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SONDAGGIO
Cristiano Ronaldo alla Juve: ora chi andrà via?
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Editoriale

Juve, Mancini in corsa per il dopo Allegri. Ma piacciono anche Sousa e Spalletti. Via libera a Bonucci. Inter, Sabatini prepara la sorpresa in panchina. Milan, Morata vuole il Real. Bernardeschi in vendita per 60 mln

26.05.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 41486 volte
© foto di Federico De Luca

Resta o non resta? Il futuro di Allegri è il grande rebus di questo finale di stagione. La sensazione, più che diffusa, è una e una sola: se ne andrà. E questo la Juve l’ha ampiamente capito.
Le motivazioni sono abbastanza semplici, normali e condivisibili, dopo tre scudetti e tre coppe Italia in tre anni, supercoppe e due finali di Champions, fare meglio non solo sarebbe difficile, ma forse impossibile. A maggior ragione se (come ci auguriamo da italiani amanti del calcio) la Juventus dovesse rivincere la Champions dopo ventuno anni di attesa.
A corredo di queste considerazioni, dobbiamo aggiungere che già qualche mese fa in anteprima, vi abbiamo raccontato che la Juventus aveva preparato un rinnovo di contratto per Allegri fino al 2020 con uno stipendio in linea con i più grandi, circa otto milioni di euro l’anno a regime. Il contratto doveva essere firmato dopo i quarti con il Barcellona. Poi dopo la semifinale con il Monaco. Ad oggi quei fogli sono ancora sulle scrivanie di Agnelli e Marotta. Allegri non è mai passato a firmare un contratto sul quale si era trovato l’accordo. Aspetta, ma cosa?
La riflessione l’ha fatta, la decisione l’ha presa. Anche se non dovesse avere alternative, in caso di Triplete, Allegri ha in mente di dire stop.
La Juventus lo sa benissimo. E allora cosa succederà?
I bianconeri hanno una straordinaria struttura societaria, difficile trovare pecche nell’organizzazione, difficile cogliere qualcuno impreparato.
Da tempo Marotta e Paratici stanno valutando soluzioni e alternative. E’ chiaro che la Juve speri che Allegri resti per riaprire un nuovo ciclo vincente, ma è altrettanto chiaro che servono soluzioni alternative.
La Juve si è mossa in silenzio, sottotraccia come usa fare sempre, con l’obiettivo di non farsi cogliere impreparata. Il nome sul quale i dirigenti bianconeri sono andati da subito è quello di Roberto Mancini. Piace e non da oggi. Anche quando fu scelto Allegri nell’estate del 2014, Mancini è stato in ballottaggio fino all’ultimo. Tifoso della Juve anche se è diventato grande con l’Inter, ha un profilo giusto per esperienza e modo di fare calcio. Ma non solo. Negli ultimi giorni è tornato di moda anche Spalletti che con l’Inter ha parlato, ma non ha chiuso un fico secco.
Spalletti era già stato contattato dalla Juve mesi fa, dopo la Supercoppa persa con il Milan, quando il rapporto Allegri-Juve era in ribasso. Poi il cambio di modulo, la cavalcata trionfale e il momento felice hanno raffreddato tutto e rilanciato Allegri.
Oggi torna tutto in ballo e l’Inter su Spalletti potrebbe essere perfino arrivata tardi.
Il terzo nome sul quale Marotta riflette è quello di Paulo Sousa. Il contatto c’è stato. L’ex bianconero è amico di Andrea Agnelli, il calcio dei primi mesi con la Fiorentina piacque molto e la stagione difficile passata a Firenze non sembra un ostacolo. C’è la convinzione che Sousa con una squadra forte e una società organizzata, possa fare benissimo.
C’è da aspettare una settimana, la finale di Champions. Quando la Juventus farà la prima mossa, tutto il resto succederà di conseguenza.
Ma la Juve non pensa solo alla panchina. Un altro interrogativo è all’esame dei dirigenti: cosa fare dei giocatori in caso di Triplete?
Moratti, nel 2010, per affetto, decise di confermare tutti e quella squadra, quei giocatori finirono nella notte di Madrid. Il mancato rinnovamento ha segnato sette anni di insuccessi. La Juve non farà gli stessi errori. Moratti, ad esempio, rifiutò una straordinaria offerta del Real per Milito. Con la Juve non succederà. Se per qualche giocatore arriveranno offerte irrinunciabili, la Juve passerà all’incasso. Del resto, come per Allegri, dopo aver toccato la cima più alta è difficile ripetersi o far meglio anche per i giocatori. Ecco allora che Marotta farà parecchie operazioni in uscita. Il nome più corteggiato è quello di Bonucci. Se il giocatore, trent’anni, chiederà di fare una nuova esperienza sarà accontentato. Il Real ha offerto 70 milioni e per un giocatore di trent’anni sono irrinunciabili. Ma potrebbero finire sul mercato anche altri senza problemi. La Juve rinnoverà, immetterà giocatori freschi, giovani motivati e profili internazionali per riaprire un ciclo nuovo da subito. Nel mirino, come detto più volte, ci sono Di Maria, De Sciglio, Tolisso (in ribasso), Schick, Douglas Costa e Renato Sanchez, ma anche Bernardeschi.
Tornando al giro delle panchine, è lampante che dovrà essere la Juve a muovere per prima. L’Inter ha fretta, vorrebbe chiudere con Spalletti già lunedì prossimo, ma c’è chi giura che Sabatini stia provando a prendere un Mister X che piace a lui. E parlare di Conte sarebbe banale. Sull’ex juventino l’Inter non molla, l’incontro finale ci sarà dopo la coppa inglese, ma i margini sembrano minimi. O zero. L’Inter, fra l’altro, deve liberare Pioli (ha il contratto fino al 2018) che piace alla Fiorentina, ma per ora non lo molla.
In attesa, il Milan lavora alla grande. Dopo Musacchio e Kessie, il sogno è Morata e lo sappiamo. Vedo molto ottimismo, ma dalla Spagna mi dicono che Zidane abbia chiesto a Morata di restare, vuole dargli a breve il posto di Benzema. E poi, diciamola tutta, 60-70 milioni per Morata sarebbero una follia.
Per Bernardeschi, invece, la Fiorentina spera di "tirare su" almeno un cinquantino. La Viola ha deciso di mettere sul mercato il suo giovane talento della Cantera e Corvino dovrà essere bravo a stimolare la concorrenza fra Chelsea, Inter e Juve che hanno presentato offerte importanti all’avvocato Bozzo procuratore di Bernardeschi. Altre sono in arrivo. Ma da Firenze andranno via anche Kalinic, Ilicic, Badelj e Tatarusanu. Se Corvino è bravo con questa massa di soldi (un’ottantina di milioni) può fare davvero una squadra importante.


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