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SONDAGGIO
Come finirà il derby di Milano?
  Vincerà l'Inter
  Finirà in pari
  Vincerà il Milan

La Giovane Italia
Editoriale

Juve: De Ligt, Rabiot, le scelte a centrocampo e quella (contestata) di Buffon. Inter: il futuro di Barella e le piste (differenti) Dzeko e Lukaku. Milan: sì a Hernandez, no ai ricatti (e Modric...). Napoli: DeLaurentiis ha cambiato marcia

02.07.2019 19:34 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 108938 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Mentre scriviamo questo inutile pezzo, in tv un tizio ha appena detto “voglio andare al falò per capire se i sentimenti di Carmela nei miei confronti sono ancora gli stessi, non provate a fermarmi”. Avrei voluto dirgli “Non lo fare, Gonzalo, te ne pentirai”, ma non poteva sentirmi. E niente: Carmela pur provando sentimenti purissimi pare abbia fatto della zumba con il provocatore Costangelo, ma a sua volta Gonzalo ha fatto il birichino durante taluni “giochi-aperitivo” piuttosto porcherecci con la provocatrice Mariellona.

Gonzalo a quel punto si è imbufalito e ha detto “Tra me e Mariellona non c’è stato praticamente nulla, mentre tra Carmela e Costangelo sì! Maledetti!” e vuole a tutti i costi un confronto chiarificatore. A sua volta Carmela, pare non ne voglia più sapere di stare al mondo, al punto che neanche la generosità di Costangelo (“se vuoi mi faccio un giro di walzer con Mariellona così da allontanarla da Gonzalo”) sembra avere avuto effetto. È una storia molto intricata, ce ne rendiamo conto, ma al momento non possiamo dirvi di più.

Ebbene signori, questo è il grande universo dell’Isola del Cornone, un programma estivo e ipnotico che fa il 23% di share; un programma, nevvero, che assomiglia molto al mercato delle carni e pure a quello del calcio, solo che il mercato del calcio ha una cosa che lo impreziosisce particolarmente rispetto a tutti gli altri: l’INDIZIO SOCIAL.

L’indizio social è la nuova, grande moda del mercato 2019. Cioè, c’era anche l’anno scorso ma quest’anno di più. Tutto è indizio social: lo sfondo di una foto a Gabicce, un commento messo e cancellato, un ritweet inatteso ma “è stato l’hacker!”. Signori, l’indizio social ha sorpassato sulla destra alcune antiche usanze che da anni dominano nel mercato tipo “c’è un Mister X!” o “Tizio ha già comprato casa”, ma è anche vero che “c’è un mister X!” esplode in genere verso fine luglio.

Ma vediamo un po’ cosa è successo in queste ultime ore friccicarelle. Pronti? Via.

Giulini, presidente del Cagliari, ha chiarito di essere d’accordo con la Roma per Barella e questo perché l’Inter dopo aver detto “Ok, si fa” sarebbe scomparsa tipo Marc Caltagirone. Alcuni dicono "Giulini sta facendo il furbo", altri "l’Inter sta facendo la furba", altri ancora sono in attesa di indizi social che tardano a venire, noi restiamo sulle nostre timide (ma ferme) posizioni: l’Inter non vuole spendere più di 40 milioni “tutto compreso”, ha un accordo solidissimo con il giocatore, temporeggia, non ha fretta. Rischia? Solo e soltanto se il giocatore romperà il patto, magari di fronte a un'offerta economica molto più vantaggiosa. È possibile? Tutto è possibile. E probabile? Decisamente no.

L’Inter intanto completa 45 milioni di plusvalenze (sembra facile perché ci riesce ogni anno, ma non lo è affatto), presenta Godin, Lazaro, oggi Sensi, ha buone sensazioni per i “soliti” Dzeko (pista un po' più fredda, ma solo temporaneamente) e Lukaku (si lavora per il prestito biennale e 70 milioni totali sul piatto) e per la prima volta prova a portare a Milano tutti i giocatori presenti nella “lista” stilata con il benestare di mister Conte. Molti dicono: sì, ma in ogni caso servirebbe un centrocampista di qualità in più. E si citano Pogba, Eriksen, Rakitic, tutti. La verità? Nessuno sa se effettivamente l’Inter pensa a un colpo a sorpresa e, nel caso, lo farebbe solo in presenza di una cessione importante. L’unica certezza? Conte ha chiesto di andare in ritiro con il gruppo più “al completo” possibile e forse, da questo punto di vista, dovrà pazientare un po’.

Due cose sulla Juve: è arrivato Rabiot, che è giovane, forte e a parametro zero. Anche Ramsey è a parametro zero. Bentancur è costato tremila lire, Emre Can parametro zero, Khedira pure, Matuidi 20 milioni, Pjanic 30. E, insomma, al netto delle commissioni (che ci sono, ci mancherebbe) e degli ingaggi assai corposi, i bianconeri a centrocampo stanno facendo cose egregie e fa un po’ sorridere sentire quelli che “sì ma serve di più”. Ancora di più? Davvero? Ecco, spesso si è parlato – anche a sproposito – di “effetto Ronaldo”: il fatto che diversi giocatori “liberi dal cartellino” scelgano di accasarsi alla Juve può certamente dipendere dalla presenza del portoghese. È una cazzata? Forse, ma non avevamo altre cose da dire. Anzi, una sì: De Ligt è sempre più vicino. E un'altra: c’è chi rompe le balle a Buffon perché è tornato alla Casa Madre e, addirittura, vorrebbe giocare delle partite. “Avrebbe dovuto smettere!”, dicono. Ma perché mai? Per far contenti gli invidiosi? Buffon ha ricevuto offerte (più di una) e, tra le altre, anche quella che gli permette di riprovarci con la maglia prediletta. In più può dare una bella mano a un tecnico bravo ma che presumibilmente avrà bisogno di tempo per ambientarsi nel suo nuovo club. “Doveva smettere per il suo bene”. Ma saprà lui qual è il suo bene, o no?

Ah, ecco, il Napoli. Il Napoli sta crescendo. E non è una cosa buttata là: Manolas e Koulibaly completano una coppia difensiva da leccarsi i baffi e per una volta De Laurentiis sembra realmente intenzionato a non lasciare nulla di intentato. Nei giorni della Spagna campione d’Europa Under 21 una menzione speciale va al ds Giuntoli, bravissimo a puntare un anno fa su Fabian Ruiz. Dicevamo: “E’ pazzo? Costa tantissimo”. Lui se n’è fregato allegramente e ora si ritrova in casa un vero pezzo da novanta. Il segreto del bravo ds è tutto lì: scegli il giocatore, capisci quanto vuoi spendere, non ascoltare chi ti dice “è troppo” o “alza l’offerta che te lo portano via!”. In poche parole: fottitene del chiacchiericcio. Giuntoli, da questo punto di vista, è un maestro.

Al Milan è arrivato Theo Hernandez, lo sanno anche le pietre. Modric resta un sogno (quasi) impossibile. Lovren (Liverpool) interessa per la difesa. È stata la settimana dell’accordo con l’Uefa, c’è chi ha esultato e – con tutto il rispetto – non avrebbe dovuto (il calcio esiste per andare a vedere le partite, se te le tolgono d’ufficio… non puoi festeggiare), ma è anche vero che la nuova proprietà bene ha fatto a scegliere il male minore, ovvero quella sorta di “condono” che permetterà ai rossoneri di fare un mercato se non sfavillante, quantomeno a misura di Giampaolo. Proprio nell’ottica dell’accordo con l’Uefa si inserisce la questione Donnarumma: la partenza resta probabile, ma non dovrà mai essere un’imposizione di altri club, soprattutto quelli che sono stati gestiti per anni in maniera “allegra”, in linea teorica dovrebbero avere ben più guai dei nostri e, invece, si ritrovano ancora oggi a fare la voce grossa e a imporre condizioni di scambio che neanche al monte dei pegni.

Ultimissima e ci salutiamo. L'altro giorno ho scritto “La Juve prima di scegliere Sarri ha contattato Conte via Paratici, ma l’ex ct ha declinato perché aveva dato la parola all’Inter”.

REAZIONI
90% Legittima indifferenza.
10% “Fesso, ridicolo, pelato”.
0% “Forse per una volta ha dato una notizia”.
C'è grande stima.

E ora torniamo all’Isola del Cornone. Anzi no, puntiamo su Chernobyl, la serie. Se non l’avete ancora vista, beh, vi diamo un consiglio che vale più di tutta la fuffa che avete appena letto: guardatela.


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