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Editoriale

Italia, tutti vogliono Immobile. E se andrà in campo sia protetto come un fratello minore....

Nato a Sassocorvaro il 31 maggio 1939, allievo di Gianni Brera, Severo Boschi, Aldo Bardelli ed Enzo Biagi. Collabora con la Rai come opinionista/editorialista sportivo.
22.06.2014 00:00 di Italo Cucci   articolo letto 26809 volte
© foto di Federico De Luca

Vogliono tutti Immobile in campo. Con Balotelli o senza. Non mi ero reso conto che il Wonder Boy (ex) granata fosse così popolare. Fra i critici. E neanche a Casa Prandelli. E' stato uno degli ultimi ad esser tirato fuori dal bussolotto pieno di dubbi. "Quali attaccanti porteresti al Mondiale?". E giù Rossi, Cassano,Destro, Candreva, Cerci, Toni, sì anche Balo, ma con riserva (degli odiatori che son millanta). E Ciro, che per me era diventato come quell'urlo televisivo della Sandrocchia: "Cirooo, Cirooo" - gridavo nottedì. E per confermare la mia scelta gli facevo vincere - con ottimi compagni di giurìa - il Premio Prisco, diventato nel tempo uno dei più attendibili e desiderati. L'ho visto a Chieti Ciro, per la premiazione, un ragazzo d'oro, un figurone, applausi come se piovesse. E ho chiesto a Cairo, che l'aveva accompagnato per esser premiato a sua volta: "Che fine farà Ciro?". "Vedremo". Ho visto: Toro e Juve hanno deciso di cederlo al Borussia Dortmund per diciannove milioni, la metà di quel che costerebbe un difensore brasiliano o tedesco (per Hummels ne hanno chiesti trenta!). Peccato - mi dicevo - se il capocannoniere del campionato italiano è sbolognato così, perché Prandelli dovrebbe convocarlo? Tutt'intorno, un silenzio appena rotto da qualche modesta contestazione. Poi Prandelli ha deciso di lasciare a casa Destro e Rossi (a proposito, vista la condizione fisica di Cassano m'è venuto il sospetto che Pepito, per essere cancellato, dovesse stare malissimo, ma non ci credo) e Ciro ha avuto il biglietto per il Brasile. Evviva. Macchè. Ha fatto appena un giretto con l'Inghilterra e la Costarica l'ha vista dalla panchina mentre in quello sciagurato secondo tempo entrava di tutto: Cassano, Insigne, Cerci, per carità non ce l'ho con loro, ho detto e scritto soltanto che avrei messo lui subito (insieme a Bonucci dietro, per ricostituire la difesa juventina, come dico da mesi), per un 4-4-2, cancellando l'ignominioso 9-1 che ha fatto capire ai Ticos che ce la facevamo addosso e a noi - quando si è arrivato addirittura al folle 4-2-4 - che avremmo perso. Battuti dal Carneade Pinto (adesso ne parlano come se fosse Mourinho) ecco l'alto mio grido esplodere nelle radio, nelle tivù, sulle prime pagine dei giornali: "Cirooo! Cirooo!". Ma mica perché Immobile è diventato grande e indispensabile: è che si vogliono togliere di torno Balotelli, caricando così di responsabilità le tenere ma robuste spalle del piccolo italiano spedito agli ordini di Jurgen Klopp. Chissà se Prandelli ha sentito il grido di dolore levarsi dall'amata Patria; e se lo metterà in campo - solo o...male accompagnato - contro l'Uruguay di Cavani e del diabolico Suarez. Io ci conto, ma non per trasformarlo in capro espiatorio, come Balo, in caso di sconfitta. Ci sono ben altri fenomeni, in Nazionale, mi limito a dire Buffon e Pirlo: se Ciro sarà mandato in campo, cerchino di proteggerlo come un fratello minore. Da veri Fratelli d'Italia.


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