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SONDAGGIO
Corsa Scudetto: chi s'è rinforzato di più in difesa?
  L'Inter con l'esperienza di Diego Godin
  La Juventus con l'acquisto di De Ligt
  Il Napoli affiancando Manolas a Koulibaly

La Giovane Italia
Editoriale

Juve, finalmente Sarri: un progetto nuovo e affascinante. Totti, hai fatto la scelta giusta. Napoli, con Manolas e James inizieresti a ragionare da grande. Milan, benvenuto Giampaolo ma quanti rischi

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
17.06.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 41086 volte

Finalmente è finita una telenovela lunga un mese; giorno più giorno meno. La Juventus ha avuto sempre le idee chiare, forse poteva fare chiarezza pubblica un pò prima, avrebbe potuto spegnere le voci (false) che rimbombavano sul web ma, giustamente, il club più quotato in Italia avrà pensato che non può perdere tempo con tante falsità di calciomercato. Ogni giorno dovrebbe fare un comunicato stampa. Forse, ripeto forse, questa volta doveva fare una eccezione perché il tormentone Guardiola ha invaso il web, addirittura, da far scrivere ad una Agenzia (Agi) una mattina tranquilla, di quasi estate, che Guardiola era il nuovo allenatore della Juventus, con tanto di ingaggio, giorno di firma e giorno di presentazione. Anche la spiegazione del giorno di chiusura del museum per accogliere in trionfo Pep. Bastava fare una verifica con l'ufficio stampa della Juventus, cosa che abbiamo fatto puntualmente: "Ci sarà un evento legato ad uno sponsor per questo chiudiamo parto dello stadio. Non è la prima volta e non sarà l'ultima". A volte questo è il mestiere più semplice. Soprattutto se gli uffici stampa sono corretti e collaborativi, come quello della Juventus. Non è stata una guerra tra giornalisti ma, sicuramente, questa vicenda ha aiutato l'utente a fare pulizia. Il web è un pericolo: al bar erano tutti allenatori, sui social sono tutti giornalisti. Fabio Paratici ha invece smascherato il giornalismo 2.0 e rivitalizzato quello delle fonti, degli anni di carriera e delle amicizie giuste. Non doveva essere una guerra mediatica ma una "banale" scelta di allenatore. La Juventus aveva dato il benservito ad Allegri, il quale già sapeva che sarebbe stato Sarri il suo sostituto e mentre il popolo sognava Guardiola, e pur di sognare credeva a gente mai conosciuta prima, Paratici era sereno e si faceva le vacanze a Capri con il contratto di Sarri già in tasca. Consegnato dal postino Ramadani. Come lo scorso anno, anche questa estate, Maurizio Sarri ha impiegato un pò di tempo prima di ufficializzare il suo nuovo incarico. Tutti sudavano freddo e quando Alfredo Pedullà, con cinismo e convinzione assoluta, dichiarava che Guardiola era una bufala (buona ma pur sempre bufala) e Sarri aveva già fatto tutto, piovevano insulti come grandine. "A cazzaro"... "Quando arriverà Guardiola licenziati" erano i toni più simpatici ed amichevoli. E' finita come era cominciata. L'ex allenatore del Napoli è stato scelto da Agnelli e Paratici. In conferenza spiegheranno il perché e sarebbe curioso capire anche un altro perché.... di tanto riserbo. Fabio Paratici ha fatto la scelta gusta ma consapevole che quest'anno sarà un'altra storia. La Juventus vincerà ancora, probabile, ma forse non passeggerà come sempre. Per tanti motivi. Innanzitutto passare da Allegri (gestore) a Sarri (insegnante) non è un automatismo scontato: non ci vorranno proprio 5 minuti. Far capire il credo di Sarri ai calciatori della Juventus comporta tempo e impegno. Nell'anno in cui Conte vuole fare a pezzi la Juventus per un senso di rivalsa su Agnelli, il Napoli dopo l'anno di attesa sul mercato ha deciso di giocare con le carte vere e il triangolo Torino-Milano-Napoli questa volta potrebbe dare risposte tutt'altro che scontate. Teniamo fuori dal giro, ma siamo solo a metà giugno, Roma e Milan. Due progetti nuovi, anche qui, ma i problemi societari non consentono grandi sogni almeno nell'immediato. A Roma oggi si consumerà l'addio di Francesco Totti. Bisogna solo fargli i complimenti. Non può restare una bandiera e un tifoso giallorosso così solo per timbrare il cartellino. Lui non è un Direttore Sportivo ma non è neanche un club manager. Non può essere uno yes man e non potrà mai esserlo nella sua Roma. Questo incarico non andava mai accettato ma meglio tardi che mai. Per Totti è un dovere uscire da questo caos societario perché non si può mischiare in una dirigenza che fa della confusione il suo punto forte. Totti è la garanzia per i romanisti, una assicurazione sulla vita. Fa bene ad andare via e a restare il Totti di tutti. Pallotta e Baldini non meritano Francesco in questa società. Meglio un Totti con i Sensi al timone che con Pallotta. La gente avrebbe apprezzato di più, nonostante la crisi e le difficoltà dei Sensi. Lì Francesco avrebbe avuto un senso. Con questa strafottenza romana Totti non ha nulla da condividere e oggi, giustamente, dirà addio. Cosa farà? Sono problemi suoi. Con la simpatia innata che si ritrova potrebbe davvero fare tutto, importante è togliersi da subito la cravatta con la lupa.
Da Manolas a James Rodriguez, i sogni dei napoletani rischiano di diventare realtà pura e sarebbe tremendamente bello per il nostro campionato. Ancelotti fa bene a pretendere giocatori utili al suo scacchiere. Lo fa un anno dopo ma, anche qui, meglio tardi che mai. Manolas sarebbe il rinforzo ideale per la difesa, James è genio e imprevedibilità, il top per i napoletani. Mancherebbe ancora qualcosa a centrocampo ma se dovesse partire con questo piede, Aurelio De Laurentiis, sicuramente sarebbe quello giusto. A patto che non ci saranno cessioni eccellenti.
Al Milan è iniziato il nuovo corso Giampaolo. Una chance meritata, dopo il bagno di umiltà di Cremona e dopo essersi ripreso con forza quello che gli sarebbe spettato già a Torino. E' la prova del 9 nella vita calcistica di Marco Giampaolo. Passa il treno più importante di sempre. Le idee, la professionalità e l'ambizione non gli mancano. Gli manca l'esperienza per guidare una big e gli mancano soprattutto i big nella big. Oggi il Milan è fatto di nomi che potranno diventare dei campioni ma le certezze sono poche e con il cambio modulo, quelle certezze, non troveranno neanche più tanto spazio. I nomi che si fanno sono di belle speranze ma Maldini converrà che un discorso è costruire l'Atalanta, un altro il Milan che dovrebbe rientrare al più presto in zona Champions. Paolo Maldini è un uomo intelligente e una persona seria. Idem Boban. Massara è un ragazzo educato e un buon conoscitore di calcio. Ci sono, però, troppe novità nel nuovo Milan di Scaroni. Tanti professionisti al primo vero esame in questo ruolo delicato. Da Maldini a Boban, da Massara a Giampaolo. Il rischio di bruciarsi è elevatissimo ma l'ambizione non manca e stiamo parlando di tutta gente che il calcio lo conosce bene. Milan è una bella scommessa, tanto poi sarà sempre il campo a dire la verità. Nel frattempo, all'Europeo Under 21, Chiesa si è presentato con due biglietti da visita per Commisso. Trattenerlo a Firenze rischierebbe di diventare un autugol. Va ceduto, ora, che è al top del valore e con quei soldi bisognerà comprare tre grandi calciatori per rifondare la Fiorentina. Chiesa ha lanciato da Bologna due carte per Rocco: una con lo stemma della Juve e una con quello dell'Inter. Tieni, scegli tu. Basta che sia una delle due. Se la prima mossa del nuovo management, riportare in viola Pradè, è stata quella giusta lascia non pochi dubbi la conferma di Montella che avrà la terza occasione a Firenze. Ha più vite lui dei gatti. Chissà se questa volta facendogli anche la squadra forte riuscirà a raggiungere un obiettivo all'altezza della nuova proprietà e della piazza viola.


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Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

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