tutto a gonfie vele. Sesso? In pubblico mi comporto da signora, ma a letto sono eccentrica. Penso che quando sei sicura di te a livello sessuale, allora le cose vanno sempre meglio anche in generale. Mi piace farlo nei luoghi più insoliti, come i bagni dei treni: mi piacciono tanto. Chirurgia estetica? Sì, ammetto di aver fatto un ritocco in passato: ho dovuto ridurre il seno, era troppo grande”.

Da Plutone è tutto (Twitter @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).


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