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Editoriale

Inter scatenata ma scelte corrette? Icardi-Real, troppi spifferi! Conte, ma che dici? FIGC, Billy pensaci tu…

31.01.2018 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 36116 volte

Siamo agli ultimi botti di un mercato invernale che, dobbiamo ammetterlo, a pochissime ore dal “game over”, ha deluso ampiamente. Tantissime chiacchiere, alcune frutto della fantascienza di Spielberg (consiglio il docu-film sul regista di E.T., davvero straordinario), altre irrealizzabili per un calcio italiano che, come dimostrano i caos in Lega Serie A e FIGC, è alle prese con una crisi d’identità (e di grano, nel senso di soldi) evidente. Diciamo che l’Inter, tra tutte i club impegnati nel mercato cosiddetto di riparazione (termine che odio dal profondo del cuore perché mi ricorda le interrogazioni “di riparazione” di quando mi barcamenavo al liceo scientifico), è quella che si è data più da fare. Lisandro Lopez e Rafinha sono stati presi, per Pastore siamo alla stretta finale e qualche esubero ha fatto le valigie e se ne è andato (Joao Mario su tutti, sperando che al West Ham torni a brillare come all’ultimo Europeo). Ovviamente Gabigol non è neppure da citare, il brasiliano era la mia “faccina” social preferita… Insomma, il duo Ausilio-Sabatini si è dato un gran da fare, cercando di accontentare, in tutto e per tutto, Spalletti. Ma sono le scelte corrette per rinforzare l’Inter? Questa è la vera, grande, domanda. Onestamente qualche dubbio resta… L’Inter aveva, a mio avviso, un roster di eccellente livello già prima del mercato invernale. La qualità non mancava e non manca ai nerazzurri. Il grande assente è il gioco. Fatta eccezione per qualche spezzone di partita (con la Roma o con il Chievo, per fare due esempi in cui la squadra di Spalletti ha convinto), l’Inter non ha mai brillato a livello di “bel gioco”. Troppo dipendente dagli esterni (lo sanno anche mia zia che segue, in TV, solo Chi l’ha visto?), troppo legata ai gol di Icardi. Ecco, parliamo di Maurito. Fossi un presidente, inserirei una clausola nel contratto di ogni mio giocatore con la seguente dicitura: “Fino a quando giochi per me, tu non puoi usare i social network, neanche per fini personali”. Mi chiedo a cosa hanno pensato i tifosi dell’Inter del post, criptico, di Maurito… Sarà stato, come dicono, uno sfogo personale… Personalmente, non credo mai alle coincidenze. Il famoso post “Poter dire addio è crescere”, per quanto mi riguarda, ha due possibili chiavi di lettura. La prima: un messaggio a Wanda Nara? Sarebbe materiale da “prima pagina” per il mondo del gossip. La seconda: è tentato, come dice Sampaoli, suo allenatore in nazionale, dal Real Madrid! Per fortuna ne parleremo, sicuramente, in estate (e anche a lungo). Per il momento, che possa festeggiare il prima possibile i 100 gol in Serie A. Sarà un bel traguardo per lui e una boccata d’ossigeno per l’Inter che, ultimamente, Maurito l’ha visto pascolare in mezzo all’area di rigore avversaria senza essere mai incisivo (non solo per colpa sua)…
Doveroso citare Antonio Conte. Ho un debole per Lui. Per me è il vero Numero Uno… Il Chelsea spende 20 milioni (più tanti altri milioni in bonus) per comprargli Emerson Palmieri e Lui, il mitico Antonio, commenta con un favoloso: “Non me lo ricordo…”. Non proprio il miglior modo per accogliere il brasiliano. Diciamo che per l’ex esterno giallorosso la strada verso il successo in quel di Londra, sponda Blues, sarà lunga ed impervia… E, aggiungo, Conte non perde l’occasione per dimostrare la sua “irrequietezza” nei confronti di Abramovich. Voleva Dzeko, gli hanno preso Emerson Palmieri… A giugno, salvo imprevisti, Conte andrà altrove. Che sia ancora Nazionale? Improbabile…
Chiosa dedicata, appunto, alla FIGC. Inutile commentare quanto accaduto. Siamo in Italia, non mi stupisco più di nulla. Per fortuna Malagò è una persona intelligente e, soprattutto, competente. Farà la scelta giusta per provare, sottolineo, provare a cambiare il nostro sistema calcio. E mi auguro tanto che la scelta dell’uomo di campo cada su Billy Costacurta. Ha presenza scenica, sa il fatto suo ed è uno che ha sempre giocato per vincere… Attenzione: Billy Costacurta, o chiunque verrà scelto, non avrà vita facile. Ricordiamoci che ogni proposta dovrà essere valutata in assemblea, ovvero da quelle persone che, in un modo o nell’altro, sono ancora lì, sempre lì, eternamente lì. Servirà grande personalità e determinazione, la stessa che Billy aveva in campo quando entrava in tackle…


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