VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Juve, adesso rischi: Allegri (che stramerita la conferma) a gennaio doveva essere accontentato. Pioli, numeri e prospettive: i dubbi di Suning sono fondati. Il teatrino di Spalletti ha danneggiato soprattutto Spalletti

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
09.04.2017 10:52 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 58622 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

La Juventus ha ormai deciso: avanti con Massimiliano Allegri anche nella prossima stagione. Una scelta saggia perché il tecnico livornese in questi tre anni (o poco meno) alla guida dei bianconeri ha conquistato in Italia tutto ciò che c'era da conquistare lasciando per strada solo due Supercoppe. Una persa ai rigori contro il Napoli e un'altra sempre dal dischetto dopo 120 minuti contro il 'fenomeno' (perché di fenomeno si tratta, nonostante l'errore col Pescara) Gianluigi Donnarumma.
Due Scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana. Oltre a un tricolore nuovamente a un passo e una finale di coppa nazionale strappata al Napoli in settimana.
Molto difficile fare meglio. E infatti questi risultati non li aveva portati a casa nemmeno il suo predecessore. La Juve di Conte non era forte come quella di Allegri, è vero, ma è grazie all'allenatore livornese se i bianconeri hanno compiuto un salto di qualità in Europa. Con buona pace delle 'vedove' del manager del Chelsea. Due anni fa una cavalcata che portò la Juve fino alla finale di Champions, nella passata stagione la rocambolesca eliminazione per mano di un Bayern che si dimostrò più forte solo sulla carta. E non meritava di passare il turno.
Allegri ha tre grandi doti: sa come gestire un grande gruppo senza la necessità di dover continuamente esacerbare gli animi. Proprio come il suo predecessore al Milan Carlo Ancelotti. Ha un'ottima capacità di lettura del match a gara in corso e sa, con cambi drastici e repentini, dare una svolta alle sue squadre durante la stagione quando capisce che qualcosa non va.
Ricordate il famoso passaggio alla difesa a quattro in Champions contro l'Olympiacos? Fu una svolta epocale, che permise a una Juve, eliminata un anno prima già nella fase a gironi, di approdare in finale contro il Barcellona.
Bene, quest'anno ha fatto qualcosa di molto simile. Ha capito nella pausa natalizia che senza gioco, forse, avrebbe vinto di nuovo in Italia, ma in Europa non sarebbe andato troppo lontano. E dopo il ko di Firenze ha dato una svolta netta alla sua squadra, scendendo in campo nel match successivo con la Lazio col 4-2-3-1. Ha impiegato Mandzukic ala sinistra e ha permesso alla sua Juventus di cambiare marcia. Quel cambio arrivò a gennaio, ma fu da subito chiaro che venne pensato e confezionato per la Champions. Con quattro attaccanti s'è vista una Juventus più brillante, con potenzialità tali da potersela giocare contro tutto e tutti. Anche in Europa.
Adesso, però, i campioni d'Italia arrivano al momento clou della stagione senza poter sfruttare al 100% il suo potenziale per colpa di una società che a gennaio ha commesso una leggerezza: non ha acquistato un altro attaccante. E' bastato l'infortunio di Marko Pjaca per mandare il reparto avanzato in emergenza. Nelle due sfide contro il Napoli è emerso con chiarezza che proporre il 4-2-3-1 con Lemina o Sturaro nei quattro d'attacco non è la stessa cosa. S'è rivista la stessa Juve di inizio stagione: solida, ma non brillante. Senza quel bel gioco che è condizione necessaria per spuntarla in Europa da questo momento in avanti.
Una bella gatta da pelare per Allegri che si trova dinanzi a un bivio: andare avanti col 4-2-3-1 precludendosi in ogni gara (soprattutto in quelle europee) la possibilità di avere in panchina un attaccante in grado di cambiare il match a gara in corso o cambiare modulo? Scelta difficile: non vorrei essere nei suoi panni.

Occhi sull'Inter, parto da un dato. Troppo spesso in questi mesi è stata data come certa e certificata una notizia che, dati alla mano, tanto veritiera non è. L'assunto è questo: "Da quando c'è Pioli, questa Inter viaggia a un ritmo da Champions League". Una tesi non corroborata dai numeri. Se si prende infatti in esame la classifica da quando il tecnico emiliano è arrivato all'Inter emerge un altro scenario.

La classifica da quando Pioli guida l'Inter
*Juventus 47 punti
Napoli 43
Roma 42
Lazio 38
Inter 38
*Atalanta 37

Juventus, Roma e Napoli hanno comunque conquistato più punti, la Lazio di Inzaghi non ne ha conquistati meno. Chiaro e pacifico che Pioli, rispetto a de Boer, abbia permesso il cambio di passo all'Inter. Ma per una società sempre più ambiziosa, che vuole lottare per il titolo già dal prossimo anno, è lui il tecnico giusto? I dubbi di Suning permangono. E non a caso, sfumati almeno per la prossima stagione Simeone e Conte, la proprietà cinese continua a sfogliare la margherita. Pioli non convince, la ricerca continua e non è escluso che possa ultimarsi con l'ingaggio di Luciano Spalletti. Nonostante quest'ultimo, negli ultimi mesi, ci abbia pensato da solo a farsi della cattiva pubblicità.

Personaggio controverso il manager di Certaldo, che negli ultimi mesi è sembrato la controfigura di sé stesso. Il suo rapporto con la stampa è sempre stato spigoloso, ma adesso è giunto a un punto di non ritorno. E' evidente da qualche mese che Spalletti abbia già preso una decisione sul suo futuro: vuole andare via dalla Capitale. Legittimo. Ma perché esasperare sempre più il clima, conferenza stampa dopo conferenza stampa, attaccando una volta si e l'altra pure giornalisti che giustamente gli facevano e fanno domande sul suo futuro (ha un contratto in scadenza) o sull'impiego del giocatore più amato di sempre dalla tifoseria giallorossa?
Spalletti risponde regolarmente attaccando o offendendo. Per alzare sempre di più il livello della tensione, per far passare il messaggio che quando andrà via non sarà per colpa sua, ma perché è stato costretto. Un teatrino che ha francamente stufato.
Bravo il presidente James Pallotta a metterlo spalle al muro in occasione del suo ultimo viaggio in Italia. Il numero uno giallorosso ha più volte ribadito la fiducia nei confronti dell'attuale allenatore. Un modo esemplare anche per far passare un sotto-messaggio altrettanto chiaro: "Se Spalletti andrà via sarà solo perché è lui a voler andare via. Non è stata la società a fargli pressioni".
Adesso, per il tecnico della Roma è l'ora di fare chiarezza senza attacchi o giri di parole. Continuare così vuol dire solo continuare a fare del male soprattutto a sé stesso. Ma la vedete la Juventus (che a Spalletti ci ha pensato seriamente qualche settimana fa) puntare su un allenatore che si rende protagonista di continue uscite fuori dalle righe? Io no. E probabilmente nemmeno la società bianconera, che fa bene a tenersi stretto Allegri.

* = Una gara in più


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Campionato falsato, subito la riforma e premio-promozione. I limiti dell’Inter, a gennaio uno fra Ozil, Draxler e Vidal. Juve, i nodi di un mercato modesto. Howedes rotto, Douglas Costa fantasma. Con Uva in Uefa l’Italia più forte 22.09 - Dopo cinque giornate è già abbastanza chiaro che il campionato è falsato. Facendo una proiezione, a dicembre, ma forse prima, la situazione sarà già ben delineata con 7-8 squadre in corsa per i posti che contano, quattro o cinque in lotta per non retrocedere e le altre (troppe) senza...
Telegram

EditorialeDI: Luca Marchetti

Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ecco tutti gli errori fatti a Barcellona. Processo a Allegri. Douglas Costa non serve. Paragonare Dybala a Messi è follia. Donnarumma deve scegliere il Milan o Raiola. Inter, contatto per Chiesa 15.09 - Conosciamo troppo bene il calcio per non sapere che tirare conclusioni a settembre è roba da ricovero. Soprattutto quando si parla di Juve e di Allegri. Ricordate l’anno dei dodici punti in dieci partite? E comunque la non brillantezza, le partenze in salita a settembre, sono una...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Una brutta Champions e una speciale classifica: ecco quanto costano le squadre in Europa, che sorprese! 14.09 - Certo che questa due giorni di Champions non ci lascia con buoni pensieri... le italiane vanno male, un punto in tre partite, e comunque con una gara di sofferenza più che di sfortuna. La Juve che dimostra ancora di non essere al livello del Barcellona (e Dybala con alcune curve ancora...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Dybala-Messi, la differenza è abissale! Di Francesco, cena per Alisson… Inter, pensieri da grande! E brindiamo con Rooney… 13.09 - La Juventus ha perso al Camp Nou. Ci ha pensato Leo Messi a spegnere i sogni di gloria dei bianconeri. Tutti aspettavamo la consacrazione, l’ennesima, di Paulo Dybala. Non è andata benissimo… Ancora una volta, la Pulce ha confermato, a suon di giocate e leadership, di essere il numero...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.