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Editoriale

Juve: dopo Pjanic (e la bugia su Pogba) ecco la nuova Euro-mossa! Inter: deciso il primo "colpo" di Suning. Milan: Galatioto c'è ma occhio a Silvio... Napoli: la scelta di Lapadula

14.06.2016 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 91283 volte
© foto di Alessio Alaimo

(Questo editoriale va in onda in forma ridotta perché son sugli spalti dello stadio Parc Ol di Lione e c'è poco da fare gli scemi).

Qui Lione. Mi han spedito a vedere l'Italia. Voi che leggete già sapete che fine abbiamo fatto, io purtroppo no. A sensazione credo che finirà 0-2 con gol di Giaccherini e Pellè, ma potrei sbagliarmi.

Fatta la simpatica gag, passiamo nientemeno che alla geopolitica.

In Francia c'è un puttanaio che metà basta. E poi dicono degli italiani. La verità è che da tempo noi europei ci sentiamo migliori perché abbiamo individuato il "nemico comune" (i fetenti terroristi) e ci siamo dimenticati di quanto riusciamo ad essere bestie a prescindere dagli altri.

Ho visto orde di inglesi - famosi nel mondo per la loro propensione alla birretta facile - lasciati liberi di abbeverarsi come se fossero universitari in libera uscita all'Oktoberfest. Pare che a un certo punto uno di Bristol avesse bisogno di un po' d'acqua per pulire una noiosa macchia di mostarda: "Posso avere un bicchiere d'acqua frizzante?". Barista marsigliese: "No caro, solo birra. A meno che lei non sia un terrorista, in quel caso dobbiamo stare più attenti".

Ho visto l'Uefa e la Francia sbattersene assai dopo aver realizzato la seguente "combo galattica": inglesi + russi + marsigliesi negli stessi 10 km quadrati. Mancavano solo gli alieni, ma evidentemente l'Uefa si è concentrata proprio su quelli, che infatti non sono sbarcati. Brava Uefa, il pericolo alieno è spesso sottovalutato.

Ho visto l'Uefa pontificare il giorno dopo il bordellone: "Amici inglesi e russi, se fate ancora le marachelle vi rispediamo a casa". Come dire: per questa volta chiudiamo un occhio, ma la prossima no. Ma mandarli a casa subito no? È l'Uefa o il Bagaglino?

Ho visto il ministero dell'Interno francese invitare lorsignori a "Non parlare di ideologie o politica né fuori né tantomeno dentro allo stadio per evitare tensioni". Quindi, se ho capito bene: porfido e sediate in testa sì, cazzeggio politico no. Molto bene.

Ho visto russi litigare con inglesi, che litigavano con francesi, e poi polacchi litigare con nordirlandesi, e tedeschi far casino a Lille al grido di "Stiamo invadendo di nuovo la Francia!". Ho pensato infine che i terroristi possono stare sereni, noialtri europei ci distruggiamo piuttosto bene da soli.

La settimana del bordellone francese è stata anche quella della bottigliata a super Ringhio Gattuso a Foggia (giusto per non far passare il messaggio che noi italiani siamo da meno degli amici inglesi e russi) e, soprattutto, quella del caso-Pjanic. Oddio, "caso". Diciamo che si è voluta generare un po' di confusione laddove era tutto chiarissimo: la Juventus voleva Pjanic, Pjanic voleva la Juventus e sapeva di poter esercitare un diritto rispetto al suo contratto, la Roma che non aveva libertà di scelta ha lasciato fare in nome del "sacro" bilancio.

A guardar bene trattasi di rara operazione dove tutti realizzano il proprio interesse, epperò per la vigliacca legge dello scaricabarile e del "oh, chi glielo dice ai tifosi", è finito col trasformarsi in un ridicolo teatrino. Mancava solo che la Juve partorisse un comunicato tipo "ci siamo ritrovati Pjanic fra le balle e non sappiamo perché" e l'opera sarebbe stata completa.

Invece no, la Juve, voleva Pjanic per davvero e ancora una volta ha dimostrato di essere: A) in una posizione di predominio totale nel mercato nazionale per mere questioni di "grano a disposizione", B) di saper cosa fare col suddetto grano (cosa affatto scontata), C) di essersi mossa con sapiente anticipo sulla concorrenza (è difficile credere che nessuno oltre alla Signora abbia avanzato proposte per cotanto centrocampista).

La gestione della faccenda da parte delle maestranze può far dormire sonni tranquilli ai tifosi bianconeri anche sul fronte Pogba. Partiamo da un assunto: nessuno ha avanzato alcun tipo di offerta per il francese. Non l'ha fatto il Psg, né tantomeno esiste una proposta da 100 o 120 milioni del Real. Se così fosse la Juve avrebbe già legittimamente impacchettato il pur fenomenale Paul. La realtà è un'altra, ben raccontata da chi bazzica gli ambienti del "mercato virtuale": le sparate mediatiche servono a molti e quindi prolificano a discapito da chi cerca la verità. Servono ai giornalisti, ovvio, servono in particolare agli agenti dei tesserati coinvolti, abilissimi a sfruttare le consuete "balle" per far lievitare gli ingaggi. Alcuni dei suddetti sono talmente bravi che riescono persino a imbastire conferenze "per dire cose importanti" e alla fine ti vendono mutande o abbigliamento di qualche genere. Geniali.

Il tris delle questioni Juve termina con Morata e il tentativo bianconero di trattenere lo spagnolo a Torino. Le possibilità sono basse, così come ci vuole pazienza per Andre Gomes, attualmente troppo caro per essere preso in considerazione. Anche in questo caso non è detto che i prezzi reali siano quelli che ci raccontano.

In un caso o nell'altro l'intento Juve è certificato: completare (come l'anno scorso) la gran parte del mercato entro giugno, per consegnare ad Allegri una rosa il più possibile completa. E allora ecco Dani Alves, probabilmente Berardi e, forse, Mascherano. Il centrocampista del Barcellona verrebbe a Torino anche domani mattina, ma in questo caso bisogna fare i conti con il "no" del club spagnolo intento a stroncare la trattativa. In ogni caso la sola intenzione di sposare il progetto-Juve da parte di molti giocatori di primissima fascia, certifica l'approdo della Zebra nel ristretto circolo dei club dove i viziatissimi funamboli non vengono solo per questioni di "grano da intascare", ma anche perché intravedono prospettive di crescita professionale e di immagine (con buona pace di chi pensava alla prossima serie A come a un torneo "più equilibrato").

Sul fronte Inter siamo alla fase del super cazzeggio mediatico. L'arrivo dei cinesi ha scatenato molti al grido di "occhio a fidarsi del sciur Suning, porterà i nerazzurri alla deriva". Gli stessi che prospettano un futuro allo sbaraglio, però, ricamano immaginifici scenari di mercato.

"L'Inter prende Tourè con il gioco delle triangolazioni via Jiangsu", "L'Inter prenderà direttamente Tourè e gli pagherà lo stesso ingaggio che percepisce al City grazie ai soldi delle sponsorizzazioni", "l'Inter è a un passo da Candreva, prenderà Brouma anche se ha già l'accordo col Wolfsburg, è interessata persino a Pippo e Pluto". Per carità, qualcuno di questi arriverà anche (non Pluto, è in parola col Topolinia), ma meglio non credere ai promotori del "tutto e subito".

I cinesi - che per questioni di "sballata weltanschauung" vediamo ancora come "meno capaci rispetto a noialtri occidentali di fare ogni cosa" - al momento lavorano allo smaltimento progressivo del debito pregresso, prima e più importante operazione da avviare per convincere l'Uefa a ridiscutere i paletti fissati dal ffp e codificati nel contratto firmato dalle parti nel recente passato.

La "mossa" è saggia e condivisibile molto più di quella che vorrebbe i cinesi intenti a studiare raggiri di ogni genere per comprare il cazzo che pare a loro.

A coloro che reputano questi signori sprovveduti e poco capaci, mi piace raccontare questo spaccato di inutile vita vissuta. Un tempo a Milano noi sfigatoni ci presentavamo in prossimità del Radetzky, locale "da aperitivo" assai alla moda, ma non potendo permetterci i loro carissimi beveroni, acquistavamo cocktail e birrette a basso prezzo nel locale di fronte, gestito per l'appunto da validi giovanotti cinesi. Di recente sono capitato in zona: i validi giovanotti cinesi, al posto del loro baretto da 4 soldi hanno aperto un locale di quelli dove approdano le "belle figueire" e i beveroni costano assai; chi invece vuol comprare "a basso prezzo" si dirige nel baracchino a fianco gestito da... italiani. Una specie di "cambio della guardia" assai significativo.

Cosa c'entra tutto questo con Tourè? Niente, me ne rendo conto, ma sono pur sempre sugli spalti dello stadio di Lione. E diluvia.

Di Milan possiamo dire molto poco se non che oggi è giorno importante per chi, di rossonero, si è colorato negli ultimi 30 anni. In bocca al lupo a Silvio Berlusconi e anche al suo Milan, atteso da giorni cruciali. Oggi l'advisor Galatioto incontra Fininvest con la chiara intenzione di arrivare a un accordo per il passaggio della maggioranza del club. Fare previsioni su quel che accadrà è impossibile, in particolare se si pensa che l'unico uomo con facoltà di decidere, in queste ore ha ben altro a cui pensare. La novità, insomma, è che drammaticamente non ci sono novità. Lo "stallo" continua e spaventa gli innamorati del Diavolo, ancora senza risposte per quel che riguarda "le prospettive", "l'impostazione del mercato", "l'allenatore". Su quest'ultimo fronte - e se Berlusconi deciderà di proseguire, cosa affatto impossibile - resta in piedi il ballottaggio Brocchi-Giampaolo con il secondo che guadagna posizioni. Poco o niente, invece, in "zona-mercato", ma questo è un annoso problema che prescinde operazioni, trattative con cinesi, difficoltà varie.

Chiusura sul Napoli e sul suo presidente, imbestialito con Koulibaly e deciso a chiudere per Herrera: l'accordo col giocatore c'è, quello con l'esosissimo Porto non ancora. Per Lapadula si attendono segnali dall'attaccante: l'interesse del club è chiaro, così come è chiara l'intenzione del bomber di "tirarsela un po'" nella stagione dei 30 gol. Legittimo da parte sua, ma sappiamo che DeLa con chi "se la tira" non va proprio d'accordo...

Saluti da Lione. Per sparigliare la micidiale overdose di calcio, vi appiccico un pezzo assolutamente fuori tema relativo a un programma tivvù appena terminato e che mi sono gustato come "ghiacciolo a Ferragosto". Se comprensibilmente non ve ne frega una cippa fermatevi bei sereni qui (Twitter: @FBiasin, @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).

C' è questo programma, Matrimonio a prima vista, che è terminato giovedì. Andava su SkyUno, presumiamo seguiranno diverse repliche. Di questo tv-show hanno scritto in molti, insultando a parolacce coloro che l' hanno importato dall' America per farne una succulenta versione italiana. Noialtri invece diciamo: oh voi che non l' avete visto, non sapete cosa vi siete persi. Funziona così: tu sei disperato perché non ti si sarebbe filato neppure Liz Taylor che pure regalava chance a chiunque.

Decidi di presentarti a un casting pensando che si tratti del più classico programma dove ti apparecchiano un facile fiki-fiki. A questo casting trovi effettivamente ragazze con orologi biologici sballatissimi alla disperata ricerca di un uomo o di qualcosa che gli somigli vagamente. A quel punto un tris di psicologi, sociologi, sessuologi, che all' inizio non ti fidi ma poi li senti parlare e capisci che un giorno ti potrebbero tornare assai utili, dicono: «Non siam qui per farvi giocare all' Allegro Chirurgo a meno che non decidiate di sposarvi con un perfetto sconosciuto». A quel punto molti dei disperati si alzano in preda a clamorosi moti d' orgoglio: «Disperati sì, ma non al punto di dover incassare un ambo di suoceri a scatola chiusa!». Altri invece accettano, evidentemente illusi che il fato li farà accoppiare con dei cloni di Filippo Neviani in arte Nek (che alle donne piace moltissimo) o con delle fotocopie ancora più chiappute di Diletta Leotta (che agli uomini piace come il pane, burro e zucchero).

In realtà le cose vanno diversamente: i tre psico-sessuol-strizzacervelli (che poi sono gli ottimi Mario Abis, Gerry Grassi e Nada Loffredi), in base ai più disparati parametri, accoppiano: un simpatico cazzaro di Varese con una tizia milanese che mangia solo cose che fanno bene (e quindi non buone); una bella figueira bresciana con un avvocato romano; una giovane pugliesona - il cui hobby preferito è fare 'n cazzo dalla mattina alla sera - con un 41enne pragmatico di quelli che se gli stai dietro bene, altrimenti quella è la porta.

L' esperimento in tutti e tre i casi ha avuto il seguente svolgimento: 1) i selezionati hanno comunicato ai parenti l' intenzione di sposarsi alla cieca. 2) I parenti hanno finto indignazione ma lo vedevi che pensavano «eh, magari ti si pigliasse qualcuno che mi pari un gattaro»; 3) i piccioncini si sono incontrati per la prima volta sull' altare con grande emozione reciproca ma anche malcelati pensieri tipo «minchia, questa non è la Leotta, al limite se l' è mangiata» o «ok, forse Nek era troppo ma questo sembra il baffo dei Ricchi e Poveri». 4) Quindi si è passati alla prima notte di nozze: c' è stata la coppia che nonostante tutto ha onorato il talamo ballando la zumba, le altre si son prese il loro tempo «perché non ci conosciamo» ma tra baci con lingua e stoccacciate qualcosa hanno fatto pure loro. 5) In viaggio di nozze i primi scazzi: lui manda affanzum lei e viceversa. Per dire, tale Lara in preda a delirio porta via il bicchiere di vino a lui che le dice: «Cazzo fai?». E lo vedi che pensa: «Se mi togli ancora il vino faccio partire Funerale a prima vista». 6) Poi la routine casalinga: lui insulta lei che a sua volta insulta lui; lei si lamenta con le amiche e lui fa altrettanto con gli amici. Alla fine del mese di matrimonio e convivenza tutti davanti al tris di strizzacervelli: «Volete continuare il matrimonio o firmate le carte del divorzio?». Le donne (tutte e tre): «Nonostante tutto io voglio andare avanti, credo in questa storia!». Gli uomini (tutti e tre): «Corcazzo, dove sono le carte?». Praticamente la vita reale ma senza i tre benedettissimi psico-sessuologi che ti offrono la via d' uscita sottoforma di divorzio indolore.

A chi critica questo spaccato di clamorosa «vita reale» consigliamo altri programmi, tipo quello dove ti fanno credere che per davvero taluni 80enni preferiscano cercare una nuova anima gemella alla presenza di Tina Cipollari, invece che andare alla bocciofila a bere due litri di amaro prima che sia troppo tardi.


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