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Inter niente Europa, e non è l’unica. Quindi cambia il giudizio?

Inter niente Europa, e non è l’unica. Quindi cambia il giudizio?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 10 dicembre 2020 08:00Editoriale
di Luca Marchetti

Parla il campo. E il campo è una sentenza durissima per l’Inter: fuori dall’Europa. Completamente. Nessun percorso, neanche in Europa League. Non è l’unica squadra che fallisce, ne parleremo dopo. Non è l’unica che ha difficoltà. Ma la fotografia nerazzurra è il colpo di testa, che sarebbe stato molto probabilmente vincente, di Suarez parato dalla faccia di Lukaku, in fuorigioco.
Torniamo ai soliti discorsi, fatti un anno fa per una “retrocessione” in Europa League. Qui stiamo parlando di uscita, ma la natura è la stessa. Non si può arrivare all’ultima gara, dove poi tutti gli episodi contano tutto, per giocarsi il tutto per tutto. Perché poi, appunto, gli episodi ti possono mandare il paradiso oppure mandarti all’inferno. L’Inter ci ha provato, innegabile. Ma non è bastato. Non è bastato all’andata, non è bastato al ritorno. L’Inter troppe volte è stata intermittente. E oggi gli ucraini non hanno rubato nulla. Hanno rubato solo un po’ di tempo e quindi il ritmo alla squadra avversaria. Ma rientra anche questo nel gioco. Non ce la fa l’Inter e ora partirà il processo. Sicuramente c’è da chiedersi perché. Perché il progetto di Conte fa così fatica a decollare. E sono tanti i motivi. Ma non dimentichiamoci di quello che succede altrove. Ora è il turno dell’Inter ricevere critiche. Che sono giuste. Anche perché l’ultimo giudice non può che essere il campo. Ed è a quello che ci si deve appellare per poi far tornare i conti, per far capire all’investitore in primis ma soprattutto alla tifoseria cosa sta succedendo. Al netto di tutto l’Inter non è in Europa. Non si possono però trovare i motivi solo nei 90 minuti di oggi, che invece avrebbero avuto il potere di cancellare tutto. L’Inter e la Champions non sono state compatibili. Né la scorsa stagione, né questa. Quello che fa male, ai tifosi nerazzurri, è che tutta la fatica (soprattutto nell’anno di Spalletti, anche lì all’ultimo tuffo) per arrivare in Champions League e poi uscire in entrambi gli anni ai gironi fa male. Soprattutto per gli investimenti. La crescita del club ha bisogno della Champions.
Ma fra le tante “colpe” nerazzurre, va sottolineato che l’Inter non è l’unica a soffrire. E’ un periodo completamente anomalo. Ricordiamocene, quando poi dovremmo affilare le nostre penne (o microfoni), di queste difficoltà con cui tutte le grandi stanno facendo i conti.
L’Ajax non passa il turno, lo Zenit arriva ultimo, il Barcellona (dal 2006/07) non arriva primo nel girone e ne prende tre in casa, lo United fragorosamente esce ai gironi e passa il danaroso Lipsia.
Nulla è facile quest’anno. Ed è per questo che i risultati delle italiane devono essere visti guardando tutti i lati positivi. E’ una stagione troppo diversa dalle altre, con troppe variabili e difficoltà.
Chi in Italia non riesce più ad essere dominante, si toglie belle soddisfazioni in Europa. Come la Juventus, che rimette in mostra la propria gioielleria e gonfia il petto a Barcellona. Il Camp Nou, a parte le sue “case” è lo stadio dove CR7 ha fatto più gol. Ha voluto ricordarlo a tutti. Abbracciando Messi a fine partita, facendo tornare il magone agli spagnoli (che potevano gustarsi questo duello almeno due volte l’anno). Chissà se quello fra la Pulce e Cristiano è stato l’ultimo atto di una sfida che ha caratterizzato l’ultimo decennio (almeno). Il prossimo anno potremmo eventualmente assistere a una sfida magari con squadre diverse, Non tanto per CR7, il cui rapporto con la Juventus, al momento, non sembra affatto in discussione, quanto almeno quello fra Messi e il Barcellona. Il prossimo anno Leo può liberarsi a zero. E tra poco partiranno le lunghe rincorse.
Nel frattempo la Juve aveva bisogno di una serata così-: per sentirsi grande e forte. Finora aveva più parlato che dimostrato. Vittorie come questa possono essere significative nell’arco di una stagione. Di sicuro non è tutto risolto in casa Juventus, ma si sta delineando una gerarchia in attacco che potrebbe essere decisiva anche per le future scelte e per il mercato. Al di là del fatto che i grandi giocatori fanno le grandi squadre, Dybala continua a vivere un momento di appannamento. Morata e CR7 funzionano, e il gioiellino argentino per il momento deve accontentarsi degli scampoli. Di sicuro non si accontenterà di scampoli per il rinnovo di contratto...
La Lazio e l’Atalanta hanno raggiunto un grande obiettivo. In un girone tutt’altro che scontato, con risultato tutt’altro che scontati. Bisogna fare i complimenti alla gestione della squadra anche perché le difficoltà non sono mancate. Di sicuro quelle più recenti le ha vissute lo spogliatoio di Bergamo. Si capirà nei prossimi giorni quanto profonda è stata la frattura fra Gasperini e Gomez, dopo la partita contro il Midtyjlland. Anzi fra primo e secondo tempo. Gasp e il Papu sono due icone di questa Atalanta. Impossibile non ci fosse un tregua per la partita con l’Ajax, ma una volta arrivata la qualificazione che succede? Il rapporti ora, almeno a quanto ci risulta, è ai minimi termini. Non è detto che l’ascia rimanga sotterrata per un anno intero ancora.
Come al Milan saranno molto impegnati in questo mercato. Il passaggio del turno li porterà a concentrarsi su queste situazioni con un po’ di anticipo. Ma sarà comunque complicato: un difensore da prendere, i contratti di Donnarumma e Calhanoglu. Avremo modo di parlarne.

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