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La Giovane Italia
Editoriale

Juve: Chiellini e altri difensori. Inter: 10 "segreti" sulla festa di Wanda Nara (e uno su Spalletti). Milan: Donnarumma, Abate... e un dato di fatto su Ibra. Napoli: forza Ancelotti, fai impazzire i critici

11.12.2018 06:50 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 33125 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Sono stato al compleanno di Wanda Nara. Giuro. Mi ha invitato perché è gentile. E quindi non dovrei, ma vi racconto tutto il torbido di una festa che ha fatto molto parlare e ha indignato i più. Giustamente, tra l’altro: un capitano che va alla festa di sua moglie non si era mai visto. E poi dopo una sconfitta lo sanno tutti che bisogna stare chiusi in casa. Le basi, porca miseria. Comunque, a questa festa sono successe cose molto gravi, cose che non dovrebbero passare sotto silenzio, e infatti ve le racconto in dieci pepatissimi punti.

1) Gli orari da Sodoma e Gomorra

La prima cosa che nessuno vi ha detto è che questa festa non è stata organizzata negli orari normali delle feste tipo mezzanotte o l’una, proprio no. Signori, ascoltatemi bene: hanno convocato la gente alle 19. Questa cosa se ci pensate è gravissima: le 19, in contemporanea con l’Eredità di Insinna. Le 19 sono un orario che nasconde certamente delle cose losche: avete mai sentito Marilyn Manson che organizza una festa alle 19? No? Esatto, neppure lui aveva osato tanto.

2) La presenza fanciullesca

Signori, non so se è normale, ma io ve lo dico: alla festa di Wanda Nara c’erano i bambini. Avevano l’aranciata in mano e i palloncini. Lo ripeto: i bambini. Con l’aranciata. Alle 19. Avete mai visto Marilyn Manson a una festa con i bambini? No vero? Ebbene, i terribili coniugi Icardi hanno osato portare loro: i bambini.

3) L’acqua D’Ambrosia

Non chiedetemi perché, ma il sottoscritto era spesso al bancone del bar. Ebbene, a un certo punto è passato D’Ambrosio e ha parlato fitto-fitto col barista. Non ho capito cosa si siano detti, ma a un certo punto ho sentito uscire dalle sue labbra le seguenti quattro parole: “Non gassata per favore”. E se n’è andato via con un bicchiere sospetto di liquido trasparente. Amici della Wada: poi non dite che non vi abbiamo avvisato.

4) I fenicotteri rosa

La riprova che questa festa no, non era certamente normale ma nascondeva mille magagne, è confermata dalla presenza di enormi fenicotteri rosa un po’ ovunque. Erano dei gonfiabili e, tenetevi forte, i bambini giocavano dentro codesti gonfiabili molto rosa. In realtà il rosa predominava un po’ ovunque: palloncini, gadget, suppellettili. Vi sembra normale? Marilyn Manson ha mai fatto feste in rosa? Non ci risulta. Il famoso telefono “salva-bambini” si chiama per caso “telefono-rosa”? Non ci risulta. Signori: era tutto rosa.

5) Cruciani vs Biasin

A un certo punto l’invitato Cruciani mi guarda da fondo sala e mi fa: “DueaunoImmobileeeeeeeeal novantacinquesimoooo!!!!”. E io: “Ammazza che botta de culo”. Quattro minuti dopo ancora Cruciani, questa volta sotto voce: “Due a due, ha segnato Saponara di tacco al novantanovesimo”. Fingeva indifferenza, ma per reggersi si è appoggiato a un fenicottero rosa.

6) Lo champagnone

Chi legge le mie boiate forse sa della mia passione per Mauro Icardi, ma questa volta non lo posso salvare neppure io. Aprite bene le orecchie: alle ore 23 Mauro Icardi ha sollevato con due mani un enorme bottiglia contenente dello champagne e dopo aver detto cose forti tipo “io e Wanda siamo felici che siate qua, evviva!” ha stappato il bottiglione il cui contenuto è fuoriuscito bagnando molti tra gli astanti. Il capitano di una squadra importante come l’Inter che stappa un bottiglione di champagnone in onore della moglie alle ore 23 con in testa un buffo cappellino: Trainspotting, scansati.

7) Borghese la ribbbalta

Ebbene sì, tra gli ospiti c’era anche il noto chef e conduttore Borghese. Ebbene, potrei sbagliarmi, ma parlando con altri invitati mi è parso di sentirgli dire: “Juve-Inter 1-0? Amici qui presenti, parliamoci chiaro: se solo lo voglio io posso ribbbaltare il risultato”. E uno dal fondo: “E chi sei, Mandrake?”.

8) La torta zuccherona

A un certo punto è arrivata la torta. Ebbene sì, era rosa. Glassata. Molto zuccherona. Sarà stata mezzanotte meno un quarto e alcuni calciatori hanno mangiato una forchettata di torta zuccherona. A quel punto avrei voluto gridare “Ma cazzo, siete dei professionisti! Basta torta zuccherona!!!”. Ma è partito il trenino.

9) Brigit bardò bardò

Voi non potete capire cosa succede ai compleanni di queste persone famose, altro che i nostri compleanni di persone normali: c’è la torta zuccherona, c’è lo champagnone, ci sono i regali e – tenetevi forte – a un bel punto è partito un clamoroso trenino sulle note di “Brigit bardò bardò, Brisgìtte beijou beijou”. Cose da matti. Indovinate chi guidava il trenino ciuff ciuff? Esatto, Mauro Icardi. E i bambini? In fondo al treno con Cruciani. Qui nessuno pensa ai bambini.

10)L’essere impresentabile

Fino a qui abbiamo scherzato, ma a un certo punto la musica è finita e questa festa durata dalle 19 fino addirittura a mezzanotte, questa festa con i bambini, i fenicotteri rosa, lo champagnone, la torta zuccherona, Cruciani & Borghese, è rimasta in balia di gente terribile: i calciatori se ne erano andati da un pezzo, ma c’erano ancora invitati e baristi in difficoltà perché non riuscivano a rispedire al mittente alcune richieste imbarazzanti del genere “fammi un bicchiere di Fernet con RedBull che devo smaltire la zuccherona”. Signori, all’indomani di Juve-Inter 1-0 c’era un essere impresentabile che non pensava a quella partita, né si crogiolava nel ricordo del gol di Mandzukic ma, evidentemente alticcio, implorava un Fernet con RedBull. Uno schifo. E sapete perché lo sapevo? Perché quel tizio ero io.

(La verità è che non ho molte altre cose da dire, ma qualcuna sì: facciamo in fretta).

- Se tutto va come deve andare “Marotta all’Inter” verrà annunciato giovedì. Sarà Direttore Generale e ad per la parte sportiva (dopo il cda).
- Molti rompono le balle a Spalletti “perché ha sbagliato il cambio Politano-Borja Valero”. È vero, probabilmente ha sbagliato: voleva dare sostegno a Brozovic e invece avrebbe dovuto mettere un esterno. In fondo col senno di poi tutto “è vero”. Tutti sono bravissimi, “dopo”, persino noi. Prima no. Chi dà dell’incompetente a Spalletti non si è accorto di quello che ha fatto e sta facendo nell’Inter, la squadra che stasera prova a giocarsi l’accesso agli ottavi di Champions, ovvero la coppa che i nerazzurri non giocavano da troppi anni e ora devono giocare “sempre”. In attesa di possibilità diverse (fairplay finanziario, che tu sia maledetto) questo è l’obiettivo sul quale dovrà essere giudicato l’allenatore.
- Una volta tanto anche gli arbitri vanno applauditi. Irrati è stato bravissimo. E sapete perché? Perché non combatte contro la tecnologia, ma la sfrutta. Prima lo fanno tutti, meglio sarà.
- Siccome rompiamo spesso e volentieri le balle a Donnarumma, è giusto che rendergli merito: le due parate durante Milan-Torino sono qualcosa di grande.
- Di Francesco è colpevole. Sì, ha certamente le sue responsabilità. Di Francesco è da cacciare? No, sarebbe un errore. Bisognerebbe chiedere spiegazioni ai proprietari del club, sempre che non siano i primi a volersene andare…
- Gattuso è un allenatore fatto e finito. Altrimenti non sarebbe quarto in classifica. Altrimenti non avrebbe improvvisato Abate centrale. Altrimenti non avrebbe trasformato i fischi di Bakayoko in applausi. Il mercato? “C’è Leonardo”. Così si crea un gruppo solido.

- Abate da centrale difensivo sta giocando divinamente. Dopo 15 anni di carriera ci voleva Gattuso per renderlo un giocatore completo: bastava impedirgli di crossare.

- Dite che Ibra ha approfittato delle voci sul Milan per battere cassa con i Galaxy? No dai, non è davvero nello stile di Mini Raiola. Non ci crediamo.
- Dicono che in Italia manchino i difensori, che rispetto a 20 anni fa sono tutti delle pippe. Forse è davvero così, ma Chiellini ragazzi... Chiellini andrebbe clonato.
- Ancelotti stasera si gioca il futuro europeo del Napoli a Liverpool. Se gli azzurri andranno agli ottavi, sarà un capolavoro. Ma non mancano gli sciacalli pronti a dire, in caso di fallimento, che faceva meglio Sarri a snobbare l’Europa per inseguire la Juve. La verità? Sono paragoni senza senso, perché questa Signora è inarrivabile. E Carletto coi Reds sa come si fa...

(Ovviamente ognuno tocchi quel che crede: ferro e altri metalli nobili).


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