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Editoriale

Inzaghi ha riacceso la fede rossonera ma per Balotelli non c'è spazio... Per fortuna c'è Raiola. Intanto Conte tradisce la Vecchia Signora

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
16.07.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 55916 volte
© foto di Federico De Luca

Che bello... Bello vedere i tifosi del Milan sorridenti e fiduciosi. Dopo un anno da dimenticare, il popolo del Diavolo ha ritrovato la fede, quella vera. Il merito? Solo di Pippo Inzaghi. Lui, l'uomo della dieta perfetta e delle regole ferree, ha riportato l'entusiasmo a Milanello. Certo, non è ancora un vero allenatore ma sa come farsi amare e, in un mondo in cui essere apprezzato significa moltissimo, è già tanta roba. E poi, non dimentichiamolo, SuperPippo è un perfezionista, uno che non lasciava nulla al caso da calciatore e non lo farà neanche ora che è il capo allenatore del Milan, del suo Milan. Insomma, tutto magnifico, un quadro splendido ma che, presto, rischia di essere rovinato da una macchia ingombrante quando schizzata. Eh sì, in questo Milan "inzaghiano" che muove i primi passi manca un certo Balotelli. SuperMario si sta rilassando, "sparando" ai nemici e lottando, tanto per cambiare, contro i suoi demoni e pure contro quelli degli altri. Balotelli, delle regole, se ne infischia (almeno fuori dal campo). L'impressione è che, nel Milan di Inzaghi, non ci sia spazio per uno come Balotelli. "E' mio compito valorizzarlo", ha fatto sapere il neo tecnico ma, onestamente, sarebbe meglio se ci pensasse qualcun altro. Il nuovo Diavolo non sembra pensato per gente "con la rabbia dentro". E allora? Che accadrà? Beh, bisognerà sperare in una magia, l'ennesima, del "mago" Raiola. Balotelli è uscito dal Mondiale ridimensionato. Anche il patron Berlusconi sa che, piazzarlo ora, sarà complicato, quasi impossibile, almeno alle cifre che vorrebbe incassare il Milan. Ma, signori e signore, Raiola non è, a caso, il miglior procuratore sulla piazza. Lui, come re Mida, rende oro tutto ciò che tocca e, allora, Balotelli stia pronto. L'offerta buona arriverà, non ci sono dubbi a proposito. C'è chi giura che Raiola stia già parlando con il Galatasaray, sicuro di convincere anche Prandelli, uno che ci è andato giù pesante nei confronti di SuperMario, che Balo è cambiato ed è pronto a diventare un campione. Lo sappiamo, sono frasi già sentite ma, quando le dice Raiola, di colpo diventano più reali... Balotelli, Robinho, Abate, nomi che stonano se si pensa al Milan di Inzaghi. Infatti, tutti sembrano avere le valigie in mano. Il problema è capire la destinazione... Alla ricerca della felicità al Milan, fredda programmazione a Torino. La Juve è ripartita, più glaciale che mai. Tutti a Vinovo, per 15 giorni di duro lavoro, a porte chiuse, senza la distrazione dei tifosi. Conte si veste da Elia, il protagonista de "Il bisbetico domato", film con Celentano in cui un agricoltore vive isolato dal mondo, nel suo amato cascinale in campagna, senza subire le regole di nessuno. Lui, Conte, voleva che la Juventus facesse quello tutto quello che chiedeva ma, alla fine, qualcosa non è andato per il verso giusto. La società gli ha ricordato che è lei a pagargli lo stipendio. Conte, da uomo incapace di accettare qualsiasi condizione quale è, ha detto basta. E adesso? Che accadrà? Niente, arriverà un nuovo allenatore (penso ad Allegri, Mancini o Deschamps) e Conte potrebbe finire a guidare la Nazionale. Lì, nell'azzurro, sarebbe l'unico vero padrone, nessuno oserebbe contraddirlo, sia in campo che in ufficio. Quello che alla Juve non poteva permettersi...


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