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La Giovane Italia
Editoriale

Juve: Allegri sta vincendo l'ultima sfida (e Ronaldo...). Inter: Spalletti ha un muro insuperabile da battere (e c'entra Icardi). Milan: il mercato e la memoria corta. Arriva il derby, con le solite balle...

09.10.2018 07:15 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 45436 volte
© foto di Alessio Alaimo

C’è la sosta. Porca malora. La sosta non piace a noi, ma neppure ai giocatori: Mancini ne ha convocati 28 e sono tornati a casa in 29 (anche il giardiniere di Coverciano si è dato malato). Ma non è questo il punto: le soste ci sono e ce le teniamo. Parliamo piuttosto di Temptation Island Vip, il programma dei cornutoni. E voi direte: “Di grazia, cosa c’entra?”. Niente, ma 1) Tra i protagonisti c’è tale Andrea Zenga, figlio di cotanto portiere e 2) Non c’è altro da dire (c’è la sosta, accontentatevi).

E, niente, oggi c’è la finale di questo programma molto seguito anche da chi dice “io non lo seguo” e persino da chi dice “io davvero non lo seguo!”. In questo programma le coppie vanno su un’isola, le donne da una parte e gli uomini dall’altra. Le donne vengono tentate da alcuni manzi porcelloni, gli uomini a loro volta da alcune manze procacissime. Più o meno le cose vanno sempre alla stessa maniera: i due al momento della separazione dicono “noi siamo forti e ci amiamo, non cadremo in tentazione!”, poi lei cade in tentazione, lui cade in tentazione, lei vede un video di lui e dice “maledetto stronzo!”, lui vede un video di lei e dice “brutta porcella!”, i tentatori se la godono come ricci e, infine, si arriva al momento della ricongiunzione tra i due. Generalmente i due quando si ritrovano si mandano reciprocamente affanculo, ma poi fanno la pace e dicono “sei il mio picci-picci, torniamo a casa a fare il budino”. Totale: Temptation Island è un programma per coppie che hanno bisogno di una scusa (“voglio capire quanto è forte la nostra relazione”) per fare delle porcherie extraconiugali. L’effetto collaterale è che poi sei sputtanato a livello globale e tutti dicono “guarda il cornutone!”, ma puoi rifarti grazie alle ospitate in discoteca (“questa sera abbiamo Costangelo di Temptation Island! Pubblico, salutate Costangelo!”. E loro: “Ciao cornutone!”. Lui infine si mette in tasca il gettone di presenza e se ne fotte). Avrei voluto parlarvi dello spinoso caso di Andrea Zenga e della fetente compagna di avventura che gliela sta facendo sotto al naso, ma non c’è più spazio perché bisogna parlare di calcio. Pazienza. Diremo solo una cosa: “Rinviala oltre la metà campo come farebbe tuo padre con un Tango di Italia ‘90, rinviala”.

Comunque noialtri non vediamo Temptation Island, ci ha raccontato tutto un cugino alla lontana.

Ma parliamo di calcio.

In regime di “sosta” nelle redazioni si trattano temi noiosissimi per tirare in là il più possibile, il primo dei quali è “Hanno segnato tutti i bomber!”. E tu vorresti rispondergli: “Eh, grazie alla fava, si chiamano bomber per quello”. Un altro tema che riempirà le pagine da qui al 21 ottobre è: “E’ più forte Higuain o Icardi?”, che è come dire “ti piace di più il brasato con la polenta o il pane e nutella?”. Cioè, son buoni tutti e due, va a gusti e dipende dal momento, no? In questo momento tutti vorrebbero sia il brasato che la nutella.

Parliamo di Icardi. Ieri molti hanno applaudito Icardi perché ha segnato due gol, perché ha raggiunto Vieri a quota 103 reti in campionato con la maglia nerazzurra eccetera eccetera. Ma siamo alla solita manfrina: applausi quando segna, “sopravvalutato” quando non segna. Ecco, più degli “applausi quando segna”, Icardi meriterebbe un minimo di clemenza in più quando non è in serata. Ma, ci rendiamo conto, sarebbe chiedere troppo perché “i critici di professione” non possono fare a meno di rompere le balle (lo hanno fatto anche sul rigore sbagliato da Antenucci al grido di “Handanovic non si è mosso!”. Robe da matti). Forse è il caso di dar retta a tal Cambiasso Esteban, che sul tema domenica sera ha detto così: “Vi faccio presente che noi continuiamo a chiedere di più a Icardi, che è il miglior giocatore dell'Inter. Invece di chiedere di più agli altri, si continua a pretendere di più da lui, che comunque è quasi sempre decisivo".

Il resto lo ha detto la partita di Ferrara: l’Inter è in grande e costante crescita, con la Spal ha fatto fatica perché non ha ancora la rosa né la capacità devastante della Juve di affrontare le partite tutte alla stessa maniera, è cioè con “fame bestiale” e “lucidità costante”, ma riesce a togliersi dalle rogne grazie alle giocate dei suoi campioni. Nelle giornate “no” funziona così: ci devono pensare le stelle e l’Inter, per sua fortuna, le ha.

Alla ripresa ci sarà il derby, lo sanno anche i sassi. Due considerazioni. La prima: non ho biglietti. La seconda: il Milan gioca bene.

Il Milan gioca bene e questa cosa è evidente anche a quelli de “l’ombra di Conte”. Gattuso sta prendendo a calci l’ombra di Conte e – sempre in maniera figurata – anche quelli che gli avevano già scavato la fossa e ora fanno finta di niente (mica scemi). Il Milan è pimpante dalla metà campo in su, se la gode con Higuain ma anche con Suso (ne abbiamo parlato settimana scorsa) e, al limite, deve trovare maggiore compattezza in difesa: non nei difensori e neanche nella “fase difensiva”, semmai nella capacità di spedire qualche pallone in tribuna quando serve (oh, capita anche al Barcellona). Qui però non vorremmo vestire i panni dei “maghi della tattica” che non siamo e, semmai, preferiamo dire in tre parole quello che pensiamo: il tanto bistrattato mercato della passata stagione sembra non essere tutto quello schifo che si diceva. Biglia sta finalmente tornando Biglia, Calhanoglu sa il fatto suo, Rodriguez pure, Kessiè anche, Musacchio è discreto titolare, André Silva capocannoniere in Spagna e Conti si vedrà. Certo, serviva Higuain per dare sostanza ai quattrini spesi un anno fa, segno che, forse, il vero peccato originale è stato quello di investire su Bonucci invece che su un bomber di razza. Totale: Mirabelli non è il fesso che qualcuno vuol far credere, ma attualmente è senza squadra e, quindi, tutti si permettono di dire tutto. Quando tornerà in una qualche club quelli che ora lo attaccano ricominceranno a chiamarlo direttore (“ué direttò!”) e buonanotte ai suonatori. Le cose da queste parti vanno così, che ci volete fare.

Della Juve si possono dire molte cose, la prima delle quali è la seguente: porca miseria. La Juve vince sempre e vabbé, ma ora crea problemi anche ai nemici di Allegri perché si è messa pure a giocare bene. Qualcuno vi dirà “è il minimo con cotanta rosa”, ma quelli sono i soliti brontoloni che non si accontentano neppure delle 10 vittorie filate (“bisogna vincere la Champions!”. “Eh ma è ottobre…”. “La Champions!”. “Eh ma…”. “La Champions!”. Ci siamo capiti). Allegri dimostra sempre di più di essere il migliore in assoluto non quanto a “giuoco applicato al campo”, semmai per “gestione di rose traboccanti fenomeni”, cosa per nulla semplice. Al resto pensa Ronaldo, bravissimo a infilarsi in un meccanismo che non gli apparteneva e a fare quello che sta facendo. Ecco, Ronaldo. C’è tutta la faccenda della presunta violenza. Fare qualunque cosa che non sia “riportare i fatti” è chiaramente una puttanata alla quale il sottoscritto non parteciperà. L’unico errore che tutti dovrebbero evitare è banalizzare la faccenda trasformandola in una questione di “io tifo Juve e quindi lo difendo”, “io non tifo Juve e quindi lo attacco”. Ovviamente sta andando (e andrà) esattamente così, perché oh, questi siamo.

Fine. È uscito l’elenco dei 30 in lizza per il Pallone d’Oro. Non c’è neppure un italiano. In bocca al lupo Mancini e ricordati: alla peggio è tornato Cassano (twitter: @FBiasin).


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