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Editoriale

Juve: la scelta di Zidane e il futuro di Allegri… nel giorno del giudizio. Inter: la pace solo a parole tra Icardi e Spalletti. Roma: c’è un vero, grande acquisto

12.03.2019 20:12 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 29260 volte
© foto di Alessio Alaimo

La prima cosa che mi viene da scrivere è che Zidane è tutto tranne che rincoglionito. I rincoglioniti non sanno scegliere il momento giusto, lui ha mollato Madrid un anno fa, ha capito che questa per gli amici spagnoli sarebbe stata una stagione fetente, si è fatto l’anno sabbatico come i ragazzini dopo il liceo, torna ora che c’è aria di rifondazione. Il buon Zinedine si sarà fatto promettere una mezza miliardata di acquisti, beato lui che è molto furbo e ha sbagliato una sola cosa in carriera: sempre sia lodato il suo capoccione.

La seconda cosa che mi viene da scrivere è che per un anno ho scritto “Zidane la prossima stagione allenerà la Juve, ne sono convinto” e, quindi, non è che adesso posso fare il minchione, quello che fa finta di niente e tanti saluti. Vi dirò, ero parecchio sicuro di quel che scrivevo, avevo una buonissima fonte, mi aveva detto “Zidane è già d’accordo dall’estate passata, vedrai” e, invece, ciccia. Le cose sono due: o Zizou ha voltato le spalle pure a sua Signoria, o a Torino hanno in mente altro. Siccome non intendo nuovamente fare la figura da babbeo non sparerò nomi a casaccio e, invece, preferisco inviare il seguente SMS alla fonte torinese: “Ti venisse la pertosse, a te e a Zizou”. Simpaticamente, per carità.

La terza cosa che mi viene da scrivere è che manchiamo quotidianamente di rispetto a molti, sicuramente lo facciamo con Allegri. Mi viene in mente ora perché la sua recente conferenza-show ha colto nel segno: “Ma quale fallimento!”. Ecco, ben sappiamo che stasera la Juve ce la metterà tutta per fare il miracolo, sappiamo che è difficile ma non impossibile e sappiamo anche che scrivere prima delle partite è da fessi, ma a noi tocca l’editoriale del martedì e quindi non possiamo far finta di nulla. In caso di mancata qualificazione forse non si potrà parlare di “fallimento” (oh, uno scudetto a +34324 sugli avversari non è banale), ma per Allegri saranno comunque dolori. Colpa di noi giornalisti malandrini che da mesi definiamo la Juve “squadra pronta per la vittoria finale”, colpa della Casa-Madre bianconera che non si è mai nascosta in merito alla volontà di ambire a tutti i trofei stagionali e, dovesse andar male stasera, non sarebbe credibile se dicesse “fa nulla”. Detto ciò, ritrattiamo finché siamo in tempo: è veramente sciocco scrivere questo papocchio perché i funerali si celebrano a cadavere freddo e qui ci sono ancora 90 (e forse più) minuti da giocare.

La quarta cosa che mi viene in mente è che bisogna parlare del caso Icardi perché se non si parla del caso Icardi la gente ti dice “non parli del caso Icardi? Infamone”, ma se poi parli del caso Icardi la gente scrive “parli ancora del caso Icardi? Basta!”. E allora ne parleremo, moderatamente: la novità sul caso-Icardi è che non ci sono novità sul caso-Icardi. Questo significa che non c’è nulla da scrivere? Neanche per idea. Il fatto che nella giornata di ieri non sia stato fatto alcun passo avanti è la riprova che di pace si parla tanto, ma la pace non si fa (e difficilmente a questo punto si farà). Il presidente Zhang non ha discusso con il giocatore, il giocatore non ha parlato con Spalletti, Marotta e Icardi non si sono sentiti eccetera eccetera. Totale: si procede con una sola, amarissima certezza: Icardi non sarà a disposizione per il derby di domenica sera e tantomeno per il ritorno degli ottavi di Europa League di giovedì. E questo significa che salterà due partite fondamentali per la stagione nerazzurra. E questo significa che il popolo nerazzurro sarà legittimamente sempre più incazzato con il suo ex capitano. E questo significa che tutto quello che sta accadendo assume i contorni di una triste farsa dove tutti hanno responsabilità per il semplice fatto che, tutti, hanno scelto di far prevalere il proprio interesse rispetto a quello dell’Inter: lo ha fatto il giocatore (per quanto possa essere arrabbiato per quello che ritiene un torto, dovrebbe mettersi a disposizione), lo ha fatto l’allenatore (perché Icardi torni in gruppo ci deve essere volontà reciproca di “riprovarci”). E veniamo al sodo. L’Inter giovedì affronterà l’Eintracht con una rosa risicata quanto a prime scelte (“lista ridotta”, squalifiche e infortuni lasciano a Spalletti pochissima scelta) e infarcita di Primavera (Schirò e Merola, forse anche Nolan, Zappa e Gavioli), mentre per domenica sera si proverà a recuperare qualcuno degli acciaccati. È normale tutto questo? No, non lo è, anche se ormai, a un mese dal declassamento dell’attaccante, è quasi inutile chiedersi perché si sia arrivati a questo punto e conviene a tutti pensare esclusivamente ad ottenere l’obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League. A cose fatte Marotta penserà a costruire la sua prima, vera Inter: una squadra con qualche campione in più ma, soprattutto, con qualche “uomo” in più.

La quinta cosa che mi viene da scrivere è che in Roma-Empoli è stato corretto annullare il gol ai toscani. Nell'era Var bisogna abituarsi: i tocchi di mano non vengono perdonati. La cosa grave è quando non perdonano quelli di petto.

La sesta cosa che mi viene da scrivere è che per tanto tempo abbiamo trattato El Shaarawy come se fosse un ex giocatore, o quantomeno un talento “perso”: si sono raccontate un sacco di storie, ci siamo domandati “che fine ha fatto il piccolo fenomeno che illuminò il Milan?”. Nessuno sa dove fosse finito, ma il dato di fatto è che è tornato. Corre, suda, si sbatte, soffre: davvero bravo.

La settima cosa che mi viene da scrivere è che vi vorrei consigliare un pezzo scritto su Davide Astori dal buon Federico Corona per Esquire, ma se ve lo incollo qui facciamo notte. È un racconto lungo 48 ore: 48 ore passate a Firenze tra gli amici di Davide. Ieri l’ho fatto leggere a un po’ di persone e qualcuno mi ha risposto “sì ma il 4 marzo è passato…”. Mi sono permesso di rispondere “e che cazzo c’entra?”. Se vi avanzano 10 minuti, io vi dico che son ben spesi. Ciao.


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