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Editoriale

Inzaghi: lui il Sassuolo lo salvava... Ancelotti: F. Coentrao serve, altrimenti... Guarin-Vucinic-Hernanes-Osvaldo: alla fine ne esce meglio l'Inter. Cannavaro-Sassuolo: Napoli sei d'accordo? Roma: Sabatini prende Sanabria, Lotito cede il profeta

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
01.02.2014 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 58155 volte

Il mercato e le sue storie. Cose che succedono, cose che non succedono, intrecci che si snodano e sorprese assolute. Filippo Inzaghi ad esempio. Il Sassuolo non era rimasto abbagliato dal nome, ma dall'entusiasmo e dalla professionalità di Superpippo. Anzi di Mister Inzaghi, perché questa vicenda Sassuolo-Milan-Primavera segna un punto fondamentale. Di Inzaghi non si parla più come ex giocatore, ma come allenatore a tutti gli effetti. E' stato tentato dal salvare il Sassuolo il Mister della Primavera rossonera (vuole vincere il titolo italiano), e lo avrebbe salvato grazie anche all'organizzazione del Club emiliano di cui adesso si avvarrà Malesani, ma il Milan è il Milan e la vita continua con entusiasmo.

Carlo Ancelotti ci teneva moltissimo a far fare bella figura ad Adriano Galliani e quando ha ricevuto la telefonata da Casa Milan, l'allenatore del Real Madrid avrebbe tanto voluto liberare Fabio Coentrao per il Milan e per Galliani. Ma tra Liga, Champions League e Coppa del Re (doppio derby contro l'Atletico in Semifinale), il giocatore serve davvero ai madridisti. E, a malincuore, ma con la doverosa e consueta professionalità verso il suo Club, Carlo Ancelotti ha dovuto negare al richiestissimo amministratore delegato rossonero il suo giocatore. Ma l'amicizia rimane solida e importante.

Incredibile dictu. Ma, alla resa dei conti, alla prova dei fatti, l'Inter capovolge il verdetto. Era uscito con le ossa rotte il Club nerazzurro dal martedì post-Genoa. Lo scambio Guarin-Vucinic saltato per la reattività della piazza e in un clima di imbarazzo generale della dirigenza, aveva giustamente fatto propendere la bilancia a favore della Juventus e fomentato grandi perplessità sul polso e sul futuro del board dell'Inter. Ma le lancette del mercato si sono rimesse in moto e alla fine le schegge dello scambio mancato hanno rimesso in primo piano l'Inter. Entrambi i Club hanno dovuto ricorrere al mercato per tamponare gli effetti del "barattus interruptus". Ma la Juventus ha dovuto prendere Osvaldo che mette di fatto fuori dai giochi Vucinic e accentua il malumore di Quagliarella. L'Inter invece si rafforza con Hernanes e recupera il rapporto con Guarin che va a comporre con il brasiliano un centrocampo importante. Chi l'avrebbe detto?

Paolo Cannavaro a Sassuolo. Destinazione degnissima, con in prima fila il patron Squinzi e una realtà fresca ed emergente. Ma Napoli e i napoletani non riescono a mandarla giù. Il capitano dei napoletani, la bandiera, va in provincia, in una squadra alle prese con il primo campionato di Serie A della sua storia. E il punto non è tanto tecnico, quanto di fede. Nel Napoli, in difesa, non giocano una sfilza di Beckenbauer. Al di là di questo però, i tifosi del Napoli, in cuor loro, non condividono l'acme con cui il presidente De Laurentiis ha vissuto e portato all'estrema conseguenza i dissidi con Paolo. Oggi Cannavaro non c'è più, ospiterà il suo Napoli al Mapei Stadium, la vicenda tecnica è chiusa. Ma il magone dei tifosi partenopei lato umano, non passa e non passerà.

Roma giallorossa attacca, Roma biancoceleste si difende. Come scrivevamo qualche settimana fa, il progetto giallorossa si consolida e fa pressing sul futuro. In qualsiasi sessione di mercato, anche a Gennaio 2014. La Roma si rafforza per il presente con Nainggolan e Bastos e ipoteca il futuro con Toloi e Sanabria. Soprattutto quest'ultimo, un vero e proprio crack giovanile a livello europeo. Nella Roma giallorossa degli alti e bassi (quante crisi nei tre anni precedenti...), il progetto si è consolidato per l'oggi e per il domani. Sull'altro fronte, è un po' la legge del contrappasso. Del resto il calcio è ciclico. Il presidente Lotito che ha sempre fatto i miracoli con il bilancio della Lazio e i debiti degli anni Novanta, è in un momento più difensivo che offensivo. Incassato l'assegno importante per Hernanes, il Club biancoceleste lo ha sostanzialmente messo nel salvadanaio. Il Profeta viene di fatto rimpiazzato dall'attesa per il ritorno di Mauri e dall'acquisto low cost di Gael Kakuta, 22enne dal Chelsea. La conduzione di una società di calcio passa anche dal gioco dell'incudine e del martello. Quando, con i conti non si scherza, si può essere economicamente martello si vincono le coppe Italia e le supercoppe d'Italia. Quando è il momento dell'incudine, si mette in sicurezza il ricavato da una grande cessione. Sta ai tifosi laziali capirlo e accettarlo.


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