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Editoriale

Juve-Milan: molto peggio del gol di Muntari. Juve-Milan: tra Massa e Doveri. Bianconeri: l'armata schiaccia, ma il Milan ha fatto il suo. Donnarumma: il bacio della maglia

11.03.2017 08.08 di Mauro Suma   articolo letto 59487 volte

Il Milan lascia Torino, con la stessa sensazione del famoso Dicembre 2004, la famosa partita in cui la Juventus aveva chiuso il Milan nella propria metà campo, la metà campo della Juventus naturalmente. Anche quella sera ci furono tre episodi ad orologeria, rigore non fischiato su Crespo, rigore non fischiato su Kaladze e regola del vantaggio non concessa a Sheva ormai lanciato verso la porta avversaria nel secondo tempo. La stessa regola del tre di ieri sera: espulsione di Sosa durante il tempo di recupero che si consuma in dieci secondi, partita che viene fatta andare avanti ben oltre il 94'30" e rigore opinabile con il braccio di De Sciglio attaccato al corpo. Rispetto al 2004, c'è dell'altro e c'è di più: Bonucci che butta a terra l'avversario e lo insulta, Khedira che spinge fuori Sosa, cartellini e falli laterali chiesti con ossessività e capannelli senza sosta attorno ad arbitro e collaboratori per qualsiasi episodio e in qualsiasi circostanza. Siamo partiti dal 2004 e non dal gol di Muntari, perchè quello storico gol dopo il quale sono arrivati assistenti addizionali, goal line technology e VAR (importante insegnarlo anche al giovanotto Dybala insieme alle buone maniere con il suo allenatore), era stato un episodio. Storico, epocale, inarrivabile, ma un episodio. Ieri sera siamo tornati alla sequela, al feuilleton, alle decisioni seriali. Adesso il Milan si prende tutto il carico: beffa, sconfitta con destrezza, squalifiche e predicozzi. Perchè sicuramente inizieranno a giudicare e a sostenere che si protesta sempre troppo contro la Juventus e il modo della Juventus di arrivare alle vittorie in determinate partite. Naturalmente nei titoli dei media il Milan verrà lasciato solo. E' del Milan la furia, è il Milan che protesta. Chissà perchè poi, vero? Nessuno sa prendersi la responsabilità di giudicare, ci si nasconde tutti, pavidi, dietro il dito dell'amarezza del Milan.

Dopo il gol regolare di Pjanic annullato all'andata a San Siro, era facilmente prevedibile che Massa non sarebbe stato tranquillo nell'arbitrare in prima persona la stessa partita nella quale, da addizionale, aveva commesso un errore grave e pesante. Massa ha cercato di rimanere tranquillo, ma nell'ultimo quarto d'ora è sembrato andare in panico e, stesso fallo, c'era il giallo per il Milan e il prego si accomodi per la Juventus. La responsabilità che si è preso di dare un rigore a tempo scaduto è quella dalla quale si era tenuto lontano Orsato, sempre in recupero, su Luiz Adriano in Fiorentina-Milan. Non è chiaro se sia stato Doveri, l'uomo del Milan in 9 a Bologna per ammonizioni successive a falli sui quali nella gara successiva da lui arbitrata, Palermo-Sampdoria, ha sorvolato, oppure il lontano e mal piazzato Massa ad aver deciso che la palla tirata addosso a De Sciglio da pochissimi metri fosse da rigore. Così, per non saper nè leggere nè scrivere, non verrà più controllato lo score di nessun arbitro con nessuna squadra, tantomeno quella rossonera. Compensazioni, pesi e misure: ci siamo, tutto ristabilito, tutto a posto. Quel che è certo invece è che sarà il Milan a dover controllare i giocatori disponibili per la partita di sabato prossimo. Non ci saranno Sosa e Romagnoli contro il Genoa, è il consueto ritorno da Torino che anche altre squadre italiane ben conoscono: cornuti, mazziati e decimati. E guai a farlo notare, gli sgherri a pagamento inizieranno ad aggredirti. Purtroppo però, non è colpa nostra, certe cose accadono sempre e solo alle stesse latitudini e longitudini e senza fare differenze fra una squadra e l'altra. Anche all'estero se ne sono accorti. Una sola consolazione per i tifosi milanisti: ieri sera il giovane, indignato, Donnarumma, nauseato come solo i giovani sanno esserlo, ha baciato la maglia e ha scelto. I suoi colori sono il rosso e il nero, a maggior ragione dopo la prova del nove, anzi la prova del 94 e 48 di ieri sera.

Resta poco spazio per commentare la partita. La Juventus è una armata che attacca e schiaccia tutti gli avversari, soprattutto nel suo stadio, non solo il Milan. Ma, come a Doha, dopo una grande mezz'ora bianconera e con il Milan troppo in soggezione, ha subìto il gol di Bacca e nel secondo tempo la partita è stata equilibrata. Donnarumma ha fatto tante parate, ma il Milan ha sempre cercato di rispondere e nella ripresa ha avuto almeno quattro occasioni per segnare il secondo gol. Per il Milan si conferma la regola del periodo: subisce sempre gol strani. Seguiteci: a Udine gol di De Paul che doveva essere espulso per aver azzoppato De Sciglio, contro la Sampdoria su rigore, contro la Lazio su rigore, contro la Fiorentina in fuorigioco, contro il Chievo su rigore, contro la Juventus un gol in linea e un gol su rigore a tempo abbondantemente scaduto. Così anche Di Francesco e Peluso potranno ben capire di cosa parlasse Vincenzo Montella alla vigilia di Sassuolo-Milan. Ai rossoneri resta il bacio della maglia di Donnarumma dopo una sua prestazione fenomenale, così nessuno potrà rovistare come è accaduto nel post-Coppa Italia nel cestino della spazzatura dopo la straordinaria partita del ragazzo a Torino. L'eccesso di spazzatura almeno ce lo risparmieranno, sia in italiano che in cinese visto il digustoso riferimento che ha preceduto Juventus-Milan.


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