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La Giovane Italia
Editoriale

Juve: ecco perché Allegri sbaglia a criticare il Var (e un chiarimento sulla moviola). Inter: di "culo" e altri aspetti tecnici. Milan: vietato accontentarsi di una buona partita (altrimenti...). Napoli: 9 fatti eclatanti

03.10.2017 07:41 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 45575 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao, c’è la pausa per la Nazionale.
Con l’onestà intellettuale che mi contraddistingue (si fa per dire) vi confido un segreto: non ho voglia.
La pausa per la Nazionale è come un’endovena di Valium.
Voi avete voglia? Beati.
Tra l’altro trattasi di pausa “lunga”, da due settimane. Quella “corta” da una settimana la si può anche reggere, uno si organizza, guarda il basket, va in villeggiatura, ma quella lunga dovrebbe essere vietata dall’Onu.
Onu, dove sei?
L’Onu evidentemente non può nulla contro certi potentati e neppure contro Marco Predolin. Marco Predolin dev’essere uno molto potente, altrimenti non si spiega come possa andare in onda su Canale 5 a fare il gagà con Carmen di Pietro. Anche Carmen di Pietro dev’essere molto potente altrimenti non si spiega come possa andare in onda su Canale 5 a… Non si spiega come possa andare in onda.
Ma è inutile proseguire, tanto vale concentrarsi sui succulenti temi offerti dalla pausa per la Nazionale. Sono molti. Prendete Ventura. Dice: “Non andare al Mondiale sarebbe una catastrofe!”. Ebbene, il ct ci è parso molto lucido e, quindi, è decisamente inutile approfondire altri temi sulla Nazionale. Tutti tranne uno: Barella. Barella è fortissimo e presto ce ne accorgeremo.

QUI INTER
L’Inter è seconda in classifica ma non interessa granché. Sembra quasi che la cosa debba essere tenuta nascosta.
“Per quale squadra tifi?”.
“Inter”.
“Ehhhh che culoooo, vergognati!”.
Funziona più o meno così. Poi ti guardi attorno e capisci che - Napoli e Juve a parte - non è che le altre iscritte al torneone di serie A finora abbiano prodotto calcio e bollicine.
L’Inter è seconda in classifica, ne ha vinte sei su sette, ha la miglior difesa e, sì, ha anche tanti difetti e una buona dose di fortuna. Ci si deve vergognare per tutto ciò? Su, per cortesia.
L’Inter è seconda in classifica, ha un tecnico preparato, una squadra che “fatica” ma fatica “insieme”, un assetto da trovare ma anche qualche certezza. L’unità d’intenti, per dire, che uno dà per scontata ma all’Inter l’anno scorso è clamorosamente venuta a mancare.
L’Inter è seconda in classifica, combatte con i nemici del “crollerete” e, soprattutto, con gli amici del “crolleremo”, combatte contro coloro che attendono i primi scricchiolii per dire “eccolo qua il sogno infranto, eccolo!”.
Succederà e in quel momento capiremo di che pasta è fatta la squadra del “culo”, capiremo se è come pensano in molti o se davvero è capace di soffrire per raggiungere il quarto posto, ovvero l'obiettivo stagionale. Attenzione: in genere il “culo” non sceglie a caso.

QUI MILAN
La partita con la Roma è parsa ai più come una “buona partita”. Chi scrive non è d’accordo. So che queste poche righe porteranno molti a pensare “eccolo l’interista maledetto che sputazza il suo veleno!” ma, pazienza, sono gli inconvenienti del mestiere.
Mi rivolgono a coloro che, invece, vanno oltre le logiche del bar.
Il Milan contro la Roma non ha giocato una buona partita, quantomeno non lo può pensare Vincenzo Montella. Se il match contro la Sampdoria è stato un “non-match”, quello con i giallorossi ha mostrato impegno generale e voglia di fare, ma anche poca capacità di incidere e reazione nulla dopo il gol di Dzeko. Il Milan non può e non deve accontentarsi di un “beh, fino a un quarto d’ora dalla fine la squadra c’è stata”, altrimenti non andrà da nessuna parte. Atteggiamenti come questo, soprattutto, darebbero forza a coloro che già gongolano e non vedono l’ora di sparare nel mucchio (“Eccolo qua il lavoro dei cinesi! Eccolo!”), come a voler far passare il concetto che, quasi-quasi, sarebbe stato meglio andare avanti con la gestione a “consumo zero” degli ultimi anni.
Il Milan fa fatica, probabilmente “farà fatica”, ma tutto questo era piuttosto prevedibile, almeno nella mente di chi riesce a capire cosa significhi venir fuori da una “rivoluzione societaria” che richiede tempo per attecchire. Il problema è tutto lì: in un campionato dove le prime volano tempo non ce n'é e il tritacarne mediatico non vede l'ora di frollare un così prelibato boccone.
Fateci caso.
Il Milan vince? “C’è ottimismo, i cinesi esistono e lavorano per trovare nuovi soci ricchissimi”.
Il Milan perde? “Tira un brutta aria, i cinesi in realtà sono due di Viterbo e senza il quarto posto nella migliore delle ipotesi sarà fusione con la Pergolettese, preparatevi!”.
Funziona sempre così.

QUI JUVE
Veloce premessa: Allegri è un fenomeno della panchina, chi non lo ammette o ha fette di zucchine sugli occhi, oppure mente per antipatia personale.
Chi scrive ha sempre apprezzato il lavoro del tecnico toscano, anche nei momenti difficili del "è un miracolato che sfrutta il lavoro di Conte".
Detto tutto questo è giusto precisare un paio di cose sulla faccenda Var. Le dichiarazioni del due volte finalista di Champions sono sacrosante: costituiscono l’opinione valida e senz’altro utile di un importante tesserato. Al tempo stesso, però, risultano anche disarmanti, perché evidenziano una mancata comprensione del Var, della sua concezione, del suo scopo e dei benefici che può portare. In sostanza Allegri sostiene che il Var debba essere “utilizzato solo per episodi oggettivi”, altrimenti “a marzo le partite dureranno 4 ore”. Premesso che se lo scopo è garantire giustizia nessuno deve avere fretta, la questione "oggettività" è proprio alla base del sistema Var. L'arbitro viene chiamato all'ordine di fronte a una mancanza evidente, viceversa andrà avanti a "sbagliare" come accadeva fino alla scorsa stagione. Il Var è un supporto, un aiuto, la garanzia (certamente da perfezionare) che certi errori marchiani non capiteranno più. Magari le partite dureranno dieci minuti in più ma, forse, eviteremo di portarle avanti nei secoli dei secoli. L'applicazione va migliorata? Sì, certo. Meglio fare un passo indietro? No, sarebbe un errore imperdonabile.

QUI NAPOLI
Il discorso è molto semplice.
Prendete fiato.
Il Napoli è primo:
1) Nella classifica del campionato italiano (21 punti, davanti a Juve e Inter a 19 punti).

2) Nella classifica dell'anno solare in corso (72 punti in 27 partite, seconda la Juve pur “scudettato” con 68 punti in 28 partite).

3) Nei gol segnati (25 in 7 partite, media di 3,57 a partita, almeno tre in ogni gara, cosa che accade da 11 consecutive considerando anche la passata stagione).

4) Nei giocatori in gol (11, seconde Udinese e Fiorentina con 8).

5)Nel possesso palla (61%, seconda la Juve con il 58,1 %).

6) In tutto ciò che riguarda i passaggi (740 eseguiti in media di cui 16,3 chiave, l'89,7% completati).

7)Negli assist (35, di cui 13 vincenti, seconda l’Inter con 34 di cui 8 vincenti).

8)Nei tiri fatti (19,9 a gara di cui 9,4 nello specchio).

9)Nei tiri concessi (meno di tutte: 7,3 a gara, secondo il Milan con 9,3).

Di piu: è l'ottavo club nella storia a vincere le prime sette gare in A, ma il primo in assoluto a riuscirci segnando 25 gol. Ha il miglior attacco tra i massimi campionati europei dopo 7 giornate: meglio di Barcellona (23 gol) e Manchester City (22). Solo il Psg ne ha segnati di più (27), ma con una partita in più a disposizione.

I numeri non significano nulla, ma a volte sì. Questa è una squadra “rara” perché composta da giocatori che hanno deciso di “scegliersi”. Il resto lo dovrà fare il solito “culo” (indispensabile in ogni campo della vita), ma il punto di partenza nella scala del calcio che va "da zero al Milan di Sacchi" è dannatamente alto.

Fine. Vi lascio alla consueta, inutile disavventura che sembra inventata ma invece mi è capitata giusto sette giorni fa (@FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmailcom). Comunque non ho voglia, mi sembra chiaro.

Ciao.
Due giorni fa la mia macchina di merda si è rotta per la 2424volta in un anno, una storia fetente di oli motori e cazzi vari che vi risparmio.
Dice: "Usa le bici del comune, risparmi e resti in forma".
Accetto.
Ore 9, prima bici: sellino rotto, di quelli che non stanno su e regalano all'insieme un curioso effetto "Harley Davidson".
("Che sfortuna").
Ore 13, seconda bici: pedale sinistro non rotante e solo un'ipotesi di freni (nel senso che non frenava per un cazzo).
("Minchia, sono proprio sfortunato").
Ore 17, terza bici, azzardo una mossa arrogantissima perché il percorso è piuttosto lungo: "Crepi l'avarizia, mi butto su quella elettrica". La prendo, è praticamente nuova, rossa, bellissima. Monto in sella, faccio la faccia di quello che "io uso quella elettrica, #ciaopoveri".
Prima pedalata, faccio fatica, non capisco, poi capisco: batteria scarica. Praticamente mi ritrovo a gestire una cassapanca con i pedali.
("Ziomannaro, porca troia, puttana ladra, bici di merda").
Ore 24, quarta bici per tornare a casa da Porta Venezia: funziona tutto. Incredibile. Torno a credere che l'universo abbia un senso, che il mondo possa essere un posto migliore, sorrido.
Arrivo a destinazione, via Pacini, stazione delle bici piena.
("Pazienza").
Pedalo verso la stazione più vicina, piazzale Piola, stazione delle bici piena.
(Mi vengono in mente parolacce rare tipo "vaffanculoso", tiro una pedata di frustrazione alla bici).
Risalgo in sella, pedalo a ritroso, trovo un'altra stazione della bici. Mezza vuota. Lascio la bici. Alzo gli occhi per capire dove sono. Mi rendo conto. Sono praticamente in Porta Venezia.
Sono le 00.25, Milano è deserta e bellissima, inizio a camminare, nella mente cerco un grande classico da intonare: "Diodellecittaaaaaaaaà e dell'immensitaaaaaaaaaà!!!". Fine.
AAA Vendo Mini One del 2009, praticamente un rottame che però ha un carattere di merda e si crede una Lotus. 60mila km sapientemente contraffatti, colore Verde Speranza, alimentazione a benzina verde alternata a bestemmie, due incidenti gravi dai quali purtoppo si è sempre ripresa a colpi di 2/3000 euro alla volta. Trattasi infine di vettura irriconoscente del genere che tu vai a ritirarla dal meccanico e lei ti guarda con i suoi fanali come a dire "stronzo, alla fine sei tornato anche questa volta eh?". La odio.


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