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Editoriale

Juve: Higuain, Dybala e altre boiate. Inter: diffidare degli "incazzati per forza". Milan: il diritto alla quiete. E sul falso problema del turnover di Sarri...

07.11.2017 08:12 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 31674 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Mi vergogno molto ma devo pulirmi la coscienza e non conosco mezzo migliore dell’editoriale di Tmw.
La sera torno a casa sempre piuttosto tardi. Fino a una settimana fa capitava che addirittura mi mettessi a leggere dei libri, ma ora no: ora accendo la tv sul live del Grande Fratello Vip. Mi metto lì e aspetto che la Rodriguez e il figlio del noto ciclista Moser facciano zumba. Io non so se lo fate anche voi, ma a me capita. Sto lì anche dei quarti d’ora in attesa che lei gli dica “Sono il tuo Mortirolo: scalami”, ma in genere invece finisce con lui che dice cose tipo “picci-picci, che bello l’amore con tutto il suo mistero” e lei che cade in stato di coma apparente. A quel punto giro su Marzullo che invece ha sempre un certo brio e fa molte domande tipo “che ci faccio qui? Sono qui io o siete lì voi?”.
Marzullo ha una domanda per tutti, volendo anche per quel fettone di esperti della comunicazione affezionati al nuovo e modernissimo metodo d’informazione che definiremo “da pesce rosso”. Così come il pesce rosso gira nella boccia di vetro ma non impazzisce perché ha memoria a brevissimo termine, così il moderno comunicatore si limita a riportare quello che ha visto il giorno prima.
Esempi pratici. Il Napoli produce calcio champagne da un anno e mezzo a questa parte? Fa niente: Sarri è un povero coglione perché ha pareggiato col Chievo e non capisce una fava di turnover. Mica come noialtri che non sappiamo neanche come è fatto uno spogliatoio “ma al posto suo sì che faremmo la differenza”. Sarri? Sopravvalutato.
Altro esempio: Spalletti. Spalletti è bravino, certo, ma poi si fissa sui soliti giocatori e non riesce a dare la scossa quando serve. Spalletti ha pareggiato con il Torino e fa niente se fino al giorno prima tutti gli dicevano “minchia, grande Spalletti! Ha dato certezze al gruppo scegliendo sempre gli stessi!”, quello ormai è un lontano ricordo e bisogna rivedere tutto. Spalletti ha pareggiato in casa col Torino e c’è la Pausa per la Nazionale; le due cose messe una vicina all’altra comportano 10 giorni di dubbi: “Spalletti è veramente adatto? Icardi si è inceppato? Altro che pensare allo scudetto, i nerazzurri dovrebbero stare attenti al quarto posto!”. Poi vai a vedere e ti accorgi che di scudetto parlavano gli stessi che ora parlano di “non-scudetto”.. Mah.
Oppure Montella. Montella è fottuto, arriva Sousa, che però è andato in Cina e quindi arriva qualcun altro. Conte forse, ma a giugno. Intanto c’è Gattuso: lo abbiamo scritto qui sette giorni fa. Ma poi il Milan vince a Reggio contro il Sassuolo e “Montella ha il diritto di lavorare, che diamine!” e “Montella, ora sì che può far partire il piano-Milan” e “Bonucci c’è, è tornato, e ora ve la farà vedere!”. La farà vedere a chi? Agli stessi che ora lo tirano su e fino a ieri l’altro lo tiravano giù.
È la comunicazione del pesce rosso. La stessa, per dire, prevedeva che Di Francesco venisse additato come incapace, indegno erede di Spalletti, “lui e il suo arrogantissimo 4-3-3”, solo che poi “quello” si è messo a vincere e allora all’improvviso è tutto un proliferare di “dicevano che fosse inadatto e invece ha stupito tutti!”. Ma “dicevano” chi? Gli stessi che ora lo osannano.
Non state lì a scervellarvi troppo su quanto appena scritto perché non conta nulla, tanto domani avremo nuove accuse da muovere a Tizio, e complimentoni da rivolgere a Caio. Il tutto a seconda di come tira il vento e chissenefrega di quello che si diceva ieri l’altro.
L’importante è non sbagliare i tempi. Prendete Budimir. L’altro giorno Budimir fa doppietta in Bologna-Crotone. Subito dopo la partita mi chiama mio padre. E io: “Hai visto Budimir? È forte”. E lui: “Grazie al cazzo, dovevi dirmelo due ore fa, adesso la sa anche mia nonna”. Ha ragione, avrei dovuto aspettare oggi. Se oggi avessi detto “Per me Budimir è forte” sarei stato abbastanza lontano dalla partita per non risultare paraculo e avrei potuto sperare che qualcuno mi dicesse “hai capito questo intenditore? Tra l’altro se non sbaglio ha fatto anche dei gol di recente”. È la comunicazione del pesce rosso.
La comunicazione del pesce rosso è utile anche per ovviare agli scandali. Quello di Weinstein, per dire. Prima tutti ce l’avevano col porcellone americano, ora ne salta fuori uno al giorno e quello del giorno prima fa scalare nella classifica dell’indignazione quello precedente. “Kevin Spacey porcellone! Weinstein chi?”. E il giorno dopo “Tornatore faceva il provolone con la Miriana Trevisan di Non è la Rai! Kevin Spacey chi?”. E così via.
Per lo stesso assunto ritengo che sia arrivato il momento dell’auto-denuncia “pulisci coscienza”: 33 anni fa nella casetta dei puffi all'asilo Giussani di Brunate, dissi alla mia compagna Piera Cedrazzo “se ti do un pezzo del mio pane & Nutella mi fai vedere la patatina?". Lei fuggì da Suor Gervasa ma non disse nulla, ora temo che possa cavalcare la polemica pubblicando foto su Instagram di sleppe di pane & Nutella con scritte tipo “ogni volta che vedo fette di pane & Nutella mi gratto: oggi, dopo 33 anni, vi racconto il perché”. Prevengo l’invettiva della Cedrazzo e mi auto-denuncio perché io, come José, non sono un pirla.
Il termine “pirla” ci porta per assonanza al tema Pirlo e al concorso “dì anche tu la tua sull’addio del grande campione”. Non possiamo esimerci: “Grande Pirlo, immenso, ha fatto la storia del calcio eccetera”. Lo pensiamo sul serio, non perché sia il più forte di sempre, semplicemente perché è stato unico. C’era qualcuno come lui, prima di lui? No. C’è qualcuno che lo ricordi oggi? Pare proprio di no.
E anche la celebrazione di Pirlo è fatta.
Ancora un paio di cose e andiamo tutti a vedere se la Rodriguez e Moser giocano a rimpiattino, promesso.
La prima riguarda un certo tipo di tifosi, quelli che se non si incazzano non si sentono tifosi e quindi cercano a tutti i costi dei modi per incazzarsi. Questo genere di tifosi trova molto spazio e terreno fertile sul web, in particolare su Twitter. Sono quelli che quando la fortuna sorride alla loro squadra mordono il freno, ma appena succede qualcosa che gli permette di entrare a gamba tesa, allora si catapultano nel calderone della polemica. Sono gli scontenti per le 9 vittorie, 3 pareggi e zero sconfitte dell’Inter (“Si doveva fare di più! Adesso verrà fuori la verità! Società incapace!”), quelli che se la prendono con i loro stessi compagni di tifo (“siete venuti allo stadio ed eravamo in 72mila! Ma dov’eravate quando eravamo in 40mila? Siete 32mila tifosi occasionali del menga!”), quelli che attaccavano Higuain “perché è inadatto con quella pancia. 90 milioni buttati! L’esempio è Dybala!”, poi si sono messi ad attaccare Dybala (“Oh Dybala, dillo subito se vuoi andare via, cioè, o fai come Higuain o quella è la porta”). Questo genere di tifosi piacciono molto ai comunicatori che utilizzano lo schema “pesce rosso” perché sfruttano la stessa “memoria a breve termine” (“De Laurentiis deve spendere!”, “Ciciretti è fortissimo!”, “La bella favola Crotone!”, “Miriana Trevisan sempre bella” o anche “Battiato è il numero 1!” ma solo perché si è rotto il femore, se invece avesse fatto una roba alla Weinstein allora “le sue canzoni sono incomprensibili, diciamolo!”).
La seconda cosa da dire è che in genere non sopporto la Pausa per la Nazionale, ma qui c’è in ballo la qualificazione ai Mondiali e quindi salgo sul carro. Forza azzurri! I club devono essere a disposizione dell’Italia! Evviva.
Chiudo infine con due rubriche.
La prima è nuovissima e si intitola “cose da dire a gente ancora viva, per non essere stucchevole e dirgliela quando è morta, che tanto non vi sente”. Mi spiego. Quando uno muore è tutto un proliferare di “quanto era bravo, quanto era bello”. Visto che sul web due righe in più non costano niente, mi va di dire cose belle a gente viva, che magari mi torna indietro qualcosa. Parto con Sandro Pusterla detto “Sandrone”, zio di un mio amico di Como. Sandrone Pusterla, 45 anni, è davvero una bella persona: disponibile, amico di tutti, mai una parola fuori posto. Ottima transaminasi. Sono sempre i migliori che restano. Fine.
La seconda rubrica ormai la conoscete ed è “notizie cliccatissime prese a caso dai siti sportivi più famosi”. Ecco la top 3 di questa settimana:
1) Emily Ratajkowski, il vestitino è… mini.
2) Julia Roberts a Londra per tifare Mourinho.
3) Linda super sexy: la fidanzatina di Alonso sfila al Women’s Secret Fashion Show.

Purtroppo non mi è consentito allegare immagini all’editoriale, ma in merito all’ultima importante notizia vi chiedo di fidarvi: Linda non è un cesso.
E ora possiamo serenamente tornare dai Moser. Saluti.
(twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).


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