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La Giovane Italia
Editoriale

Juve: mercato con (doppia) sorpresa, ma occhio a Nedved... Inter: dopo il settimo (Keita) c'è una certezza. Milan: 2 colpi in 4 giorni, l'impresa di Leonardo. Napoli: il "complesso" di De Laurentiis

14.08.2018 08:44 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 112635 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. C'è il fuso. Son dall'altra parte del mondo. Al mare. È un posto strano. Qui, per dire, è nuvoloso da 4 giorni. Sapete quando sono arrivato? Quattro giorni fa. Il fuso è devastante. Soprattutto se vuoi stare al passo con le robe del mercato. Per questo metto tanti punti. Almeno con le frasi brevi mi viene più facile. Ma è comunque difficile perché ti viene sonno quando meno te l'aspetti. Tipo ora. Qui sono le 24. In Italia le 18. Qui è l'Indonesia. In Indonesia tutti ti dicono "italiano, spaghetti, pizza e Thohir". Thohir lo conoscono tutti perché è molto ricco. Sono tutti gentili. In particolare i tacksisti (da queste parti si scrive così). Al semaforo nessuno urla "stronzo" all'altro. Eppure c'è un traffico bestiale. Sorridono tutti. Costa tutto molto poco. Una birra al bar vien via a un euro, per dire. Solo che è nuvoloso. Infatti si sta al bar. Ho speso dieci euro di birre. E scrivo l'editoriale con vista mare.
Ora è buio. Keita ha appena firmato per l'Inter. È il settimo acquisto di un mercato nel quale "l'Inter dovrà vendere per forza qualche giocatore importante". Lo dicevano in molti. Alla fine ha tenuto tutti i big, tranne quelli che non erano suoi. Mica male davvero. Molti si domandano: "C'è ancora speranza per Modric?". No. Il mercato in entrata è da ritenersi chiuso. Del resto il club ha sempre fatto sapere "per il croato è quasi impossibile" e "procediamo con il nostro mercato a prescindere". Così hanno fatto. Anzi, di più: l'Inter ha portato avanti il mercato dello scorso anno. Spalletti un anno fa aveva le idee talmente chiare che ha scelto di riproporle anche quest'estate. E infatti prova a recuperare persino Dalbert.
Il resto lo ha fatto Ausilio. Ha lavorato molto bene. Ha comprato tutto con la formula del leasing. "Pago un po' adesso e se mi piace riscatto tra un anno". Non è mica facile comprare i giocatori così. Soprattutto quelli buoni. Lui ci è riuscito. Bravo assai.
Questo tmw con frasi brevi e tanti punti è una boiata. Ma ormai quel che è fatto è fatto. Non metto neanche troppi accapi. Così, a sfregio. Anzi uno sì.

Questa mattina sono andato in un tempio. Pioveva. Avevo le braghette. Mi hanno fatto mettere una specie di pareo decorato con fiori agghiacciante. "In rispetto delle sacre regole". Mi son fatto la foto sotto l'albero sacro. L'ho mandata ai miei. Mio padre ha iniziato a prendermi per il culo. "Ué Marisa, hai completato la trasformazione?". Gli ho spiegato delle regole del tempio. Ma ormai mi chiama Marisa. E ride. Mio padre ha 84 anni. Tifa Milan. Il Milan sta facendo grosse cose a sua volta. Anche Leonardo e Maldini per comprare usano la forma del leasing. La formula del leasing è l'unica salvezza per i club "attenzionati dall'Uefa". Gli altri, anche quelli con i conti frizzantini, fanno i beati cavoli loro, ma quelli attenzionati no. Vai a capire perché.
Il Milan ha preso Bakayoko. C'è chi dice "Mah, Bakayoko". E invece è un bell'acquisto. "Sì ma serve Milinkovic Savic". Graziearcà, aggiungiamo noi. Il serbo difficilmente arriverà, Lotito non ci sente. Vuole i picci. Tanti picci. Leonardo lo sa e infatti non illude nessuno. Ma comunque là in mezzo un altro lo prenderà. E forse anche uno davanti. Vado accapo un'altra volta. Fai la giravolta.

C'è stata la prima di Ronaldo con la maglia della Juve. La Juve ha battuto la Juve e anche se sono amichevoli d'agosto non è mai facile battere la Juve. Che ridere questa battuta. Molto bella. Del resto non è che ci sia granché da aggiungere. Il mercato della Juve è praticamente terminato. Ed è da 10 in pagella. C'è chi mormora "sì, mah, beh..." e tu vorresti dirgli "ma sei pirla?". La Juve ha una squadra di titolari devastante. Ecco, non pensate a quella squadra, pensate a quella "alternativa". La squadra B della Juve lotterebbe a sua volta per conquistare un posto in Champions. Impressionante. Poi però ci sono le frasi tipo quella di Nedved. Il vicepresidente non si nasconde e dice "bisogna vincere tutto". Ricorda molto il motto bianconero. E questo se vogliamo è un po' pericoloso. Tutti sanno che la Juve desidera a tutti i costi conquistare la Champions, ma non è detto che ricordarlo aiuti a trionfare, anzi. Se credi che vincere sia l'unica cosa che conta rischi in effetti di non essere felice mai. Questione di logica e filosofia spicciola. Altro accapo.

Sta finendo il mercato. Mancano pochi giorni. È stato ancora una volta un mercato ricco di balle ma anche di tanta concretezza. Il problema è che quasi nessuno ha parlato di calcio. Del "come giocheranno" invece del "chi compreremo". Ora vi racconteranno la solita storiella dei mille colpi che arriveranno da qui a venerdì per tenere vivo l'interesse generale. Ma quando mai. Il Napoli sì che dovrebbe fare qualcosa. De Laurentiis ha scelto ancora una volta di mettere se stesso davanti alla sua squadra. Come se fosse vittima di un non meglio precisato "complesso pallonaro". Quello, cioè, del presidente che ha fatto miracoli per portare il club ad un livello di eccellenza, ma poi si è spaventato. Come se avesse pensato "non è che ora la squadra diventa più importante del suo presidente?". È paradossale, ma ad oggi il problema del Napoli è l'ego di De Laurentiis. Dice: "Ho portato Ancelotti". Tutti lo ringraziano, ma è come ingaggiare De Niro e fargli fare il cinepanettone: senza senso.
Fine. C'è il fuso. Ieri siamo andati a vedere le scimmie sacre nella foresta, vicino alla città chiamata Ubud. Del resto pioveva. Ci hanno detto "sono molto sacre". Siamo entrati nella foresta. Le abbiamo viste. Da lontano sembrava che si ingroppassero. Allora ci siamo avvicinati. Effettivamente si stavano ingroppando (da cui il detto "ingropparsi come scimmie"). Sacre sì, ma arrapatissime. Comunque io volevo andare a Viserbella. Ciao.
(Twitter: @FBiasin).


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